Interrogazione al Ministro Pichetto mette al centro le dinamiche del mercato energetico

Vediamo anche una panoramica sui lavori di Camera e Senato: dai termovalorizzatori e l'audizione Arera al Documento programmatico di finanza pubblica, passando per la governance portuale, il settore vitivinicolo e i nodi sulle nomine ambientali

La macchina parlamentare prosegue a pieno ritmo tra audizioni strategiche, esami di provvedimenti in sede consultiva e referente, e votazioni delicate. Al centro dell’agenda figurano i temi cruciali della transizione ambientale, della gestione dei rifiuti, delle infrastrutture e dei conti pubblici.
Il prezzo dell’energia al centro della interrogazione al ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin lo scorso 8 ottobre per conto del sen. Ivan Scalfarotto, Italia Viva, “la sensazione è che state buttando soldi dalla finestra” denunciando bonus uguali indipendente dal reddito, mancanza di sostegno al trasporto, difficoltà aumentate per la produzione da energie rinnovabili.
Il Ministro ha ricordato al riduzione del prezzo del gas dal 2027 e l’azione per promuovere la separazione del costo dell’energia dal costo del gas naturale. Ha ricordato anche, diverse misure di semplificazione amministrative in corso di attuazione. “La politica energetica del Governo è orientata a rendere il sistema internazionale meno esposto agli elementi esterni, per benefici strutturali e duratori” ha assicurato il Ministro. A questo risponde la ricordando 4mila aziende ancora in attesa di autorizzazione di impianti rinnovabili ha risposto la sen. Silvia Fregolent, Italia Viva.
Il sen. Carlo Calenda (Azione) denuncia la truffa del costo dell’energia e sul reale valore dell’Arera che propone di “sciogliere”! Sulla replica il Senatore si dichiara soddisfatto rispetto la risposta sulle concessioni idroelettriche, mentre lamenta l’assenza di una costatazione della manipolazione del mercato. Annuncia quindi nella replica che il partito Azione effettuerà una denuncia a Antitrust e a Procura della Repubblica sul tema.
il Min. Pichetto in audizione a risposta immediata del 8 ottobre 26
il Min. Pichetto in audizione a risposta immediata del 8 ottobre 26
Al centro della interrogazione del sen. Roberto Rosso Forza Italia gli obiettivi e il percorso verso l’adeguamento delle misure della direttiva europea detta Case Green. Pichetto su questo tema rassicura sul processo i corso e sulle azioni che il Governo sta prendendo tra incentivi e aiuti statali.
Elena Sironi M5s si è soffermata sul ripristino degli ecosistemi. Pichetto ricorda che la bozza sul Piano di rispristino della natura è stato consegnato a fine settembre. Si stanno valutando i suggerimenti, oltre mile, ricevuti, per questo afferma il Ministro, ancora non c’è un rapporto conclusivo. La Sen. Sironi evidenzia come il Piano presentato i Europa sia arrivato con ancora non tutto il lavoro terminato.
Il sen. Antonio Nicita PD chiede chiarimenti sui meccanismi del mercato energetico e la possibilità di disporre di prezzi al valore negativo. Il Ministro ricorda che si può fare con alcune specifiche e ricorda che il disaccoppiamento dei prezzi sta andando avanti.

Ciclo dei rifiuti: l’audizione di Arera sui termovalorizzatori

Tra i temi di primo piano spicca l’attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari. L’organismo bicamerale ha acceso i riflettori sugli impianti di recupero energetico, svolgendo l’audizione dei rappresentanti dell’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente).
L’incontro rientra nel filone d’inchiesta specificamente dedicato all’analisi delle evidenze critiche e virtuose dei termovalorizzatori sul territorio nazionale, un tassello chiave per comprendere i costi, l’efficienza e l’impatto economico della gestione impiantistica dei rifiuti.

Camera: via libera al Documento di finanza pubblica e focus sulle infrastrutture

Diverse Commissioni della Camera hanno concluso o portato avanti l’esame di provvedimenti chiave:
  • Ambiente (VIII Commissione): Ha espresso parere favorevole sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 (in vista del passaggio alla V Commissione Bilancio) e sul disegno di legge in materia di protezione civile (C. 3076, approvato dal Senato). Ha inoltre continuato l’esame dello schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva UE sulla qualità dell’aria ambiente.
  • Trasporti (IX Commissione): Ha affrontato diverse interrogazioni ministeriali su temi cruciali, dal rinnovo del contratto autoferrotranvieri-internavigatori alla continuità dei servizi logistici e al monitoraggio dei ritardi ferroviari. In sede referente prosegue inoltre l’iter sul riordino della governance portuale e il rilancio degli investimenti nelle infrastrutture strategiche di trasporto marittimo (C. 2925).
  • Agricoltura (XIII Commissione): Parere favorevole espresso sul Documento programmatico di finanza pubblica e spazio all’indagine conoscitiva sulle prospettive del settore vitivinicolo, con l’audizione della Conferenza delle regioni e delle province autonome. Prosegue inoltre l’esame delle proposte di legge per la tutela degli equidi.

