L’industria globale dell’eolico ha ufficialmente fatto il suo ingresso in una nuova era, definita Electrotech, consolidandosi come pilastro fondamentale del sistema elettrico moderno. Secondo l’ultimo rapporto di settore, il Global Wind Report 2026 redatto dal Global Wind Energy Council, il 2025 è stato l’anno migliore di sempre, con una capacità record di 165 GW di nuove installazioni connesse alla rete, portando la capacità cumulativa globale a superare la soglia dei 1.299 GW. Questo balzo in avanti non rappresenta solo un successo tecnologico, ma una risposta strategica alle fratture geopolitiche e alla volatilità dei mercati energetici tradizionali, dove l’eolico emerge come l’unica fonte pulita dotata di scala e affidabilità tali da ancorare le reti nazionali.

Un anno di primati per la capacità globale
Questa crescita mappata dal report, pari al 40% su base annua, è stata trainata da giganti come la Cina, che ha installato quasi 120 GW in un solo anno, e l’India, tornata a essere il terzo mercato mondiale con un incremento record dell’85% nelle installazioni onshore.
La transizione energetica è ormai una realtà industriale: l’investimento globale in tecnologie pulite ha raggiunto la cifra record di circa 2.122 miliardi di euro nel 2025, superando costantemente la spesa destinata ai combustibili fossili.
L’Italia nel panorama europeo della transizione
In Europa, la corsa verso l’indipendenza energetica ha visto la Germania confermarsi leader con 5,7 GW aggiunti tra onshore e offshore. Sebbene il rapporto non dettagli singole tabelle regionali per l’Italia, il contesto dell’Unione Europea è chiaro: si prevede l’installazione di 117 GW di capacità onshore tra il 2026 e il 2030, di cui l’83% concentrato all’interno dei confini UE.
Il nostro Paese rientra in questo sforzo collettivo volto ad accelerare la diffusione delle rinnovabili per isolare la regione dalla volatilità dei prezzi del gas e dalle pressioni geopolitiche esterne. La sfida per i mercati maturi come quello italiano rimane la semplificazione dei processi di autorizzazione e il potenziamento delle infrastrutture di rete, necessari per non restare indietro rispetto alla traiettoria di crescita prevista dal rapporto per il resto del decennio.
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Eolico, oltre il 2030: l’imperativo della diversificazione
Le prospettive per i prossimi cinque anni indicano una curva sempre più ripida verso l’obiettivo di triplicare la capacità rinnovabile globale entro il 2030. L’eolico onshore crescerà a un ritmo medio di 168 GW all’anno fino al 2030, mentre il settore offshore sta vivendo una ricalibrazione strategica che lo porterà a triplicare le aggiunte annuali rispetto ai livelli del 2025.
Il costo livellato dell’energia (Lcoe) dell’eolico onshore è già oggi inferiore del 53% rispetto alla generazione basata su combustibili fossili, rendendo la scelta del vento una decisione puramente economica oltre che ambientale.
Verso un’industria integrata e resiliente
Il futuro descritto dal rapporto non riguarda solo i megawatt, ma l’integrazione di sistema. L’uso dell’intelligenza artificiale e dell’analisi avanzata dei dati è già radicato nella catena del valore, dall’ottimizzazione dei parchi eolici alla gestione dei mercati elettrici.
La resilienza energetica viene ridefinita attraverso la diversificazione e il controllo sovrano sulle forniture: i Paesi che riconoscono l’eolico come un asset strategico nazionale non solo accelerano la decarbonizzazione, ma si posizionano in modo più competitivo in un panorama globale sempre più volatile.
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