Ecar 1024x752Il settore delle auto elettriche resiste all’impatto del Covid. Nei primi 9 mesi del 2020, nonostante un calo generale delle immatricolazioni auto del 34% rispetto allo stesso periodo del 2019, le e-car hanno superato il 3% del totale. Un dato pari al +2% rispetto al 2019. Che ha portato il settore ad attestarsi a 30.000 unità, cioè il 155% in più. A scattare questa fotografia è lo Smart mobility report 2020 realizzato dall’Energy&Strategy group della School of management del politecnico di Milano.

Auto elettriche, dati “modesti” rispetto al 2019

In generale si tratta di “dati ancora molto modesti”, spiega una nota dell’Energy&Strategy group, se rapportati ai 2,3 milioni di autoveicoli elettrici immatricolati lo scorso anno nel mondo. Ora infatti il parco complessivo è pari a 7,5 milioni. Tuttavia questo scenario “lascia ben sperare per lo sviluppo del mercato della mobilità elettrica in Italia”.

Fattori che hanno favorito la crescita delle auto elettriche

Tra i fattori che hanno favorito la crescita – commenta in nota Simone Franzò, direttore dell’Osservatorio smart mobility dell’E&S group ci sono certamente il rafforzamento degli incentivi all’acquisto, l’incremento dei modelli “elettrificati” (88 al primo semestre 2020, di cui 50 Phev e 38 Bev, in totale 26 in più rispetto all’anno prima) offerti in Italia dalle case automobilistiche.  Che hanno rivisto al rialzo i target di vendita dei prossimi anni, e l’ulteriore aumento dell’infrastruttura di ricarica: i punti di ricarica pubblici e privati a uso pubblico ad agosto erano oltre 16.000, il 20% in più rispetto a fine 2019”.

Numeri modesti rispetto al target del Pniec

“Tuttavia – continua Franzò – parliamo di cifre ancora modeste: il Piano nazionale integrato per l’energia ed il clima (Pniec) fissa a 6 milioni le auto elettriche che dovrebbero circolare in Italia nel 2030, a fronte delle attuali 70.000. Se vogliamo raggiungere o addirittura superare questi obiettivi si stima che debbano essere investiti nei prossimi 10 anni circa 200 miliardi di euro, tra autovetture e infrastrutture di ricarica, opportunamente favoriti, quantomeno nel breve periodo, da meccanismi di supporto adeguati. Le condizioni di contorno create dai policy maker e dagli operatori incideranno in maniera significativa: agire in maniera sinergica su tutti i fattori è condizione necessaria per consentire al nostro Paese di collocarsi ai primi posti in Europa, con evidenti ricadute positive sulla filiera e su tutto il sistema-Paese”.

E-Mobility, i numeri del mercato italiano

Nel 2019 sono state immatricolate nel nostro Paese 17.065 auto elettriche. Un dato  in aumento del 78% sul 2018. Di queste 10.566 sono “full-electric”, più che raddoppiate, e 6.499 “ibride plug-in”) su circa 2 milioni di immatricolazioni totali (lo 0,9%, quasi il doppio rispetto al 2018). Da un punto di vista geografico il 70% di quese immatricolazioni è stato registrato nel Nord Italia, il 24% al Centro e appena il 6% al Sud.

L’Italia nel contesto europeo

In Europa ci collochiamo in coda nella Top 10, con poco più del 3% delle immatricolazioni di veicoli elettrici sul totale europeo, a fronte del 12% se si guarda alle autovetture nel loro complesso.

La regione a maggior sviluppo dell’e-mobility è il Trentino Alto Adige

Il Trentino Alto Adige si dimostra la regione a maggior sviluppo della mobilità elettrica, considerando che ogni 100.000 abitanti a fine 2019 contava 40 auto elettriche immatricolate e 35 punti di ricarica. All’estremo opposto, diverse regioni del Sud Italia risultano invece «deficitarie» con riferimento a entrambe le dimensioni d’analisi.

La diffusione dell’infrastruttura di ricarica

Altro tema chiave analizzato dal report è quello delle infrastrutture. In Italia, a fine 2019 erano 9.100 i punti di ricarica pubblici. Nello specifico l’aumento è stato del +170% sul 2018, con un ritmo di oltre 100 punti percentuali superiore allo scenario europeo. Di questi veicoli 8.300 erano di tipo “normal charge”, cresciuti del 191% rispetto al +51% dei “fast charge”.

Punti di ricarica pubblici

Per quanto riguarda  i punti di ricarica pubblici e privati ad accesso pubblico, ad agosto 2020 in Italia il dato era circa 16.000 unità. Si tratta di strutture distribuite in maniera disomogenea tra le regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sono le uniche con più di 1.500 punti di ricarica) e con una netta prevalenza (60-65%) di installazioni in ambito urbano, su strada o in parcheggi pubblici, in lieve calo nel mix rispetto allo scorso anno (-5/10%).

Punti di ricarica nel mondo

A fine 2019 erano invece 6,5 milioni i punti di ricarica privata nel mondo, 7,5 volte quelli pubblici o a uso pubblico. Mentre in Italia arrivavano a 17-20.000.  Di cui circa 8.000 installati nel solo 2019 (+90% sul 2018 e per l’80% relativi a wallbox). Tra questi inoltre più della metà nel Nord Italia e nel 65-75% dei casi presso abitazioni, il rimanente presso aziende.

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