Il noleggio come strategia per avere una aria più pulita e maggiore sicurezza nelle città. Le conclusioni della Aniasa, associazione nazionale industria dell’Autonoleggio e servizi automobilistici, che ha presentato in una doppietta Milano/Roma i dato del 17° Rapporto.
Nel cumulato trimestrale per la prima volta il settore è arrivato al 27,5% dell’intero mercato nazionale: oltre 1 auto su 4 è immatricolata a noleggio.
Le flotte di veicoli a noleggio o in sharing sulle strade italiane sono vicine a quota 1 milione, si tratta per lo più di mezzi euro 6. Il che significa un inquinamento di meno della metà (se a benzina) e due terzi in meno (se diesel) di monossido di carbonio. Non solo nel report emerge come gli idrocarburi incombusti emessi dalle auto a noleggio sono inferiori del 70% rispetto al parco circolante.

Auto a noleggio vs parco circolante. Emissioni gr/km
Secondo lo studio le previsioni al 2030 vedono una distribuzione del parco circolante sempre orientata al diesel, anche grazie alle sue evoluzioni in arrivo, nonostante i divieti presenti nelle grandi città. Mentre la maggior parte dello sviluppo sarà dell’ibrido (vedi slide).
Trend e previsioni al 2030 per le alimentazioni vetture
Crescono: sharing, auto aziendale in leasing e privati
La domanda turistica e di mobilità per business, il rinnovo ed ampliamento delle flotte per le aziende, il cosiddetto noleggio mid-term (la disponibilità di veicoli da un paio di mesi ad un anno) e l’apertura alle micro imprese e professionisti hanno visto protagonista nel 2017 il noleggio aziendale.
“Stiamo vivendo un cambiamento epocale negli scenari di mobilità cittadina, turistica e business del nostro Paese, guidato da tre elementi chiave: condivisione, connettività e sostenibilità”, dichiara in una nota il Presidente ANIASA Massimiliano Archiapatti, “Una graduale evoluzione che testimonia il nostro nuovo modo di muoverci e che sta accompagnando gli italiani verso un utilizzo più intelligente dell’auto, verso forme di mobilità a consumo”.
Il lungo termine è una scelta in crescita anche tra i privati grazie ad una offerta competitiva degli operatori del noleggio. Secondo un’analisi condotta dall’Associazione insieme alla società di consulenza globale Bain & Company sono oltre 30.000 i privati che hanno già scelto di rinunciare all’auto in proprietà, affidandosi al noleggio.
Il car sharing ha registrato una crescita decisamente rilevante del numero di utenti e nel consumo. Il free floating (flusso libero) è cresciuto del 9%, circa 500 auto in più, mentre il numero dei noleggi è salito del 7%, superando i 7 milioni e confermando che il fenomeno del “multi-tessera” (ogni utente possiede quasi tre tessere) continua a diffondersi.
L’aumento ha riguardato sia il numero di utenti iscritti ai servizi offerti dai singoli operatori (1.300.000, +21% vs 2016), sia gli utenti realmente attivi (820.000 con almeno 1 noleggio negli ultimi 6 mesi), che sono saliti del 38% rispetto al 2016.
Milano e Roma si confermano le città in cui l’auto condivisa è maggiormente diffusa, rispettivamente, con 3.100 e 2.100 vetture in flotta, seguite a ruota da Torino e Firenze.
L’identikit del fruitore di sharing è uomo, 36 anni, ma sui social ne parlano prevalentemente le donne. Il motivo probabilmente è nella differenza tra chi sceglie e chi guida. Comunque il dato interessante è che lo sharing non interessa solo i Millennials anzi. Il cambiamento culturale della condivisione del mezzo di trasporto “solo quanto serve” ha radici estese multigenerazione.
#carsharing come si sta evolvendo la #Mobilità nei centri urbani https://t.co/3VNc1q270v
— canaleenergia (@canaleenergia) 31 maggio 2018
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