Parlare di efficienza energetica non basta

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L’efficienza energetica è sempre più di attualità e di interesse anche per il singolo cittadino, anzi è proprio l’utente finale colui che più di altri potrebbe raccogliere un vantaggio economico in primis, ambientale poi, dall’adeguamento dei propri sistemi abitativi. Quindi perché non pensare di cominciare dai condomini per efficientare il Paese. Sappiamo tutti, per vissuto diretto o meno, quanto sia difficile accordare più persone, soprattutto per convincerle ad effettuare un esborso di denaro, anche quando il fine è nobile come ottenere un risparmio (dell’ambiente scusatemi non parlo, dopo che ho visto impianti fotovoltaici montati con batterie  a piombo fuso in storage “perché più economiche”, mi sono convinta che il green da solo non basta).

Sull’idea di fare cultura energetica nei condomini, ha inizio l’avventura di Habitami. L’iniziativa, nata su suolo Lombardo e ideata da Giovanni Pivetta con l’ organizzazione di Tabula Rasa Srl, vede come primi protagonisti del cambiamento gli amministratori di condominio e i loro condomini.

Ma come ci si informa sull’energia, esistono testi e comunicazioni adatte a comprendere i “must” della riqualificazione energetica? Da una  veloce indagine effettuata nel parterre Milanese proprio dal team di Habitami, no. La maggior parte delle persone intervistate non sa cosa sia un A.P.E. una ESCo, una pompa di calore.

Per passare dalla domanda alla soluzione, caratteristica che capiamo distingue il team di Habitami, in occasione della presentazione dei primi risultati delle rilevazioni energetiche nel’Hinterland Milanese, la associazione ha organizzato, presso la sede della Triennale lo scorso 21 luglio, u incontro per legato al tema dell’informazione e della stampa specialistica.

All’evento, a cui hanno partecipato molti dei media di settore, è emerso come la riconosciuta valenza della efficienza energetica si scontri con un problema di cultura, non solo tra cittadini “comuni”, ma anche tra addetti ai lavori. Colpevoli di  non guardare oltre il proprio settore, mentre l’efficienza è un tema che va affrontato con un approccio olistico.

Grande la questione legislativa e normativa, e molte le proposte: dal condominio condiviso, lanciato dallo stesso Habitami, al raffrescamento condiviso, proposto un po’ scherzosamente da Paolo Hutter direttore di Eco dalle città, ad iniziative legate a espliciti rimandi normativi e di finanziamento.

Nel complesso la vera tirata di orecchie va ai media generalisti, che forti dell’autorevolezza che “cattiva maestra televisione”, ma anche radio e stampa nazionale li contraddistingue fanno un uso strumentale e poco scientifico e di informazione del tema ambiente e sostenibilità.

La proposta dal collega Roberto Rizzo, giornalista scientifico: investire nell’informazione scientifica su tutte le testate, anche per caratterizzarle ed iniziare a distinguere con analisi specialistiche non solo l’innovazione industriale, ma anche le azioni politiche.

Intanto dall’Enea Antonio Disi ci ricorda come un azione di efficienza energetica collettiva o personale debba partire come una attività sfidante positiva in grado di coinvolgere le persone per farle avere qualcosa in più, e non in meno. Cercheremo di cogliere il suggerimento e, oltre a fare le scale tutti i giorni, proveremo ad inserire questa visione nella informazione energetica che ci contraddistigue.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.