Senato: intelligenza artificiale nella giustizia e stop alla nomina al Parco del Gargano

A Palazzo Madama, i riflettori si sono accesi sull’innovazione tecnologica e sulle nomine di rilievo istituzionale:
  • Giustizia e AI: È proseguita l’indagine conoscitiva sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia, arricchita dall’audizione dell’avvocato Alessandro Gentiloni Silveri.
  • Bocciata la presidenza del Parco del Gargano: La Commissione competente ha esaminato la proposta di nomina del dottor Vincenzo D’Errico a presidente dell’Ente parco nazionale del Gargano. Respinta la richiesta di rinvio avanzata da parte dell’opposizione, la votazione a scrutinio segreto si è chiusa con un parere contrario (11 voti contrari e 4 schede nulle), confermando l’orientamento illustrato dal relatore.

Caro bollette: per le famiglie italiane il gas pesa di più a causa delle accise

Il quadro emerso dall’audizione di Proxigas alla Camera: tra barriere strutturali all’elettrificazione, tetti energetici e il futuro peso dell’ETS2, il gas naturale resta una risorsa centrale e difficilmente sostituibile per il Paese.

Il dibattito sulla transizione energetica e sull’elettrificazione dei consumi si scontra con una realtà economica e strutturale ben precisa. A fare il punto della situazione è Proxigas, attraverso le parole del Presidente Pier Lorenzo Dell’Orco, intervenuto in audizione presso la XIV Commissione della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame della proposta di Regolamento UE di modifica della disciplina del mercato elettrico (Reg. UE 2019/943).

Al centro dell’analisi c’è un divario che penalizza i consumatori: in Italia, il peso delle accise sulla bolletta del gas è già oggi superiore a quello che grava sulla bolletta elettrica, persino quando l’energia viene utilizzata per il riscaldamento domestico. Una disparità destinata ad accentuarsi ulteriormente nei prossimi anni con l’introduzione del sistema ETS2 sui consumi civili di gas.

Il carico fiscale: bollette del gas a confronto con quelle elettriche

I dati illustrati da Proxigas evidenziano una netta sproporzione nel prelievo fiscale:

  • Gas naturale: per un consumo annuo stimato di 1.100 metri cubi (dedicato a cottura e riscaldamento), il peso delle accise si attesta a circa 174 euro all’anno.

  • Energia elettrica (uso domestico base): per un consumo di 2.000 kWh limitato a elettrodomestici e illuminazione, l’impatto scende ad appena 4,5 euro all’anno.

  • Energia elettrica (con pompa di calore): introducendo l’uso del riscaldamento elettrico e stimando un consumo di 5.000 kWh, il valore sale a 113 euro all’anno, restando comunque inferiore rispetto alla spesa fiscale sostenuta da chi utilizza il gas.

A questo scenario si aggiunge la prospettiva dell’estensione del meccanismo ETS2 al settore civile, che rischia di caricare ulteriormente i costi sui consumatori di gas, penalizzando famiglie e imprese per le quali non esistono alternative immediate.

Un pilastro essenziale per il sistema Paese

Nonostante la volatilità e le tensioni registrate sui mercati negli ultimi anni, i consumi finali di gas (sia industriali sia domestici) si sono mantenuti stabili. Come sottolineato da Pier Lorenzo Dell’Orco, “ciò dimostra quanto sia difficile, nel nostro contesto, sostituire il gas, risorsa essenziale per soddisfare i propri fabbisogni energetici”.

Il gas naturale può contare su un’infrastruttura capillare nel Paese:

  • Una rete di distribuzione lunga oltre 270 mila chilometri.

  • Una copertura pari a quasi il 90% dei Comuni italiani, al servizio di circa 22 milioni di clienti.

  • Un ruolo chiave nel riscaldamento, che alimenta il 70% delle abitazioni e copre circa il 70% del fabbisogno degli impianti di teleriscaldamento.

Inoltre, molti comparti del settore industriale hard to abate (ad alto consumo energetico e basati su alte temperature di processo) non possono essere elettrificati con le tecnologie attuali, rendendo il gas un elemento indispensabile per la continuità produttiva.

I limiti strutturali all’elettrificazione in Italia

Le peculiarità del patrimonio edilizio e del contesto socio-economico italiano pongono barriere significative alla transizione totale verso il riscaldamento elettrico.

Dei circa 16 milioni di abitazioni collocate nelle classi energetiche inferiori (F e G):

  • L’installazione di pompe di calore è tecnicamente fattibile in meno di 6 milioni di case.

  • Il numero scende a meno di 2 milioni se si considerano i limiti economici legati al reddito delle famiglie.

Il paradosso del mix energetico: elettrificare non elimina il gas

Un ulteriore nodo cruciale riguarda il legame profondo tra la generazione elettrica da fonti rinnovabili (FER) e l’utilizzo del gas. Negli ultimi anni il gas ha sostenuto la produzione di energia elettrica per bilanciare l’intermittenza delle rinnovabili. Sebbene la quota di generazione da FER sia cresciuta (passando dal 33% del 2019 al 41% nel 2025), essa sconta una forte variabilità stagionale.

Le pompe di calore, in particolare, assorbono i maggiori volumi di elettricità durante i mesi invernali e nelle ore serali. In quei momenti, tuttavia, la rete elettrica è alimentata in prevalenza da impianti a gas, con una quota rinnovabile effettiva che oscilla tra il 28% e il 35%.

Sostituire una caldaia tradizionale con una pompa di calore, dunque, non equivale a eliminare il consumo di gas, ma sposta semplicemente la richiesta energetica a monte, confermando la necessità di un approccio equilibrato e pragmatico alla transizione ecologica.


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