Muse sostenibilità
Fonte: Muse

“Un piano per la sostenibilità” è il nome dello spazio espositivo che il Muse, Museo delle scienze di Trento, dedica ai principali fattori del cambiamento globale in atto. Dai cambiamenti climatici alla perdita di biodiversità, dall’aumento della popolazione alla lotta alle disuguaglianze sociali. L’esposizione, oltre 400 mq interamente rinnovati, partirà il prossimo 4 ottobre 2021. Esplora i molteplici futuri del nostro abitare il pianeta, possibili e probabili, e coniuga così consapevolezza e conoscenza.

I contenuti della galleria

Il piano espone concetti ma anche casi concreti di ricerca e sviluppo sostenibile e di esperienze produttive e imprenditoriali attraverso interviste intergenerazionali. L’esposizione ricorda che a livello mondiale, grazie agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, la via da percorrere sembra tracciata ma la strada resta ancora lunga. In questo solco, l’esposizione del Muse vuole interpretare la realtà e le sfide della contemporaneità attraverso gli strumenti e le domande della ricerca scientifica. La galleria dedicata ai temi della sostenibilità si inserisce nel dibattito contemporaneo sul tema della sostenibilità all’interno di una parte importante del museo.

Alcune proposte del nuovo allestimento

Inquinamento, radioattività, trasformazione dei paesaggi, alterazione del clima. Queste le tracce che la presenza umana sul pianeta Terra sta lasciando. Per rappresentare l’influenza umana su scala geologica, al Muse verrà esposto un plastiglomerato, una roccia originatasi dall’aggregazione di materiale plastico fuso. I primi plastiglomerati sono stati ritrovati e descritti alle Hawaii nel 2013. I pezzi in esposizione provengono dal Peabody museum di Yale grazie al contributo delle associazioni che si occupano di pulire le spiagge Hawaii wildlife fund e Sustainable coastlines Hawaii.

La tutela degli habitat danneggiati

Il Muse presenta anche un progetto di ripristino ambientale delle barriere coralline. Condividendo l’impegno del Centro MaRHE dell’università di Milano-Bicocca, il centro si occupa del restauro delle barriere coralline e ha messo a punto tecniche efficaci per ripristinare e garantire la sopravvivenza delle specie che popolano questi ecosistemi.

La Goal zero area

La Goal zero area è lo spazio che apre al dialogo tra pubblico e privato, tra realtà sociale e spunto imprenditoriale. L’area racconta otto storie di imprenditori e segna l’inizio di un percorso che ha come obiettivo quello di amplificare e diffondere capillarmente conoscenze e prassi verso gli obiettivi dell’Agenda 2030.

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Redazione
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