L’ora X in casa scatta al calar del sole. Tra le 17.45 e le 19.15, ora legale, si sprigiona un gradiente elevatissimo di carico che passa dai 33 ai 38GW come valore assoluto nella rete. Il più basso nella media indicativa del Paese.

Sono gli effetti da Covid-19 che stanno impattando sui consumi domestici. Siamo a casa per forza di cose già dall’imbrunire e sia che stiamo lavorando sia che siamo in ferie forzate, iniziamo ad accendere gli elettrodomestici. Quindi come è cambiata la curva dei consumi in un Italia il lock down dall’11 marzo? Ne abbiamo parlato nell’articolo di apertura del Mensile di Canale energia con l’ing Vincenzo Triunfo anche esperto di gestione energia, Ege. “Le curve di carico abituali dei consumi elettrici sono abbastanza definite. Quella del residenziale parte bassa nella notte, inizia ad avere un picco tra le 5.30 e le 8 del mattino e poi sfuma, risale debolmente dopo le 17 e torna con una impennata elevatissima intorno all’ora di cena con un picco alle 21 e una discesa che inizia verso le 22 per poi assestarsi su un minimo tre le 3 e le 4 di notte”.

Dall’11 marzo con la graduale interruzione delle attività di ristoranti, bar, esercizi commerciali e turistici i consumi sulla rete sono letteralmente stravolti.

“La quota relativa al commercio in condizione normale ha un a suddivisone in cui i ristoranti pesano per il 10%, il fast food il 15%, l’alberghiero il 19% e i negozi al dettaglio il 24 %. Ora queste attività sono quasi a zero, mentre ha preso sempre più forma il residenziale che è cresciuto” questa è la settimana in cui chiuderanno tutte le attività produttive escluse quelle essenziali. “Il gradiente serale del sistema residenziale, che è aumentato anche del 50%, si è spostato su tutta la curva di carico. Quindi sulla curva leggiamo dalle 5 alle 8 del mattino un abbassamento enorme del livello del consumo nel commerciale che persiste durante l’arco della giornata, ma di contro il consumo nel residenziale durante le ore serali inizia a salire in maniera ancora più decisa rispetto la condizione normale.

Prendiamo come esempio il 25 marzo che è un mercoledì “ed è il giorno della settimana in cui si consuma di più” spiega Triunfo. “Una curva normale ha due picchi: il primo alle 10/11 del mattino con 46-47GW di potenza e il secondo intorno alle 21 che ha come valore numerico standard un numero abbastanza simile a quello della mattina: 47 GW di potenza. Oggi il picco serale risulta essere il 10% superiore a quello diurno; cioè alle 21 misura di 41 GW mentre il massimo diurno settimanale adesso raramente supera i 37 GW. Tre GW di differenza rispetto la media senza coronavirus”.

Carico elettrico sulla rete nazionale: elaborazione di Vincenzo Triunfo su dati Terna

In pratica dopo le 18, il gradiente di salita è molto elevato rispetto la storica media nazionale: “Questo è indice che all’interno delle abitazioni c’è un grossissimo aumento in tempo molto breve dovuto all’inizio dell’oscurità. Dal lock down dell’11 marzo questo effetto si sposta sempre più in avanti seguendo l’andamento della luce solare. Se i miei calcoli sono giusti quindi dopo l’entrata dell’ora solare dovremmo registrare un balzo in avanti di un’ora”. (Su questo vedi il confronto di orario e giorni con e senza ora legale nei grafici alla fine dell’articolo).

“Rispetto l’energia da raffrescamento invece per ora non ci aspettiamo un incremento, che ci potrebbe essere nelle ore diurne soprattutto nel centro sud se il blocco dovesse perdurare anche dopo il mese di Aprile”.

Tornando al nostro 25 marzo: “il consumo totale di energia è stato di 725 GWh. Inferiore di 7-8% rispetto al 18 marzo. Mentre se lo andiamo a confrontare con i dati dei consumi al 4 marzo abbiamo una riduzione in tre settimane di oltre il 22-23% per cento”. Questo dimostra come lo stop delle industrie e del commercio abbia pesato sul sistema nazionale.

