Accumuli, calo unità installate: più garanzia di neutralità tecnologica

Anie sui Bess:“Separare i fabbisogni rischierebbe di compromettere la competitività dell’asta dei pompaggi, generando maggiori costi di sistema”

Nel primo trimestre dell’anno in corso, il settore degli accumuli elettrochimici associati al fotovoltaico, con capacità inferiore ai 20 kWh, registra un netto rallentamento a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. In termini percentuali, i dati mostrano ben -44% in termini di unità installate, -48% in capacità complessiva e -43% in potenza. Lo rivela il report Osservatorio sistemi di accumulo di Anie Federazione aderente a Confindustria, che sottolinea come l’attuale calo si somma alla dinamica negativa già osservata nella seconda metà del 2024, dopo la fine del Superbonus e il ridimensionamento del settore residenziale.

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Fonte: Anie.

Accumuli in netto calo: vola il large utility scale

Il gap negativo è a livello generale. Anche il segmento commercial & industrial continua infatti a registrare una contrazione significativa: -66% in numerosità, -55% in capacità e -40% in potenza. Il comparto utility scale di media taglia (tra 1 e 10 MWh) mostra invece una dinamica positiva con riferimento al numero di installazioni (+267%), pur a fronte di una leggera flessione della capacità installata (-2%) e un calo della potenza (-36%), indice di una maggiore frammentazione dei progetti in questa fascia.

In base ai numeri dell’analisi, il segmento large utility scale (oltre 10 MWh) continua a crescere con grande slancio: +200% in numerosità, +15% in capacità e +61% in potenza. Si segnala un incremento del numero di impianti di grande taglia e una spinta decisa verso progetti di scala sempre maggiore. “La crescita di questo segmento è fortemente legata ai meccanismi d’asta promossi da Terna” commenta Anie, sottolineando che se ad oggi Capacity Market ha rappresentato lo strumento principale di sostegno agli impianti per gli accumuli, “ora l’attenzione del settore si concentra sul Macse, la cui prima asta è prevista per settembre”.

Bess e sistemi di pompaggio idroelettrici: il commento di Anie

È questa una grande opportunità per i sistemi di stoccaggio elettrico e, in particolare, per i Bess (Battery Energy Storage Systems) che “nell’ultima asta del Capacity Market hanno fornito segnali di prezzo molto interessanti”. La tariffa aggiudicata da un Bess di nuova costruzione è stata infatti identica a quella aggiudicata da una centrale termoelettrica a gas esistente, mette in risalto il rapporto. Nel frattempo, Anie informa che Terna ha avviato una consultazione pubblica sul metodo di calcolo dei fabbisogni per le aste successive, a partire da quella con consegna 2028. Ciò ipotizzando una suddivisione in due segmenti distinti: uno riservato ai sistemi di pompaggio idroelettrico, nuovi ed esistenti; l’altro, dedicato ai soli nuovi sistemi di stoccaggio elettrico delle altre tecnologie, incluse quelle dell’elettrochimico.

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Fonte: Anie.

Per Anie, tuttavia, “non sussistono motivazioni sufficienti per separare il fabbisogno tra i sistemi di pompaggi idroelettrici e quelli di accumulo elettrochimici” si legge a commento nella nota stampa. Sebbene i Bess abbiano caratteristiche diverse rispetto agli accumuli inerziali come i pompaggi, che invece non sono in grado di fornire servizi di regolazione ultrarapida di frequenza, l’associazione fa sapere che, per quanto riguarda gli stessi Bess, “vengono richiesti una serie di servizi di rete in grado di offrire un contributo assimilabile a quello dei pompaggi, come l’inerzia sintetica, la potenza di cortocircuito e il black start”. Tale scelta, introdurrebbe perciò “una disparità tra tecnologie in grado di soddisfare le esigenze di sistema definite da Terna e che dovrebbero, pertanto, competere sullo stesso piano”.

Anie ribadisce che il principio della neutralità tecnologica è essenziale per “promuovere l’innovazione, garantire l’accesso al mercato a tutte le soluzioni validee assicurare un approvvigionamento di prestazioni a costi contenuti per il sistema elettrico”.

“Separare fabbisogni è rischio per la competitività dell’asta dei pompaggi”

Su questo punto l’associazione va con decisione: “Esistono già esperienze concrete all’estero in cui i Bess hanno dimostrato di poter fornire servizi di gridforming affidabili anche in condizioni critiche di sistema. Inoltre, l’Allegato A.79 del Codice di rete di Terna prevede già che i Bess forniscano tali servizi, l’evoluzione tecnologia poi consentirà in futuro di migliorarne le caratteristiche e di idearne di nuovi”.

Separare i fabbisogni rischierebbe quindi, per Anie, di compromettere la competitività dell’asta dei pompaggi, generando maggiori costi di sistema, “considerato che le batterie rappresentano oggi la soluzione economicamente più vantaggiosa”. Va da sé che “il considerevole sviluppo dei progetti Bess favorirà un’ulteriore riduzione dei costi nelle future procedure Macse, a differenza dei progetti di pompaggio, attualmente poco numerosi”.

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Fonte: Anie..

In conclusione, l’associazione considera necessaria una distinzione tra impianti esistenti e nuovi nella definizione dei relativi premi, a causa della differente struttura di prezzo: “Tale distinzione, tuttavia, non dovrà basarsi su differenze tecnologiche, ma unicamente sul diverso profilo economico degli investimenti”. Gli impianti già esistenti, con costi d’investimento più bassi, potrebbero accedere a un premio ridotto, in linea con una logica di contenimento della spesa pubblica e di efficienza allocativa delle risorse.

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