Gli elettrodomestici dalle penne usb, agli auricolari del cellulare, alla lavatrice sono delle vere e proprie miniere di materie prime rare, i cosiddetti Raee. In Italia in media si riciclano circa 6,5kg di Raee a persona all’anno, circa 400 mila tonnellate totali. Sembrerebbe una buona quantità, ma in realtà altre 400 mila tonnellate annue vanno disperse.

Per rispondere a questa esigenza di vigilanza sullo smaltimento il Senatore Andrea Cioffi ha presentato un emendamento lo scorso 26 maggio i cui richiede la Costituzione di una società pubblica: Miniera Nazionale S.p.a. per l’estrazione di materie prime critiche dai RAEE.

Proposta che ha subito mosso il disappunto del Consorzio Erion WEEE, il più importante Sistema multi-consortile di Responsabilità Estesa del Produttore per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici. A Canale Energia il suo direttore generale Giorgio Arienti spiega:”La prima cosa da fare è vigilare sulle filiere del recupero Raee, piuttosto che sostituirsi al know how delle imprese. Preoccupandosi di intercettare tutti i Raee che scompaiono, andando a vedere cosa accade nelle filiere di altri rifiuti di rottami ferrosi che non devono dichiarare le quantità intercettate e che trattano questi materiali in modo non corretto da un punto di vista del recupero di tutte le loro componenti”.

Vigilanza sullo smaltimento

“E’ necessario effettuare i controlli sui negozi per verificare che applichino l’uno contro uno o l’uno contro zero (ritirino di Raee o in scambio con unn nuovo prodotto uno contro uno o solo ritiro uno contro zero n.d.r.)”.

Una necessità quella dei controlli che deve guardare su più vie anche a quanto accade nei porti con l’export illegale di Raee spacciati per merce riutilizzabile di seconda mano. “Il tema non è mettere in piedi un sofisticato meccanismo di tracciabilità del singolo prodotto” tranquillizza Arienti “ma vedere i lotti dove vanno a finire ed evitare che la massa di prodotti raccolti finisca nelle mani sbagliate”.

Un compito quello della vigilanza della filiera che è già tra le attività in essere dello Stato italiano, per quanto sia una competenza che soffre anche l’assenza del Comitato di vigilanza e controllo sui Raee, organismo dimissionario da due anni e ancora non sostituito.

Nuovi impianti e maggiore consapevolezza dei cittadini è qui che serve un ruolo forte dello Stato

Si tratta di un doppio danno anche per lo sviluppo del settore, difatti denuncia Arienti “Attualmente estraiamo circa il 90% delle materie prime dai materiali conferiti. Per poter andare questa cifra servono impianti più sofisticati e performanti. Abbiamo gli imprenditori, i fondi e le competenze ma non c’è certezza sulle quantità”. A questo si aggiunge una lunga burocrazia per far nascere nuovi impianti “Se va bene ci vogliono due anni, se va male anche sei. Un tempo troppo lungo che manda una qualsiasi scelta industriale fuori mercato. Si tratta di un iter autorizzativo che dipende spesso da funzionari regionali o provinciali che si mettono di traverso gli imprenditori. Servono certezze sugli impianti non nuove società statali”.

“Altro compito dello Stato sarebbe formare i cittadini” incalza Arienti, “se i cittadini non sanno che il cellulare non si butta in un sacco nero, nascono comportamenti  sbagliati. Anche qui sono anni che chiediamo al ministero di fare campagne di pubblicità progresso sui Raee. Ci siamo anche offerti di fornire i video le animazioni, tutto quanto è necessario per fare pubblicità progresso, ma siamo rimasti inascoltati“.

Dove si trovano le materie prime rare

Una dispersione che paghiamo con un costo ambientale incalcolabile, e un costo quotidiano con aziende ferme senza materie prime in attesa che arrivino dall’Asia o da posti ancora più distanti e instabili politicamente. Per citarne solo alcuni: l’Afghanistan possiede rame, oro, petrolio, gas naturale, uranio, bauxite, carbone, minerale di ferro, terre rare, litio, cromo, piombo, zinco, pietre preziose, talco, zolfo, travertino, gesso e marmo. L’Ucraina oltre alle riserve alimentari possiede anche: carbone, minerale di ferro, gas, petrolio, argilla e uranio. In Africa abbiamo, solo per citarne alcuni, coltan, oro, platino, diamanti, silicio, vanadio, manganese, cromite cobalto e ferro.

Per chi non  fosse interessato dalla geopolitica citiamo dei casi più prosaici come l’attesa di mesi per ricevere l’auto nuova, perché il mercato dei chip si è fermato. O attese di oltre 30gg per attendere un elettrodomestico particolare. Tutti effetti di un mercato di materie prime sbilanciato, a cui fa seguito una produzione sbilanciata e un sistema economico ancora distante dalla circolarità.

Nel 2021 la filiera italiana dei RAEE ha dimostrato importanti risultati, con oltre 385mila tonnellate di RAEE avviate al corretto smaltimento, in crescita del 5,3% rispetto al 2020. In questa filiera, Erion ha gestito 266.614 tonnellate di RAEE Domestici e 705 tonnellate di RAEE Professionali.

 

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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.