Per i viaggi di lavoro gli italiani scelgono green

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Holidays 1283014 1920Per i viaggi di lavoro gli italiani scelgono l’alternativa sostenibile, al di là della politica aziendale. Sono i risultati dell’indagine condotta da Corporate travel sustainability index di Sap Concur su 2.450 travel manager e 2.000 viaggiatori d’affari in 12 mercati europei (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito) tra gennaio e febbraio 2020.

Arriva al 65% la quota dei viaggiatori d’affari italiana che ignorerebbe intenzionalmente la travel policy e i budget per viaggiare in modo più ecologico. Secondi i francesi (63%) quindi gli spagnoli (60%), Regno Unito (57%), Paesi Nordici e Benelux (56%) e Germania (50%).

Inoltre il 98% dei viaggiatori italiani sono disposti ad allungare i loro viaggi se ciò significa un maggiore rispetto dell’ambiente, situazione molto simile anche negli altri Paesi presi in esame.

Di questi il 26% sarebbe disposto ad aggiungere più di quattro ore se ciò permetterebbe di rendere un viaggio “più green”. Un 2% arriverebbe anche ad otto ore di viaggio in più. Situazione simile nel Regno Unito (26%), per l’aggiunta di quattro ore extra alle trasferte.

Più disponibili agli extra i dipendenti di aziende in Germania (48%), Francia (40%), Paesi Nordici e Benelux (37%) e Spagna (29%).

Non solo nei trasporti, l’attenzione alla sostenibilità prosegue nella scelta degli alloggi preferendo strutture più ecologiche come un AirBnB rispetto ad un hotel. Qui gli italiani (61%) sono secondi ai francesi (64%). Meno propensi invece Paesi come Benelux (59%), Spagna e Regno Unito (53%), Paesi Nordici (50%) e Germania (43%).

Viaggi di lavoro green, come cambia in base al settore merceologico

I viaggiatori europei, ricordiamo che stiamo parlando di dati specifici e targettizzati su chi viaggia per lavorare, che provengono dal settore automobilistico sono i più disposti ad abbracciare viaggi ecologici. Il 52% dei dipendenti è disposto ad aggiungere più di quattro ore al tempo di viaggio, sempre per motivi di sostenibilità. Mentre solo il 26% dei viaggiatori d’affari dei servizi professionali è disposto ad allungare i tempi dei viaggi.

Il metodo più efficace per sostenere viaggi più ecologici 

Per il 46% dei viaggiatori italiani sono gli incentivi finanziari i più efficaci per fare scelte sostenibili, seguono nell’ordine: migliori opzioni di alloggio, ad esempio un upgrade (42%); compensazione delle emissioni di carbonio (41%); la possibilità di combinare viaggi d’affari e di piacere (41%); celebrare e condividere i successi delle best practices di viaggio sostenibili (37%); aggiungere giorni festivi (33%).

Per gli altri Paesi europei esaminati gli incentivi finanziari hanno la priorità eccezion la Germania in cui c’è più attenzione alle emissioni di carbonio (71%), mentre in Francia è più efficace un migliore alloggio (54%). Nel Benelux la condivisione di successi e best practices di viaggio sostenibili (51%) ha la priorità.

“Ciò che abbiamo visto negli anni precedenti è che molte tendenze stabilite nel settore dei viaggi e delle spese sono guidate dai dipendenti” afferma Pierre-Emmanuel Tetaz, Sap Emea e general manager presso Sap Concur “Con i viaggi aziendali che stanno lentamente prendendo velocità, le aziende devono capire ora come ricalibrare il loro approccio. Al fine di motivare i dipendenti, i travel manager dovrebbero implementare misure che celebrano e condividono le migliori pratiche quando si tratta di sostenibilità”.

Budget e accessibilità agli strumenti di conteggio emissioni in maggiori ostacoli

La mancanza di budget (38%) e l’accesso a strumenti che indicano la sostenibilità di diverse opzioni di prenotazione di hotel, noleggio auto e trasporti (37%) sono gli strumenti che più ostacolano scelte green nei viaggi di lavoro.

A livello europeo i viaggiatori di età compresa tra 18 e 24 anni hanno maggiori probabilità di compromettere la sostenibilità del loro viaggio a favore del comfort (45%). I business travel tra i 55 e i 75 anni, invece, danno priorità al budget (47%) rispetto a una scelta “green”.

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