Dallo spazio Copernicus contribuisce alla ricerca per sconfiggere il Covid-19

Un'analisi settimanale e quotidiana delle variabili climatiche nelle zone colpite dal virus per verificare se c'è una relazione nella diffusione tra temperatura e umidità

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La pandemia del Covid-19 sta cambiando in modo profondo lo stile di vita di tutti noi. Questo ha comportato dei cambiamenti sensibili anche agli effetti dell’attività umana verso l’ambiente. Copernicus atmosphere monitoring service (Cams) e Copernicus climate change service (C3s), due attività del Centro europeo per le previsioni meteorologiche di medio raggio (Ecmwf l’acronimo in inglese), hanno messo a disposizione di politici e cittadini i propri dati su atmosfera e clima.

In questo modo sarà possibile sostenere la ricerca e il monitoraggio dell’atmosfera nelle aree colpite, studiando la variazione del livello di sostanze inquinanti nell’atmosfera a seguito delle misure prese per contenere il contagio. I valori registrati andranno valutati anche seguendo le variazioni meteorologiche, che portano a mutare le condizioni atmosferiche.

Analisi dei dati su 50 città europee

Le informazioni sui dati inquinanti in atmosfera saranno disponibili su di un sito appositamente strutturato da Cams in cui sarà possibile reperire dati sulla qualità dell’aria con frequenza sia quotidiana che settimanale. L’analisi riguarda i valori di biossido di azoto (NO2) e di particolato fine (Pm10) riscontrati in 50 città europee.

Utilizzando dati provenienti da osservazioni terrestri e satellitari, elaborati da modelli numerici all’avanguardia, il Servizio ha già riscontrato un sensibile calo dei livelli di NO2 nella porzione settentrionale del nostro paese a seguito delle misure di lockdown.

Al via l’applicazione Monthly climate explorer for Covid-19

C3s sta collaborando con la B-Open, realtà operante nel software ambientale, per sviluppare un’applicazione all’interno del Climate data store (Cds): Monthly climate explorer for Covid 19 app. Questa applicazione, ad accesso libero, potrà essere utilizzata da tutti coloro che stanno lottando contro il virus: medici, virologi e ricercatori, fornendo dati storici su tutte le variabili climatiche, quali umidità, temperature e radiazioni Uv sulla terra.

I dati C3S offrono alla società informazioni autorevoli sul clima passato, presente e futuro in Europa e nel resto del mondo. Forniamo strumenti e una guida esperta per trasformare i nostri dati visivamente, in mappe e grafici”. Spiega Carlo Buontempo, direttore di C3s:”La nuova applicazione Monthly climate explorer for Covid-19 nel Cds si sforza di dimostrare l’ampio potenziale dei nostri dati e di mostrare come gli utenti possono utilizzare i dati ambientali C3S per la propria ricerca”.

Uno studio per evidenziare il rapporto tra diffusione del Covid-19 e inquinamento

Lo studio di questi dati potrà fornire informazioni sulla effettiva relazione tra temperatura e umidità nella diffusione del virus. “Al momento, non ci sono prove che l’inquinamento atmosferico stia giocando un ruolo nella diffusione della Sars-Cov-2. Tuttavia, è comprovato che l’inquinamento atmosferico influisce sulla salute cardio-polmonare e sulla risposta immunitaria”, spiega in una nota  Vincent-Henri Peuch, direttore del Cams:”Stiamo cercando di espandere la nostra rete di collaborazioni con team di ricerca interessati a testare l’eventuale collegamento tra il virus e il particolato fine in sospensione nell’aria, per quanto riguarda la sopravvivenza e il trasporto di Covid-19

Leggi anche: E’l’inquinamento che favorisce la diffusione del Covid-19

I dati storici, presenti e futuri, su temperatura e umidità, raccolti da C3s e mappati tramite l’applicazione fornita da B-Open, saranno studiati dalla John Hopkins university per posizionare i decessi dovuti al Covid 19 nei mesi di gennaio, febbraio e marzo in modo da identificare le aree in cui il clima è più favorevole alla diffusione del virus.

 

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