Biometano: agricoltura e industria si alleano per la transizione energetica

La transizione ecologica italiana compie un salto di qualità grazie all’incontro strategico tra il mondo agricolo e i settori industriali energivori. Al centro di questa nuova fase ci sono i Biomethane Purchase Agreements (BPA), i contratti di fornitura a lungo termine che permettono di collegare direttamente la produzione agricola nazionale agli obiettivi di decarbonizzazione delle grandi industrie.
Questo modello di sviluppo è stato al centro dell’evento organizzato a Milano dal Consorzio Italiano Biogas (CIB) presso la sede di Assolombarda, un’occasione per fare il punto sulla filiera e tracciare le prospettive future del settore.

I numeri della svolta: 60 accordi e 180 milioni di metri cubi

La filiera italiana sta vivendo una fase di forte espansione, trainata dagli investimenti del DM 2018 e del DM 2022 (legato al PNRR). Grazie all’azione propulsiva del CIB, sono già stati sottoscritti 60 accordi BPA, per un volume complessivo di 180 milioni di metri cubi standard (Smc) di biometano all’anno.
La domanda industriale coinvolta è ampia e diversificata, a dimostrazione della trasversalità di questo vettore energetico:
  • Acciaio: 46% dei volumi (82 milioni di Smc/anno)
  • Carta: 14% dei volumi (25 milioni di Smc/anno)
  • Ceramica: 11% dei volumi (20 milioni di Smc/anno)
  • Cemento e laterizi: 11% dei volumi (19 milioni di Smc/anno)
  • Chimica: 10% dei volumi (18 milioni di Smc/anno)
  • Alimentare: 7% dei volumi (13 milioni di Smc/anno)
  • Plastica: 2% dei volumi (3 milioni di Smc/anno)

Il valore del dialogo tra filiere di eccellenza

Come sottolineato dal presidente del CIB, Piero Gattoni, i BPA non rappresentano solo uno strumento di stabilità commerciale, ma un’opportunità di contaminazione virtuosa tra know-how differenti. Mettere in contatto agricoltori pronti a investire e industrie a caccia di energia verde significa valorizzare una risorsa rinnovabile interna, rafforzando al contempo la competitività e la sicurezza energetica del Paese.
biometano CIB
Un assist importante in questa direzione è arrivato dall’articolo 5-bis del DL Agricoltura, che ha legalmente riconosciuto e favorito la stipula di contratti di compravendita di lungo periodo, agevolando un rapporto diretto e trasparente tra i due mondi.
“Il biometano rappresenta oggi l’unico vettore energetico decarbonizzato concretamente disponibile per settori hard-to-abate come quello cartario o siderurgico,” evidenziano le voci dell’industria.
Tuttavia, per consolidare questa nuova fase e sbloccare nuovi investimenti privati, le aziende e le associazioni di categoria (come Assocarta e Confindustria) chiedono a gran voce stabilità e certezza normativa.

Verso il traguardo del 2030

Il settore guarda ora con grande interesse ai prossimi provvedimenti governativi. Intervenuto con un videomessaggio all’evento, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato che il dicastero sta lavorando al nuovo decreto per il passaggio dal biogas al biometano.
L’obiettivo dichiarato resta ambizioso ma a portata di mano: raggiungere e superare i 5,5 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030, confermando il biometano come pilastro fondamentale per l’autonomia energetica e la sostenibilità industriale dell’Italia.

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