La transizione verso l’elettrificazione e l’adozione di soluzioni tecnologiche integrate prosegue, spinta dall’esigenza di trasformare gli immobili residenziali in strutture energetiche flessibili ed efficienti. Il rapporto Le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia negli edifici esistenti, curato dall’Enea, traccia un quadro economico e tecnico dettagliato degli interventi di efficientamento energetico e recupero del patrimonio edilizio registrati nel 2025. La pubblicazione evidenzia un ridimensionamento complessivo dei volumi finanziari e degli interventi completati rispetto ai periodi precedenti, riflesso diretto delle riforme legislative volte al contenimento dei crediti fiscali e alla fissazione di nuove aliquote di detrazione.
L’analisi si inserisce all’interno degli obiettivi definiti dalla direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici e dalle strategie per la neutralità climatica al 2050. In Italia, le normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 hanno rimodulato la fruizione delle agevolazioni, escludendo gli incentivi per i generatori alimentati esclusivamente a combustibili fossili e ridefinendo i tetti e le percentuali detraibili.
Ecobonus: dati generali e distribuzione geografica
I dati consolidati relativi all’Ecobonus ordinario registrano 305.035 schede descrittive inviate all’Enea per opere concluse nel 2025. Gli investimenti complessivi attivati ammontano a circa 3,62 miliardi di euro, che hanno generato un risparmio energetico primario non rinnovabile stimato in 842,35 gigawattora all’anno. Rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente, il comparto evidenzia un calo del 47,81% sul numero complessivo degli interventi, del 42,52% sugli investimenti mobilitati e del 55% sui risparmi energetici conseguiti.
La maggior parte delle risorse continua a concentrarsi sul settore residenziale, che assorbe l’87,79% della spesa complessiva (pari a 3,18 miliardi di euro) e genera l’81,04% dei risparmi energetici totali. Dal punto di vista geografico, il Nord Italia mantiene la quota prevalente della spesa. La Lombardia guida la classifica regionale con oltre un miliardo di euro di investimenti (28,02% del totale nazionale) e 241,68 gigawattora all’anno di risparmio. Segue il Veneto, con 493,52 milioni di euro di risorse attivate (13,64%) e il maggior valore di incidenza normalizzata rispetto al numero di abitazioni esistenti sul territorio.
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Immobili, tipologie di intervento e prestazioni energetiche
Sotto il profilo tecnico, la sostituzione dei serramenti e degli infissi si conferma la misura più diffusa e rilevante per impegno economico, rappresentando il 53,31% degli interventi totali, il 52,90% della spesa (pari a 1,91 miliardi di euro) e il 49,48% dei risparmi energetici generati. L’isolamento termico dell’involucro edilizio opaco — che comprende pareti verticali, coperture e pavimenti — si colloca al secondo posto per entità dei risultati, raccogliendo il 17,82% degli investimenti nell’Ecobonus ordinario e generando oltre un quarto del risparmio energetico complessivo.
Rilevante appare anche il contributo dell’efficientamento degli impianti di climatizzazione invernale, la cui quota di spesa supera i 566 milioni di euro. In questo ambito, la sostituzione dei generatori con pompe di calore ad alta efficienza e sistemi ibridi rappresenta la voce principale, specialmente nelle zone climatiche più temperate. Nelle zone montane o più fredde prevale l’investimento sulla coibentazione delle strutture opache.
L’epoca costruttiva e i risultati degli altri bonus
L’analisi svolta in base all’anno di costruzione degli immobili evidenzia come la quota principale degli investimenti si sia concentrata sul patrimonio edilizio realizzato durante il boom urbanistico degli anni Sessanta (21,56%) e Settanta (18,71%). Gli edifici storici realizzati prima del 1919 o nel periodo interbellico hanno assorbito quote più contenute del totale nazionale, registrando incidenze superiori alla media soltanto in alcune regioni storicamente caratterizzate da centri antichi diffusi, come la Toscana, il Piemonte e il Trentino-Alto Adige.
Il rapporto monitora infine l’esaurimento progressivo di altre misure fiscali. Per il Bonus Facciate, limitatamente alle opere di isolamento termico completate nel 2025, si sono registrati 89 interventi per un totale di 6,62 milioni di euro di spesa e 1,18 gigawattora all’anno di risparmi conseguiti. contestualmente, la disciplina del Bonus Casa per il recupero edilizio e le riqualificazioni ordinarie ha visto l’applicazione dei nuovi criteri restrittivi legati all’adeguamento delle caldaie e all’introduzione delle aliquote rimodulate per le abitazioni principali.
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