La casa si conferma il baricentro degli interessi economici delle famiglie italiane, con una spinta verso il rinnovamento che guarda con decisione alla sostenibilità. Secondo le ultime rilevazioni dell’osservatorio Findomestic, entro il 2029 il 40% dei nuclei familiari ha in programma di avviare lavori di ristrutturazione nella propria abitazione. Non si tratta solo di interventi estetici, ma di una vera e propria transizione ecologica domestica: oltre la metà di chi aprirà un cantiere, nello specifico il 54%, punta a migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile.

Tra risparmio energetico e manutenzione classica
Sebbene la transizione green sia un obiettivo dichiarato, le scelte dei cittadini si concentrano su interventi pragmatici. In cima ai desideri per l’efficientamento energetico troviamo la sostituzione degli infissi, opzione scelta dal 30% degli intervistati, seguita dal rifacimento dei tetti e dall’installazione del cappotto termico, che insieme raccolgono quasi il 20% delle preferenze. Non manca l’interesse per la climatizzazione moderna, indicata dal 13% del campione.

Tuttavia, gli interventi più comuni rimangono legati alla manutenzione ordinaria e al comfort interno. Oltre quattro italiani su dieci prevedono lavori di tinteggiatura, mentre più di tre su dieci intendono rifare il bagno o specifiche stanze della casa. Questo dinamismo è confermato anche nel brevissimo periodo: le intenzioni d’acquisto per il primo trimestre dell’anno mostrano una crescita di 2,4 punti percentuali per le ristrutturazioni e un aumento dello 0,5% per impianti termici e fotovoltaici.
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Ristrutturare casa: l’ostacolo economico e il valore della consulenza
Nonostante la volontà di rinnovare, il percorso verso una casa più moderna non è privo di barriere. Molti progetti, infatti, faticano a tradursi in realtà a causa di valutazioni economiche prudenti. Claudio Bardazzi, responsabile dell’osservatorio Findomestic, sottolinea come la casa rimanga un punto fermo nelle scelte d’acquisto, evidenziando che il 70% degli italiani ha già affrontato ristrutturazioni in passato e uno su due ha già operato per l’efficienza energetica.
Bardazzi spiega inoltre che oggi la consulenza e l’informazione sono diventate precondizioni fondamentali affinché le famiglie possano comprendere appieno il ritorno economico e il valore a lungo termine di tali lavori. Molte persone però faticano ancora a percepire il vantaggio dell’investimento nel breve e medio periodo, un fattore che spesso porta al rinvio o all’abbandono dei progetti iniziali.
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Il ruolo decisivo del credito e gli accordi internazionali
In un panorama caratterizzato dal progressivo ridimensionamento degli incentivi statali, il ricorso al finanziamento green sta diventando la chiave di volta per far partire i cantieri. Se negli ultimi cinque anni un terzo di chi ha ristrutturato ha utilizzato il credito, per il prossimo futuro la quota di chi intende affidarsi a un prestito sale al 40%. In questo contesto, Anna Maria Russo, direttrice engagement, marca e comunicazione di Findomestic, ha evidenziato quanto sia centrale il ruolo degli operatori nel supportare le famiglie verso scelte di consumo più consapevoli.
Questa strategia ha già dato frutti rilevanti: nel corso del 2025, le erogazioni destinate all’efficientamento energetico sono aumentate del 42% rispetto all’anno precedente, a dimostrazione di come il sostegno finanziario sia il motore indispensabile per la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano.
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