Paolo Giovanni Micheli aspira a essere ricordato come “il sindaco dell’idrogeno verde”. Da settembre del 2020 guida il comune di Segrate, in provincia di Milano, con uno spirito a zero impatto ambientale: “Oggi la priorità dei segratesi è sicuramente la pandemia di Covid-19”, ha detto a Canale energia”, “ma l’energia è altrettanto centrale nel lavoro della squadra comunale”.

Entro il 2025 Micheli vuole “rendere Segrate il primo distretto italiano dell’idrogeno”. Il vettore energetico sarà adoperato, dice, nei quartieri di San Felice e Milano 2 per il riscaldamento. Oltre che nei quartieri di nuova costruzione “Milano4you” e di Cassa depositi e prestiti per rendere sostenibile la logistica, su ferro e gomma, per la quale Segrate è un hub importante. “Siamo in contatto con Snam, Saipem e H2IT per promuovere nuove iniziative. Vogliamo arrivare preparati al futuro: al momento stiamo analizzando le tubature del gas per capire se e come bisogna migliorarle ai fini del passaggio dell’idrogeno”.

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Per la realizzazione dei progetti basati sull’utilizzo dell’idrogeno verde, il sindaco conta sulle risorse europee, in primo luogo quelle per la ripresa economica messe in campo con il Ricovery plan, ora Next generation EU. E sul lavoro coordinato di grandi soggetti imprenditoriali: “Nei prossimi anni ci attendiamo dai 2 ai 3 miliardi di euro di investimenti con la costruzione del centro commerciale Westfield Milano”. Questo, aggiunge, consumerà “un millesimo dell’energia della Lombardia” e, a maggior ragione, “vogliamo adottare soluzioni innovative”.

La sensibilità verso la tutela ambientale ha rappresentato il biglietto da visita con il quale si è presentato agli elettori: “Nel programma elettorale avevo già indicato che per ogni cittadino sarebbe stato piantato un albero. Questo è un messaggio importante che ho voluto lanciare”. Continuerà su questa strada, evidenzia il sindaco, insieme alla squadra di giovani con cui lavora e alla dirigente dell’area Direzione territorio e sviluppo economico del Comune, Annapaola De Lotto. “Inoltre, sto spingendo perché il Comune si arricchisca di una figura quale l’Energy manager, che aiuti e ottimizzi il processo di transizione energetica dell’urbe”. Perché senza la gestione razionale dell’energia, ancor meglio senza lo spreco di energia, non ci può essere sostenibilità.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista professionista e videomaker, attenta al posizionamento seo oriented degli articoli e all'evoluzione dei social network. Si occupa di idrogeno, economia circolare, cyber security, mobilità alternativa, efficienza energetica, internet of things e gestione sostenibile delle foreste