Il comparto biotech nazionale riflette un quadro di eccezionale vitalità, contando su una crescita robusta e inarrestabile. L’evidenza più significativa risiede nell’impressionante dato aggregato del fatturato che ha raggiunto, nel 2023, i 15,3 miliardi di euro, segnando un incremento notevole pari al +11,4% rispetto all’anno precedente. Questa performance economica è supportata da un impegno massiccio e continuativo nella ricerca e sviluppo (R&S), dove il settore ha investito complessivamente ben 3,6 miliardi di euro, consolidando la sua natura di industria knowledge intensive.
Queste cifre non solo testimoniano la resilienza del biotech italiano, ma ne sottolineano il ruolo strategico quale fulcro per la salute, l’ambiente e la produzione industriale avanzata. Sono queste alcune tra le maggiori evidenze che scaturiscono dal report Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend realizzato da Assobiotec, l’associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, associata a Federchimica, in collaborazione con la School of Management del politecnico di Milano.
Biotech: struttura del tessuto imprenditoriale
Il dinamismo economico si riflette nella composizione del tessuto aziendale, che alla fine del 2023 contava 786 imprese operative nel campo delle biotecnologie. Questa cifra evidenzia una continua espansione della base imprenditoriale dedicata all’innovazione biologica. Dal punto di vista geografico, il settore mantiene una marcata polarizzazione nel Nord Italia, dove si concentra circa l’80% di tutte le aziende biotech. La regione della Lombardia si distingue in modo particolare, ospitando da sola un quarto del totale delle imprese e affermandosi come l’hub biotecnologico primario del Paese. Parallelamente, il settore garantisce un’occupazione di elevata specializzazione per circa 14.800 addetti, confermando il suo ruolo di generatore di posti di lavoro qualificati e altamente strategici.
L’analisi settoriale rivela una suddivisione che, sebbene mantenga l’ambito legato alla salute e farmaceutica come segmento aggregato dominante per numero di aziende, fatturato e investimenti in R&S, mostra anche la crescente importanza delle altre applicazioni. Il biotech industriale, parte integrante della bioeconomia, e il green biotech (applicato all’agricoltura e all’ambiente) stanno registrando tassi di crescita significativi, diversificando le aree di applicazione e l’impatto economico. In particolare, l’attenzione per la sostenibilità e la transizione ecologica sta spingendo gli sviluppi nel biotech industriale verso soluzioni innovative per processi produttivi meno impattanti.
Frontiere tecnologiche: medicina di precisione e biosoluzioni
L’orizzonte futuro del settore è delineato da trend di innovazione dirompente a livello internazionale, tra cui spicca la medicina di precisione. Questa tendenza, che sfrutta le biotecnologie per adattare diagnosi e trattamenti al profilo genetico e molecolare del singolo paziente, promette di rivoluzionare l’efficacia delle terapie. Inoltre, il report dedica ampio spazio alle biosoluzioni, che rappresentano l’uso di organismi viventi o loro derivati per affrontare sfide ambientali e industriali.
In questo contesto, emergono tecniche come la fermentazione di precisione, utilizzata per produrre ingredienti specifici (come proteine o lipidi) in modo sostenibile, e le tecniche di evoluzione assistita (Tea), che permettono di ottenere varietà vegetali con caratteristiche migliorate. Tutti questi trend segnalano l’evoluzione del biotech italiano da mero “fornitore” di farmaci a vero e proprio abilitatore della transizione verde in molteplici settori.
Un ulteriore segnale della dinamicità del comparto è dato dalla sua vivace componente di nuova imprenditorialità. Il settore conta un solido bacino di 192 Pmi innovative biotecnologiche, alle quali si aggiungono ben 250 startup innovative anch’esse attive nel campo del biotech. Queste realtà più giovani e flessibili svolgono un ruolo cruciale come incubatori di innovazioni, spesso in stretta collaborazione con il sistema accademico e della ricerca, alimentando la catena del valore con nuove idee e tecnologie e assicurando il costante rinnovamento del tessuto industriale biotecnologico italiano.
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