greenpeace“In questi giorni il governo Conte e le istituzioni europee dichiarano a più riprese di voler puntare anche sulla transizione energetica per ripartire dopo lo shock causato dalla pandemia di Covid-19. Il piano ‘Italia 1.5’ di Greenpeace Italia va esattamente in questa direzione”. In poche parole Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e clima, riassume in una nota stampa il proposito dell’associazione ambientalista.

Due scenari per rispettare gli Accordi di Parigi

Rinnovabili ed efficienza energetica, abbandono dei combustibili fossili, lotta all’inquinamento e al degrado ambientale sono i capisaldi di “Italia 1.5”. Nel piano si aprono due scenari: il primo prevede di traguardare l’obiettivo di zero emissioni in Italia al 2040. Il secondo di raggiungere una decarbonizzazione totale al 2050. Entrambe queste possibilità evidenziano le lacune presenti nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), consegnato dal governo all’Ue a inizio 2020, che non consentirebbe di rispettare gli Accordi di Parigi. I numeri riportati nello studio “dimostrano innanzitutto che il Pniec del governo non è nell’interesse dei cittadini italiani ma risponde piuttosto alle richieste delle lobby di gas e petrolio”, affonda Iacoboni. Solo una “rivisitazione degli obiettivi su clima e rinnovabili” consentirà di contenere l’aumento della temperatura globale entro 1.5°C. E la “rivoluzione energetica promossa da ‘Italia 1.5′rappresenta per Greenpeace la strada da percorrere per non rinviare più “la rapida transizione verso un Paese 100 per cento rinnovabile”, conclude.

I benefici economici e occupazionali

I benefici: Greenpeace Italia riporta, oltre quelli economici, anche quelli occupazionali. Lo studio pubblicato da Greenpeace Italia prevede che entro il 2030 si creeranno 163 mila posti di lavoro. Il settore energetico verde vivrà un aumento dell’occupazione diretta del 65%. Sarà finanziato interamente con i risparmi derivanti dalla mancata importazione di combustibili fossili al 2030. “Un cambio sistemico che condurrebbe a enormi vantaggi economici nei decenni a seguire”, riporta l’associazione in una nota stampa. https://www.youtube.com/watch?v=qaz2LAndhaU&feature=youtu.be

Lo studio è stato commissionato all’Institute for sustainable future di Sydney (Isf) e utilizza per lo scenario italiano la stessa metodologia impiegata su scala globale promossa dalla Dicaprio foundation e realizzata dalla stessa Isf, dall’Agenzia aerospaziale tedesca (Dlr) e dall’università di Melbourne.

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