La misura è colma. Di fronte a un confronto istituzionale che le organizzazioni sindacali definiscono sterile e privo di risposte concrete, si apre ufficialmente lo stato di agitazione per i lavoratori del Gruppo Iren, la multiutility attiva nei settori dell’energia elettrica, del gas, del ciclo idrico e dei servizi ambientali, guidata dal Presidente Esecutivo Luca Dal Fabbro.
Le criticità: sicurezza a rischio e organici al lumicino
Il cuore della protesta tocca nervi scoperti della gestione aziendale. Al centro della mobilitazione ci sono la forte carenza di investimenti industriali strutturali, la riduzione degli organici e carichi di lavoro giudicati ormai insostenibili per il personale.
Condizioni che, secondo i sindacati, stanno avendo ricadute pesantissime e preoccupanti sulla sicurezza operativa e sulla qualità dei servizi essenziali offerti ai cittadini — dai settori luce e gas fino all’acqua e all’ambiente. Un campanello d’allarme, in tal senso, è rappresentato dai recenti blackout registrati a Torino, considerati sintomatici di criticità sistemiche non più rimandabili.
Le richieste: contratti, tutele e centralità del personale
Le sigle sindacali chiedono un cambio di rotta netto alla governance del gruppo:
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Rispetto degli accordi e apertura di una contrattazione vera per colmare il divario economico e normativo.
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Valorizzazione delle professionalità, con tutele rigorose per il personale coinvolto in cambi di appalto e processi di acquisizione aziendale.
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Garanzie sulla sicurezza e sul piano industriale.
L’affondo sulla governance
Il sindacato lancia un monito diretto ai vertici aziendali: servono impegni tangibili sulle persone e sulle infrastrutture. L’obiettivo primario della multiutility deve restare la qualità e la concretezza dei servizi resi alle comunità e alle persone, evitando il rischio di trasformare l’azienda in una mera stazione appaltante o, peggio, in un veicolo finanziario orientato unicamente a elargire dividendi sempre più ricchi a discapito della sicurezza e della dignità di chi lavora ogni giorno sul campo.
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