mobilità sostenibile cicloturismo Repower Iulm

Tra le alternative di mobilità sostenibile, c’è anche il cicloturismo, uno dei trend del momento che può costituire un’alternativa con diverse potenzialità,  come messo in rilievo dalla prima edizione del report “Italia in Bici: scenari, protagonisti e indotto”, realizzato da Repower e Università Iulm, oggi 18 marzo alla presenza del Rettore, professor Gianni Canova, e dell’ad di Repower Italia, Fabio Bocchiola. 

Ciclovie e cicloturismo al centro

Repower si è focalizzato sulla mobilità dolce negli ultimi anni, in particolar modo concentrandosi su ciclovie e cicloturismo, dando vita al Dinaclub, primo network di ricarica per e-bike, con il quale Repower punta ad elettrificare le principali dorsali ciclabili d’Italia. La bicicletta ha avuto un crescita significativa durante la pandemia, ma anche a livello turistico sta vivendo un momento di centralità.

“Presentare uno studio del genere ci permette di mettere in evidenza e avere conferma di alcune intuizioni che abbiamo maturato durante la pandemia. La prima e più importante è che il fenomeno del cicloturismo non è affatto passeggero e rappresenta una grande opportunità, in primis per mettere a sistema le risorse locali in chiave turistica”. Ha dichiarato Fabio Bocchiola, country manager Repower Italia. “Con questa analisi Repower non rilancia solo il proprio impegno per elettrificare le ciclovie d’Italia, ma si mette a disposizione degli stakeholder di settore per supportarli nel potenziare i propri strumenti di marketing territoriale.”

Continua il Rettore dell’Ateneo, professor Gianni Canova, che commenta così la relazione: “Questo report può essere una chiave della ripartenza ecologica e dolce del Paese in vista dell’estate dopo i due anni di pandemia che abbiamo vissuto. Su tutto il territorio italiano ed europeo esistono numerose ciclovie, alcune delle quali premiate perché spiccano su altre per alcuni criteri, come la viabilità, il rispetto per l’ambiente, la valorizzazione turistica e del territorio. Questo lavoro del Cecoms va proprio a inserirsi nell’ottica dell’attenzione che l’Università Iulm pone da anni al tema della sostenibilità, anche all’interno del Campus, con il coinvolgimento dei suoi studenti e con l’offerta formativa”.

L’impatto economico del cicloturismo

Nel 2020 in Europa, il fenomeno della e-Bike ha raggiunto il +44% delle vendite rispetto all’anno precedente, questo ha determinato l’esigenza delle aziende di tornare a controllare più da vicino la filiera produttiva, e quindi l’inizio di un processo di rientro di competenze dall’Asia all’Europa, o all’Italia, come nel recente caso di Bianchi.

Dunque, l’impatto della bicicletta non sarà solo culturale, ma anche economico grazie alle opportunità che offre. Centrale però è la creazione e lo sviluppo delle cosiddette ciclovie, itinerari ciclabili a medio-lunga percorrenza.

Secondo i dati del report “The Benefits of cycling (2018) dell’Ecf (European Cyclists’ Federation), un maggiore utilizzo della bicicletta condurrebbe a un risparmio in spese sanitarie fino a 110 miliardi di euro e di 3 miliardi di litri di carburante annui e altrettanti grazie alla riduzione di inquinamento ambientale e acustico. Le ciclovie decongestionano le strade trafficate, determinando un risparmio stimabile in 6,8 miliardi di euro l’anno. 

Il marketing territoriale

Il tema del marketing territoriale nel caso del cicloturismo coinvolge non solo le destinazioni più famose, ma favorisce anche lo sviluppo di aree meno frequentate. 

Secondo le stime Fiab, ogni euro investito in ciclovie ne restituisce 3,5 al territorio, e a progetto ultimato, ogni chilometro di percorso genera un indotto annuo sulla zona attraversata di 110mila euro. Secondo Fiab, una rete strutturata e ben diffusa di ciclovie potrebbe portare due miliardi di euro annui nelle casse italiane.

In Italia manca una definizione normativa di ciclovia

Nell’ordinamento italiano manca una definizione normativa di ciclovia, ma Repower e Iulm, grazie anche alle esperienze italiane ed europee, hanno delineato il quadro di una ciclovia competitiva sulla base di un’offerta turistica.

Il report analizza le diverse tipologie di ciclisti e tre macroaree chiave: interesse del percorso, sicurezza e fruibilità, tenendo presente un ciclista digitalizzato.

L’83% dei cicloturisti dichiara di essere curioso del territorio in cui soggiorna, aprendosi ad ulteriori sviluppi dell’offerta turistica. Il 54% dei turisti enogastronomici ad esempio, gradisce l’opportunità di prendere parte ad un itinerario in bicicletta o e-bike.

Il modello Dinaclub

L’indotto del turismo in bicicletta può essere fatto crescere anche in seguito alle singole iniziative degli operatori del territorio, che possono far crescere il livello di servizio e quindi l’impatto del turismo in bicicletta.

Per rispondere ad alcune di queste esigenze, Repower ha creato Dinaclub, il primo network di ricarica per e-Bike con il quale mira ad elettrificare le ciclovie d’Italia. Dina è la prima rastrelliera per e-bike targata Repower, realizzata dallo studio del designer Compasso d’Oro alla carriera Makio Hasuike, che consente di parcheggiare sette bici e ricaricarne quattro in contemporanea.

Attraverso il QR code associato ad ogni Dina è possibile entrare nella community e partecipare alla gamification e, in questo modo, si possono riscattare gratuitamente mappe territoriali di komoot, piattaforma leader per la pianificazione e navigazione di percorsi outdoor con 22 milioni di utenti in Europa. Le aree meglio organizzate che offrono servizi ed attrazioni meglio attrarranno la community. 

Dinaclub ha un suo portale dedicato agli appassionati del cicloturismo, il quale dà accesso a diversi contenuti proposti in base ai propri interessi, attraverso cui si può partecipare ai contest per eleggere il biker più attivo e la struttura più apprezzata.

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