Offrire alle start-up che vogliono sviluppare idee e brevetti in ambito economia circolare una serie di competenze sul mercato, sulle norme vigenti e sull’eventuale percorso di implementazione normativa che consenta l’operatività delle innovazioni proposte. E’ con questi obiettivi che l’associazione FISE UNICIRCULAR (Unione Imprese dell’Economia Circolare) ha creato un nuovo settore denominato “Progetti e impianti innovativi per la Circular Economy”.

A chi è rivolta l’iniziativa

A essere coinvolte saranno in particolare aziende che hanno sviluppato, brevettato o realizzato particolari progetti o impianti per il riciclo di prodotti o materiali che fino ad ora non hanno trovato un adeguato trattamento, andando a finire in discarica o in impianti di incenerimento.

“Sostenere le aziende innovative del riciclo”

Con questo nuovo settore”, sottolinea in una nota Andrea Fluttero, Presidente di FISE Unicircular, “intendiamo sostenere al meglio i bisogni e le necessità delle aziende virtuose e innovative del riciclo e dare un contributo sostanziale alla transizione verso un modello di Economia circolare nel nostro Paese”.

Alcune delle prime aziende aderenti

All’iniziativa hanno già aderito una serie di aziende. Tra queste ci sono le fondatrici  ECOPLASTEAM e Korec. La prima realtà, ECOPLASTEAM, si legge in nota, “attraverso un innovativo processo brevettato consente la lavorazione del “pulper” derivante dal riciclo dei packaging in poliaccoppiato, oggi destinato alla discarica, e genera un nuovo materiale sotto forma di granulo plastico “glitterato” colorabile e perfettamente lavorabile per ottenere nuovi oggetti in plastica”. La seconda azienda, Korec, ha invece “messo a punto e brevettato un innovativo processo di riciclo termochimico in grado di trattare la vetroresina, oggi destinata in massima parte a discarica ed incenerimento”.

“Urgente” avere in Italia una normativa sull’end of waste

Le aziende della nuova sezione, sottolinea l’associazione in nota, si distinguono nel panorama internazionale per l’innovazione e la qualità dei brevetti e delle tecnologie e dimostrano “l’esigenza indifferibile ed urgente di avere in Italia una normativa sull’End of Waste flessibile che consenta l’autorizzazione e la realizzazione degli impianti nati dalle innovazioni e dai brevetti, pena la fuga verso l’estero di significativi investimenti e la perdita di opportunità di migliorare gli aspetti ambientali della gestione rifiuti”.

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