Infrastrutture e mobilità, gli effetti del lockdown

Covid side effects: approvvigionamento energetico, mobilità, rifiuti e industria. I temi della tavola rotonda a cura di e7, settimanale QE

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covid19 sides effectsQuali sono i  side effects del Covid-19 sulle infrastrutture energetiche e i servizi nazionali e soprattutto cosa abbiamo imparato dallo stress test a cui il lockdown ci ha sottoposto? Sono questi i temi della tavola rotonda “L’impatto del Covid-19 su energia, mobilità e utilities” organizzata da e7, settimanale di QE a cui hanno partecipato l’ing. Vincenzo Triunfo, ceo di +39Energy, Marco D’Aloisi, responsabile comunicazione e stampa di Unione Petrolifera, Filippo Brandolini, vicepresidente Utilitalia e Roberto Potì, vicepresidente di Confindustria Energia.

Lo stop del settore è fotografato dal report di Vincenzo Triunfo, calo dei consumi industriali, mentre i domestici sono in crescita ma non abbastanza per sostenere il sistema. Forti le rinnovabili che da sole hanno continuato a produrre “anzi hanno anche prodotto di più dei mesi precedenti e rispetto agli anni passati”.

Terminato il lockdown è iniziato un aumento dei consumi molto lento, “soprattutto del primo mese di maggio”, ma come specifica Triunfo “non siamo ritornati assolutamente ai valori pre-Covid e tutt’ora i consumi in quasi tutti i settori sono relativamente più bassi anche degli stessi mesi del 2019”.

Economia circolare

Un altro settore strategico che è andato avanti durante la pandemia è quello dei rifiuti. Comparto che, come spiega Filippo Brandolini, ha mantenuto piuttosto invariata la produzione di rifiuti urbana sia indifferenziata che da differenziare mentre comparto turistico e imprese sono scesi drasticamente. Fatto che ha permesso di compensare la gestione dei rifiuti, altrimenti critica. Dal punto di vista impiantistico il comparto ha dimostrato di essere resiliente e capace di gestire l’emergenza “ma serve un investimento strategico nel settore e una pianificazione di medio lungo periodo dei fabbisogni impiantistici che considerino anche le situazioni di emergenza” anche in vista degli obiettivi di economia circolare europei. Serve una maggiore distribuzione di impiantistica sul territorio nazionale “abbiamo stimato al 2035 per raggiungere massimo di 10% di smaltimento in discarica e minimo 65% di riciclo una capacità aggiuntiva per oltre 3milioni di tonnellate per gli impianti di gestione dell’organico. Sistemi che ricordo possono contribuire a produrre biogas o, con gli scarti finali, recupero energetico”.

Mobilità e carburanti

La mobilità uno dei settori più colpiti ma che, come spiega Marco D’Aloisi, è già in lieve ripresa “a maggio eravamo sul -40% ma da giugno con l’uscita dal lockdown siamo nell’ordine di un calo del –20 -25%”. Una crisi che ha mostrato la strategicità del settore anche se, come ha sottolineato D’Aloisi “La domanda di petrolio è destinata a diminuire progressivamente, ma meno drammaticamente di quanto si stimava in un primo momento. La stessa Agenzia internazionale dell’energia rispetto al 2020 si aspettava una domanda di oltre 100milioni di barili al giorno ora ci si avvicina al 97-96 milioni di barili”.

La vera difficoltà di questa crisi è stata “la velocità con cui si è manifestata rimarca D’Aloisi. Per realizzare la transizione energetica è necessaria una strategicità degli investimenti nel settore e non solo. “L’industria petrolifera ha preso una direzione chiara verso i biocarburanti anche in carbon neutrality. Gli Lcls, cioè carburanti low carbon e decarbonizzati, provenienti da materie prime non rinnovabili o dall’economia circolare o sintetici”.

Infrastrutture di generazione energetica

Investire nelle infrastrutture e trasformare il sistema di generazione è un elemento centrale della industria nazionale ed europea, confermato dalla scelta verso la sostenibilità energetica del Green deal promosso dall’UE come strumento di rilancio dal post Covid-19, come sottolinea Roberto Potì che ricorda come il vero problema, più che il lockdown, è la necessità di accorciare i tempi autorizzativi e per quelli il vaccino potrebbe essere il DL Semplificazioni “Di cui dobbiamo aspettare di verificare l’efficacia dei decreti attuativi”.

Un Green deal euro-mediterraneo

Intanto guardando al futuro, l’expertise del settore industriale italiano delle rinnovabili potrebbe cogliere nuove opportunità per il comparto ponendosi come “ponte” per un Green deal euro-mediterraneo. Valorizzando la posizione, anche geografica, dell’Italia: “per favorire lo sviluppo di infrastrutture energetiche sostenibili. Per la conversione di rinnovabili e gas tra l’Europa e la costa che va tra Marocco e Turchia”. Una possibilità di sviluppo da non sottovalutare per le imprese italiane del comparto senza dimenticare i limiti geopolitici del caso, come ricorda Triunfo se vogliamo che ci sia una centralità dell’Italia nei rapporti con il nord Africa “bisogna rendere le cose possibili nella realtà dei fatti. E’ importante una regia neutrale sotto il profilo tecnologico che si ricordi che ci sono anche delle esigenze economiche e infrastrutturali”.

Intanto non dimentichiamo che senza infrastrutture né le rinnovabili né l’economia circolare possono fare molto. Siamo di fronte a una transizione energetica che ha bisogno di tutti i player in campo, a cominciare proprio dal petrolio.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.