Tecnologia blockchain in soccorso dei nostri mari con Sea Trace

Sea Trace punta a rivoluzionare il modo in cui vengono gestiti i rifiuti accidentalmente pescati

Un’innovativa soluzione digitale, basata sulla blockchain, che mira a dare piena attuazione alla Legge Salvamare, coinvolgendo attivamente i pescatori e offrendo un sistema trasparente e verificabile per la gestione dei rifiuti raccolti in mare. Si tratta della nuova piattaforma digitale, chiamata Sea Trace e punta a rivoluzionare il modo in cui vengono gestiti i rifiuti accidentalmente pescati (Rap). Ideata da Innovation Sea e The Nest Company, la soluzione utilizza la tecnologia di registro digitale per tracciare il ciclo di vita dei materiali marini, dalla raccolta in mare fino al loro smaltimento o riutilizzo.

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Foto di Naja Bertolt Jensen su Unsplash.

L’obiettivo è fornire una risposta concreta al problema delle migliaia di tonnellate di rifiuti che ogni anno finiscono a mare, spesso raccolti inavvertitamente dai pescherecci.

Blockchain al servizio dell’economia circolare

La Legge Salvamare ha aperto la strada a questa possibilità, permettendo ai pescatori di portare a terra i rifiuti, ma la loro gestione può presentare criticità operative. Ecco che Sea Trace offre una soluzione completa per il monitoraggio e la gestione dei Rap, garantendo trasparenza e piena conformità normativa.

La piattaforma, basata su una tecnologia sviluppata da una startup italiana, consente di mappare in tempo reale tutte le informazioni relative ai materiali raccolti, come provenienza e tipologia. Questo sistema trasforma i rifiuti marini in una risorsa tracciabile e digitalmente certificata, con un’identità digitale che ne attesta la provenienza e la storia.

Con il passaporto digitale, ogni rifiuto può essere valorizzato come nuova materia prima, offrendo fiducia e valore all’interno di una nuova economia circolare. Questo processo, oltre a pulire i mari, fornisce dati preziosi per identificare le aree più inquinate e intervenire in modo mirato.

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Tracciabilità dei rifiuti marini: dalla pesca al recupero

L’iniziativa parte dalla costa molisana e si estenderà progressivamente lungo l’Adriatico meridionale. Grazie all’accordo siglato con Federpesca e FederOP, la piattaforma sarà distribuita su scala nazionale, coinvolgendo una rete di oltre 10.000 operatori della pesca. L’iniziativa punta a valorizzare il ruolo attivo dei pescatori nella tutela dell’ambiente marino e a facilitare un conferimento strutturato dei rifiuti.

Il progetto ha un triplice impatto positivo: ambientale, grazie alla rimozione sistematica dei rifiuti e alla prevenzione delle microplastiche; sociale, con il coinvolgimento delle comunità costiere; e di governance, assicurando una gestione trasparente e certificata dei processi.

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