“Le proiezioni dei  consumi ci dicono che le variazioni in termini di GW nei tre settori fino al 20 marzo sono: di 11,3 GW in meno nel commerciale, 1,4GW in meno nell’industriale mentre più +6,3GW nel residenziale. Nel commerciale indicano una perdita sul picco massimo complessivo di circa 6,3 GW. Dato che da qui a fine aprile (considerato il prolungamento del periodo di quarantena) sarà in costante calo”.

“Di fatto siamo in una situazione energetica da crisi economica. Il valore minimo di richiesta di potenza che si è registrato nella settimana scorsa (16-21 marzo) di circa 17GW è il più basso degli ultimi 25 anni. Un valore simile c’è stato ad aprile 2009 con 18GW”.

Chi comincia a temere un aumento eccessivo in bolletta può stare relativamente tranquillo “l’aumento dei costi sarà meno forte rispetto l’impennata dei consumi” spiega Trunfio “perché alla fine il costo non sarà molto più alto di quanto già si paga. Gli oneri di sistema, cioè la componente fissa in bolletta, pesano molto di più rispetto a due tre anni fa. Quindi l’aumento finale non sarà elevatissimo”.

Se guardiamo la questione dal punto di vista delle aziende di distribuzione di energia invece ci sarà un calo dei fatturati “ma non in proporzione alla riduzione dei consumi, perchè l’energia elettrica del commerciale e dell’industriale ha dei costi più bassi del residenziale. Quindi a fronte di una riduzione del 25% dei consumi le aziende di energia elettrica avranno una riduzione del fatturato intorno al 15% attenuato dal aumento dei consumi del residenziale che è venduto più caro”.

In Italia paghiamo mediamente, inclusi oneri di sistema 23cent di euro per kW/h contro un valore di 17cent del settore del commercio e industria. Il domestico paga il 30% del costo della parte variabile. Un dato che può non essere piacevole nella sua interezza ma che oggi ci pone dei limiti rassicuranti sulla spesa complessiva che dovremo affrontare .

Cosa possiamo limitare al massimo gli sprechi e fare attenzione ai consumi?

“Considerate che gli elettrodomestici che consumano di più sono tre: lavastoviglie, lavatrice  e frigorifero. Per chi lo ha anche il forno elettrico, ma non è usato quasi quotidianamente come gli altri. Da soli questi possono causare il 50-60% dei consumi di una famiglia. Rispetto l’illuminazione invece, le case italiane sono molto efficienti con l’implementazione dei led, quindi lasciare accese lampade di alta efficienza cambia poco in bolletta”.  

Cosa fare?

Sicuramente fare attenzione a usare questi elettrodomestici più energivori il meno possibile e al massimo della capienza. Fare attenzione allo stand by di tutti gli elettrodomestici presenti in casa come: wifi, tv decoder, stereo. Solo per questo abbiamo un carico fisso di base di 100-200 W che va moltiplicato per un anno e che comporta circa da 90 a 80kW di energia dispersa. Dovremmo staccare la spina o avere le ciabatte con l’accensione e spegnimento che bloccano il flusso di energia per evitare questa spesa. Mentre rispetto al frigorifero aprirlo poco perché è questo un elemento che inficia molto sulla efficienza del apparecchio”.

Un’indicazione che in questi giorni di quarantena aiuta sia la bolletta che il peso sulla bilancia.

Rilievo con pinza amperometrica. Differenza di carico in Ampere sul contatore di casa con Standby acceso di 4 televisori, 1 telecamera, 2 decoder Sky, 2 stereo, 1 Play station, 1 modem- router wifi e 1 hotspot-ripetitore wifi. Lo strumento mostra circa 250 Watt di differenza

Come è variata la curva dei consumi con il passaggio dall’ora legale a solare.

Nei quattro grafici riportati di seguito sono confrontati i picchi di minimo e massimo del carico elettrico in GW sulla rete nazionale durante la fascia oraria 16-20 nelle due domeniche di marzo (22 e 29).

Si nota come lo sfasamento temporale dell’aumento di carico sulla rete dal 22 al 29 marzo è spostato di circa 45 minuti a causa dell’ora legale adottata nella notte del 29 marzo.

L’effetto dell’ora legale genera lo spostamento dell’orario di accensione dei corpi illuminanti sia nel residenziale che per la pubblica utilità e per le poche attività ancora operative. Chiaramente lo shift ha immediatamente dato un risultato sulla diminuzione dei consumi registrati, portandoli da 571 a 544 GWh anche se la curva, in termini di carico di potenza, registra valori assolutamente simili.

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.