Gli obiettivi di sostenibilità della transizione ecologica hanno un impatto importante su come pensiamo la rete di approvvigionamento energetico. Nuove tecnologie come le rinnovabili e una nuova dinamica di rete, sempre più interconnessa e distribuita, ma anche nuove esigenze di utilizzo dell’energia da parte dei consumatori. Pensiamo alla mobilità elettrica come alle città interconnesse in cui intelligenza artificiale e scambio dati hanno sempre più bisogno di energia elettrica. Uno scenario a cui l’Europa deve guardare con unità di intenti per uscire vittoriosa e sostenibile, in termini di ambiente ed economia. Canale Energia ha raggiunto il presidente di Entso-E, European network of transmission system operators for electricity, Hervé Laffaye, alla luce anche del recente report di scenario prodotto con Entso-G, European network of transmission system operators for gas, e in vista della consultazione pubblica aperta fino al 18 novembre 2021.

Hervé Laffaye
Hervé Laffaye

Le infrastrutture energetiche sono essenziali per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In questo, secondo voi, a cosa deve guardare la revisione pianificata delle infrastrutture in Europa per essere efficace ed efficiente?
Le infrastrutture energetiche avranno un ruolo chiave nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e tutti i membri di Entso-E sono pienamente impegnati verso questo obiettivo.
Le reti devono adattarsi ai modelli e ai mix energetici di nuova generazione: abbiamo bisogno di integrare quanto più possibile ed aumentare la presenza nelle nostre reti europee di energia generata dall’eolico off-shore, che è previsto si moltiplicherà 30 volte da qui al 2050. 300 GW che contribuiranno al bilancio energetico europeo. Si tratta di una sfida a medio termine che richiede un’azione immediata, poiché la pianificazione delle infrastrutture richiede tempo. Dobbiamo avere uno sguardo lungimirante e la revisione del Ten-E è una fantastica opportunità per metterci in discussione.
L’elettricità e le reti avranno un ruolo chiave nel consentire la decarbonizzazione di altri settori come trasporti, riscaldamento/raffrescamento come per ambiti industriali “difficili da abbattere”.
In Entso-E riteniamo che l’integrazione completa del sistema possa essere da catalizzatore per la decarbonizzazione e abbiamo sviluppato un concetto in merito: il supporto alla pianificazione multisettoriale a revisione delle Ten-E dovrebbe incentivare la cooperazione tra l’elettricità e altri settori che devono essere decarbonizzati.

Entso-E ha partecipato alla consultazione pubblica per la revisione del Ten-E? Quali sono state le vostre richieste?
La revisione delle Ten-E è importante per allineare il regolamento agli obiettivi del Green Deal dell’UE ed Entso-E è uno degli attori chiave per l’attuazione di questo regolamento. Come tale, abbiamo contribuito attivamente al dibattito.
Sosteniamo la proposta della Commissione europea ma alcuni punti devono essere migliorati. Una delle principali sfide che il sistema di trasmissione deve affrontare è la lunghezza delle procedure di autorizzazione.
Ridurre la durata tra la pianificazione di un progetto infrastrutturale e la sua attuazione sarà decisivo per il successo della politica energetica e climatica dell’UE. Entso-E ha fatto un po’ di proposte su come semplificare i processi, accelerare le procedure di autorizzazione e garantire un coinvolgimento maggiore della società. Dovrebbero anche essere stabilite le giuste condizioni per un sostegno finanziario.
La governance dei Piani decennali di sviluppo della rete (Tyndp) dovrebbe rimanere semplice a sufficienza in modo da consentire una migliore considerazione delle parti interessate e della società civile e garantire un adeguato bilanciamento energetico. Questa pianificazione a lungo termine dovrebbe essere ulteriormente coordinata tra i settori.

La revisione del regolamento dovrebbe garantire che la connessione e la pianificazione della rete off-shore siano pienamente coordinate tra loro. Ecco perché Entso-E propone di chiarire l’esatta natura dei piani di sviluppo offshore. Tali piani andrebbero poi aggiornati ogni quattro anni, al fine restare allineati con il processo Tyndp. Per raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE il piano Ten-E dovrebbe stabilire dei criteri che abilitino anche i progetti con il vicinato UE, garantendo gli stessi benefici anche in termini di finanziamento tra Progetti di interesse comune (Pci) e Progetti di mutuo interesse (Pmi). I criteri proposti dall’esecutivo europeo per qualificare le Pmi sono troppo restrittivi e rendono di fatto ammissibili solo progetti tra contraenti presenti della Comunità dell’Energia. A questo proposito, i criteri di prequalifica delle Pmi devono essere legati al rispettivo contributo del progetto con gli obiettivi climatici, piuttosto che a un allineamento con la legislazione generale dell’UE.
Anche i criteri dei progetti interni dell’UE dovrebbero essere adeguati a tale scopo. Per le reti interne, dovrebbe essere possibile valutare il criterio transfrontaliero anche tra le zone di offerta – e non solo tra Stati Membri – e la soglia di 500 MW dovrebbe essere rivista introducendo un valore più basso (es. 100 – 200 MW).

