La tecnologia satellitare è diventata l’arma d’eccellenza nella lotta invisibile contro le dispersioni di metano, un gas con un potenziale di riscaldamento globale decine di volte superiore alla CO2 nel breve termine. Nel corso del 2024, le sentinelle orbitanti hanno rilevato quasi 5 milioni di tonnellate di emissioni di metano derivanti da enormi perdite nelle operazioni di petrolio e gas in tutto il mondo. Per rispondere a questa sfida, il Methane Alert and Response System (Mars), lanciato nel 2023 dall’International Methane Emissions Observatory (Imeo) dell’Unep, fornisce oggi notifiche gratuite a governi e aziende su eventi di emissione su larga scala.

Tuttavia, nonostante la disponibilità di dati precisi, il tasso di risposta globale rimane criticamente basso: nel 2025 solo il 12% delle notifiche ha ricevuto un riscontro ufficiale. A riferirlo è il documento redatto dall’Iea, in collaborazione con l’Imeo, Responding to Satellite Notifications from the Methane Alert and Response System.
Strategia operativa per la sicurezza climatica
Il rapporto tecnico delinea una struttura in cinque fasi per trasformare gli avvisi satellitari in azioni concrete di mitigazione. L’obiettivo non è solo ambientale, ma anche economico e di sicurezza: eliminare le perdite significa ridurre gli sprechi di gas, aumentare le vendite per le aziende nazionali e migliorare la sicurezza energetica, riducendo l’inquinamento atmosferico locale e gli impatti sulla salute.
Il sistema Mars utilizza una flotta di 35 satelliti, di cui 17 dedicati alla notifica diretta degli eventi, capaci di individuare pennacchi di metano con portate superiori ai 100 kg/ora e di mappare punti caldi globali.
La classificazione dell’urgenza e i tempi d’intervento
Il cuore del nuovo protocollo risiede nella suddivisione degli eventi in tre livelli di urgenza basati sulla portata delle emissioni e sulla loro ricorrenza. Il Livello 1, considerato urgente, riguarda i pennacchi con tassi di emissione superiori alle 5 tonnellate l’ora o eventi ricorrenti di grande entità. Per queste emergenze, il rapporto suggerisce un cronoprogramma serrato che prevede il completamento dell’intero processo di risposta entro 30 giorni.
Per il Livello 2 (veloce) e il Livello 3 (regolare), i tempi si dilatano rispettivamente a 60 e 90 giorni. La rapidità è fondamentale: le notifiche vengono solitamente inviate tra le 24 ore e i 7 giorni dopo il rilevamento satellitare, permettendo interventi mentre l’evento emissivo è potenzialmente ancora in corso.
Emissioni fuggitive di metano: responsabilità e verifica sul campo
Il successo della mitigazione dipende da una collaborazione stretta tra le autorità governative, che devono nominare dei punti di contatto ufficiali (focal point), e gli operatori industriali. Nei Paesi che hanno già designato questi responsabili, il tasso di risposta sale a quasi un terzo degli eventi rilevati, con punte del 100% in nazioni come Argentina, Brasile, Messico e Yemen. Una volta ricevuta la notifica, l’operatore deve avviare procedure di identificazione della fonte tramite analisi dei registri operativi o visite sul campo con telecamere ottiche per immagini di gas (Ogi).
Esempi virtuosi arrivano dal Kazakistan, dove un operatore ha individuato e riparato una valvola che perdeva utilizzando semplici test con schiuma di sapone dopo un avviso Mars, e dall’Argentina, dove le ispezioni governative hanno costretto un’azienda a cessare il venting non autorizzato e a installare sistemi di accensione remota.
Trasparenza e supporto internazionale per l’abbattimento
Il monitoraggio non termina con la segnalazione della riparazione. Trenta giorni dopo l’invio dell’allerta, l’Imeo rende pubblici i dati sulle emissioni e sullo stato della risposta sulla piattaforma Eye on Methane, rendendo trasparente l’impegno climatico di nazioni e aziende. Per supportare i governi meno attrezzati, sono disponibili programmi di assistenza tecnica e regolatoria, come il Global Methane Engagement Programme dell’Iea e la Oil and Gas Methane Partnership 2.0.
Questi organismi offrono strumenti per mappare le infrastrutture nazionali e per integrare gli avvisi satellitari nei protocolli di emergenza esistenti, garantendo che ogni tonnellata di metano rilevata dallo spazio sia una tonnellata in meno nell’atmosfera.
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