Nella settimana europea dedicata alla mobilità, grandi protagonisti sono le biciclette e i monopattini. Progettare sempre più ciclabili è necessario per valorizzare l’uso di questo mezzo e garantire la sicurezza di ciclisti e autisti in aree con grande scorrimento di autovetture. Ma cosa serve per realizzare una pista ciclabile e soprattutto come si può riuscire a farla entrare nelle città già tanto affollate di traffico? Lo abbiamo a chiesto all’architetto Fabio Daniele che ha collaborato recentemente con una società di ingegneria di Roma proprio per aumentare i tratti di ciclabili nella Capitale.

Qual è la prima cosa da considerare quando si inizia a progettare una pista ciclabile?

La prima cosa da considerare è che il nostro tratto di nuova pista ciclabile non deve mai essere considerato isolato, ma facente parte di una rete ciclabile interconnessa. Questa rete deve avere sempre itinerari continui, che garantiscano il collegamento tra la periferia e il centro della città. Sembra scontato quello che affermo, ma capita molto spesso di vedere realizzate piste ciclabili isolate, non collegate tra di loro.

Il cittadino che vuole utilizzare la bicicletta deve essere messo nelle condizioni di raggiungere i principali punti di interesse, scuole, complessi sportivi, uffici pubblici, posto di lavoro, attraverso una unica rete ciclabile. Inoltre non bisogna dimenticare che per essere efficace servono degli snodi in cui la rete si collega con le stazioni delle metropolitane e dei treni.

Cosa vuol dire progettare delle piste ciclabili in aree urbane storiche?

Penso che la mobilità nei centri storici debba essere sempre più green. Questo vuol dire meno auto a combustione e più mezzi elettrici. Sempre più frequentemente i turisti stranieri che visitano le nostre città d’arte usano la bicicletta, sia nei tour organizzati sia in maniera autonoma. La morfologia dei nostri centri storici non permette la realizzazione di corsie dedicate, basti pensare ai vicoletti che si trovano nel cuore delle città d’arte. Il percorso delle biciclette deve essere per forza condiviso con quello dei pedoni e degli altri mezzi di trasporto. Ciò che deve cambiare è il modo di pensare delle persone. La strada è di tutti, quindi rispetto reciproco.

Qual è il parametro che va considerato per rendere agibile e sicuri i percorsi?

Non esiste un unico parametro, ci sono più cose che vanno considerate per rendere fruibile in sicurezza una nuova pista ciclabile. Il progettista deve sempre rispettare le norme tecniche di settore. Mi riferisco alle norme del min.LL.PP. per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili. Alla base della normativa ci sono gli standard geometrici, la larghezza della sezione, il raggio di curvatura, la distanza di visibilità e la pendenza longitudinale. Il rispetto di questi standard farà si che la pista ciclabile sia sicura per chi la utilizza. Queste norme tecniche devono essere sempre adottate in caso di nuove realizzazioni. Nel caso di adeguamenti di strutture esistenti potrebbe non essere possibile seguire alla lettera tali norme. In questo caso si va in deroga alla normativa tecnica, ma bisogna sempre tenere a mente la sicurezza e la funzionalità dell’opera.

Che costi ha in media realizzare una pista?

I costi effettivi di realizzazione di una pista ciclabile si hanno solo dopo aver elaborato un progetto esecutivo, un computo metrico e un capitolato lavori. Nella formulazione del prezzoincide molto la tipologia di pista: monodirezionale, ambo i lati della carreggiata, bidirezionale su un solo lato della carreggiata, in sede propria o no, il numero degli attraversamenti che devono essere realizzati, ecc .

Tutto questo tenuto conto che ci sono molte differenze tra il realizzare una pista in un centro urbanizzato o in ambiente extraurbano. Se in città la pista ciclabile intercetta dei sottoservizi (lampioni, semafori, cabine, ecc) questi vanno rimossi e ricollocati ed ha un costo. Invece in ambiente extraurbano spesso bisogna realizzare degli espropri sui terreni agricoli attigui al nastro stradale.

In linea di massima i costi per la realizzazione di una pista ciclabile vanno da un minimo di 20.000 euro ad un massimo di 150.000/180.000 euro al km.

Quali sono gli elementi necessari per mettere in sicurezza una pista ciclabile?

Per garantire la sicurezza dei ciclisti è importante, a seconda delle situazioni, conoscere quali possono essere le interferenze tra il percorso di una pista ciclabile e l’ambiente circostante. Una volta individuate le varie situazioni di pericolo si deve mettere in campo la strategia migliore.

Il percorso di una pista ciclabile può avere interferenze di vario tipo. Ci possono essere interferenze laterali con i passi carrabili delle proprietà private. In questo caso la pista ciclabile deve mantenere una distanza aggiuntiva di almeno un metro dai confini laterali delle proprietà. Ci possono essere interferenze longitudinali,quando la pista ciclabile è parallela alle corsie dei veicoli. In questo caso la soluzione da scegliere dipende dal traffico di percorrenza sulle diverse carreggiate. Se il traffico è basso si possono utilizzare dei dissuasori in plastica che delimitano la corsia della bicicletta. Se è elevato, supera quindi gli 8.000 veicoli/giorno, è necessario separare fisicamente la corsia dei veicoli dalla pista ciclabile con banchine basse in cemento. Le interferenze trasversali, invece si hanno quando la pista ciclabile incrocia le corsie dei veicoli nel caso di attraversamenti della viabilità autoveicolare da parte degli itinerari ciclabili. Se questo accade bisogna sempre far si che vi siano punti di attraversamento ben illuminati e segnalati sia per i ciclisti sia per gli automobilisti. Inoltre è importante che il tratto da attraversare non sia più di due corsie autoveicolari per volta. Quindi sono necessarie banchine di momentanea sosta centrali alle corsie di attraversamento i cui sia presente un impianto semaforico a chiamata.

Ci sono materiali più performanti?

La scelta di un materiale rispetto a un altro non è mai casuale. Ognuno ha caratteristiche meccaniche, fisiche e quant’altro, diverse. Una pista ciclabile si trova all’aperto, quindi bisogna utilizzare materiali che non si danneggino con facilità. I peggiori nemici del tappetino di usura di una pista ciclabile sono il sole, la pioggia, il freddo e il ghiaccio. Per evitare che la pioggia rimanga sulla superficie della pista ciclabile è importante che in fase realizzativa vengano rispettare le pendenze di scolo dell’acqua e ci sia un buon drenaggio. Questo fa si che per la realizzazione di un tappetino di usura dovrebbe essere sempre utilizzato un materiale drenante, per esempio l’asfalto o il cemento drenante. In questo modo si permette all’acqua di percolare nel terreno sottostante evitando l’impermeabilizzazione del suolo.

Se invece della pista ciclabile guardassimo alla bicicletta, cosa è che bisogna assolutamente avere?

Sicuramente un buon casco, un abbigliamento ad hoc e tanta voglia di scoprire posti nuovi.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.