C’è stata una discussione tra Entso-E e i suoi stakeholders prima di procedere?
In quanto entità regolamentate i Tso hanno l’obbligo rigoroso di svolgere ampie consultazioni con gli stakeholder nell’adempimento dei loro mandati legali e di agire in piena trasparenza. Questo principio vale anche per Entso-E. Il coinvolgimento degli stakeholder aumenterà man mano che ci muoviamo verso uno scenario di sistemi interconnessi. Le posizioni di Entso-E sono il risultato di un allineamento all’interno dei membri Tso, ma tengono anche conto dei feedback ricevuti durante le nostre interazioni con le parti interessate.

Ritiene che i diversi Paesi europei siano sufficientemente allineati in termini di competenze tecnologie per essere in grado di riuscire rapidamente nella sfida?
Se la domanda è se la diversità dei mix energetici in Europa sta ostacolando la transizione energetica la risposta è no. Questa diversità è, infatti, un vantaggio in quanto aumenta la sicurezza dei nostri sistemi interconnessi. Per gestire e monitorare l’infrastruttura fisica appropriata serve naturalmente solidarietà tra i diversi Paesi. Il sistema elettrico europeo sta evolvendo verso un insieme di strutture interconnesse con un’articolazione tra diverse funzioni (fisiche, di mercato, digitali, etc) e geografiche (locale, regionale, paneuropeo, etc). Entso-E e i suoi membri stanno lavorando per armonizzare gli standard e facilitare lo scambio di dati che consentirà l’interoperabilità globale del sistema.

La pandemia di Covid-19 ha accelerato alcune esigenze?
Nonostante le circostanze senza precedenti, dovute dalla pandemia di Covid-19, i Tso dell’elettricità hanno gestito molto bene la situazione, grazie a un’attenta collaborazione, e hanno sempre garantito la sicurezza dell’approvvigionamento energetico in tutta Europa. Voglio rendere omaggio all’azione di tutti i membri del nostro staff che si sono comportati in modo eccezionale.
Nell’Unione Europea la diminuzione della domanda di elettricità e la maggiore presenza di energia rinnovabile hanno avuto come conseguenza una diminuzione della produzione di energia non rinnovabile. Da febbraio alla prima settimana di luglio 2020 in diversi paesi dell’UE, in particolare Italia, Spagna e Germania, sono stati raggiunti nuovi record Res durante il periodo di lockdown.
Questa situazione ha evidenziato la necessità di accelerare gli investimenti nella rete, ma anche nello stoccaggio, e la necessità di migliorare la manutenzione delle risorse che è stata tralasciata durante la pandemia.
Abbiamo utilizzato molto i nostri strumenti digitali e la conseguenza è la necessità di una protezione più forte contro gli attacchi informatici. Durante la pandemia di Covid-19 tutte queste sfide sono state gestite in modo efficiente dai diversi Tso. Attraverso Entso-E, questi hanno regolarmente mantenuto scambi con le autorità europee rispetto il mantenimento delle operazioni della rete, in modo che tutti i cittadini e le aziende, in particolare i più colpiti dalla pandemia, possano fare affidamento su una fornitura sicura di elettricità.

Pensa che questo aumento della generazione distribuita possa creare squilibri nel sistema o siamo pronti per il grande passo?
Il sistema sta cambiando e dobbiamo adattarlo. Entso-E si impegna a rendere possibile questo futuro e sta sviluppando risposte sostenibili e innovative per prepararlo. Questa nuova situazione richiede infrastrutture adeguate, come discusso, ma non sarà sufficiente. Ad esempio, l’avvento di energie rinnovabili più variabili e risorse energetiche distribuite (Der), insieme allo smantellamento parallelo delle centrali elettriche convenzionali a combustibili fossili, richiede lo sviluppo di nuovi approcci per il funzionamento del sistema e l’approvvigionamento di servizi ausiliari.
La sicurezza e la stabilità della rete elettrica faranno sempre più affidamento sul contributo degli asset che sono collegati alla rete di distribuzione. Entso-E propone meccanismi per accedere alla flessibilità dei servizi attraverso meccanismi di mercato condivisi e una forte cooperazione tra Tso e Dso. Il lavoro congiunto con la European Dso association (Eudso) aiuterà a identificare i requisiti concreti che potrebbero essere implementati nelle regole tecniche dell’UE, come i codici di rete.
Abbiamo prodotto una serie di studi che guardano al sistema energetico del futuro. Ad esempio, il nostro studio sull’elettromobilità o sulle capacità di formazione della rete sta esaminando come garantire la stabilità del sistema con una quota maggiore di fonti energetiche rinnovabili variabili. In quanto associazione siamo anche coinvolti nel processo di sviluppo di una nuova vision che guarda al 2050, come si può evincere dal sito web di Entso-E.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.