La domanda di gas Gnl per usi finali in Italia presenta, nello scenario di riferimento, un potenziale di crescita fino a 600.000 tonnellate annue entro il 2030, con un tasso medio annuo di crescita del 25% tra il 2025 e il 2030. In uno scenario più ottimistico, in cui infrastrutture adeguate e la competitività del vettore energetico siano pienamente realizzate, i volumi potrebbero salire fino a 840.000 tonnellate, con una crescita media annua del 33%. È quanto emerge dallo studio di settore realizzato da Assocostieri, in collaborazione con Mbs Consulting, presentato il 18 giugno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’evento, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, stakeholder di settore e membri delle associazioni di categoria, chiamati a confrontarsi sulle sfide e le opportunità del comparto logistico-energetico, con un focus sull’innovazione e sulla sostenibilità.
Fratin: “Gas ponte essenziale della transizione energetica”
Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha aperto il suo videomessaggio con un excursus sulla crisi energetica innescata dalla crisi geopolitica in Ucraina. Concentrando poi l’attenzione sul ruolo fondamentale giocato dal sistema della logistica energetica a garanzia della continuità degli approvvigionamenti. Sottolineando che “il gas è il ponte essenziale per la transizione energetica”, ha evidenziato che il “costo energia rappresenta un freno e un zavorra alla competitività” sottolineando l’impegno personale e del ministero “a competere alla pari per riuscire in questa missione” e per mantenere l’Italia “piattaforma energetica strategica nel Mediterraneo”.

Nel suo intervento, il presidente di Assocostieri, Elio Ruggeri, ha sottolineato come i porti stiano diventando sempre più un asse strategico del Paese nella configurazione di “hub energetici multi-commodity”. Sollecitando l’estensione delle comunità energetiche rinnovabili agli scali marittimi “per migliorare importa carbonica delle aree che gravitano intorno ai porti”.
Secondo i dati contenuti nella survey, il mercato del gas Gnl è principalmente trainato dal settore dei trasporti pesanti, che nel 2024 ha già registrato una crescita dell’8% rispetto al 2023, raggiungendo 135.000 tonnellate di consumo. Per il settore marittimo, benché il bunkeraggio risulti ancora limitato nel medio termine, le prospettive sono positive. Le nuove infrastrutture small scale potrebbero infatti portare la domanda di Gnl per il bunkeraggio a circa 320.000 tonnellate entro il 2030, superando così i consumi attesi nel trasporto pesante (circa 285.000 tonnellate).
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Urso: rivoluzione infrastrutturale in nome della neutralità tecnologica
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha dichiarato che “il pieno potenziale della filiera rimane ancora da raggiungere”. Ha dunque puntato l’attenzione sulla “volatilità dei prezzi e sulle sfide alla riconversione delle flotte” che oggi rappresentano alcune barriere: occorre perciò “lavorare sugli investimenti e sulla collaborazione tra pubblico e privato”.

Importante, per il ministro Urso, è anche la collaborazione tra operatori e sistema portuale per raggiungere l’autonomia strategica: “Vogliamo essere protagonisti di una fase di profonda rivoluzione infrastrutturale e tecnologica che deve portare l’Italia a essere un modello di sostenibilità ambientale, di innovazione e di sicurezza energetica”.
Lo studio sottolinea inoltre il trend di crescita della produzione di gas rinnovabile biometano, stimata intorno a 4,5 miliardi di metri cubi entro il 2040, grazie agli impianti incentivati e alla possibile riconversione di quelli a biogas, condizionata dall’introduzione di nuovi incentivi.

Dario Soria, direttore generale Assocostieri, ha illustrato il consuntivo, la visione e le proposte dell’associazione. Tra le principali criticità rilevate quelle riferibili al possibile obbligo bio per il bunkeraggio nazionale con la Red III, che impone agli Stati membri il raggiungimento di una quota minima del 29% di energia rinnovabile sul consumo finale in tutti i settori e i trasporti. L’associazione raccomanda di escludere le immissioni di bunkeraggi internazionali dal calcolo del denominatore delle quote minime di energia rinnovabile e di considerare esclusivamente i consumi relativi alla navigazione interna, al fine di salvaguardare la competitività del settore. Nell’ultimo decennio i consumi bunker sono stagnanti e inferiori a 3 milioni di tonnellate all’anno. Dai dati di Assocostieri emerge che l’introduzione di un obbligo bio al 29% comporterebbe un aumento dei prezzi del 25%.
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