In Europa la produzione di pesche e nettarine, che fino al 2017 si attestava intorno a 4 milioni di tonnellate, dal 2018 ad oggi non è riuscita a raggiungere i 3 milioni di tonnellate. Per l’Italia, secondo produttore UE dopo la Spagna, la campagna di raccolta 2024 ha registrato una produzione complessiva nazionale pari a 973 mila tonnellate, +11% rispetto al 2023, annualità particolarmente deficitaria soprattutto a causa delle gelate che hanno interessato il Nord Italia. Sono questi i dati emersi all’incontro annuale del Gruppo di contatto in Portogallo al quale hanno partecipato anche rappresentanti del nostro Paese.
Sul fronte ittico, è stato firmato il protocollo che dà ufficialmente vita al marchio Firmato dai Pescatori Italiani, promosso da Coldiretti Pesca e Filiera Agricola Italiana. L’iniziativa intende rilanciare il settore per la creazione di una filiera trasparente, sostenibile e riconoscibile che può contare in Italia su circa 12 mila imbarcazioni per un giro d’affari complessivo di poco meno di 750 milioni di euro.

Pesche: bene raccolto 2024, deficit per 2025 (-8%)
Per quanto riguarda le pesche e le nettarine, diversi sono i fattori che hanno contribuito al calo generale di produzione, tra cui la riduzione delle superfici, condizioni meteorologiche avverse, costante diminuzione dei principi attivi disponibili per impostare la difesa fitosanitaria, carenza di manodopera. Nel complesso, è stato valutato che la produzione per la corrente stagione sarà prevedibilmente in leggera flessione rispetto al precedente esercizio, ma con calibri mediamente migliori rispetto al 2024. All’ordine del giorno del Gruppo di contatto, anche le sfide del settore, in particolare sul tema della salute delle piante e sul lavoro, ma anche innovazione e tecnologia legate alla valorizzazione del comparto.

Per quanto riguarda l’Italia, sul fronte degli acquisti, il 2024 ha fatto segnare un lieve incremento rispetto all’anno precedente (+2%) dovuto sostanzialmente alla buona performance delle nettarine. Per quanto riguarda il commercio estero, si è assistito a un rilevante balzo delle esportazioni, ma anche a un parallelo incremento delle importazioni. L’UE si conferma il bacino di export più rilevante per l’Italia. Sul fronte delle previsioni nazionali per il 2025, si osserva un calo delle superfici di circa il 3% che riguarda principalmente il Nord Italia e si prevede una riduzione della produzione compresa tra il 6 e l’8% per segmento pesche e nettarine, mentre per le percoche la diminuzione sembrerebbe essere più marcata.
Nasce il marchio “Firmato dai Pescatori Italiani”: più tracciabilità
Il progetto del marchio Firmato dai Pescatori Italiani nasce con l’obiettivo di sostenere il lavoro dei pescatori italiani e, al tempo stesso, offrire ai consumatori uno strumento chiaro per riconoscere l’origine del pescato nazionale. Garantendo qualità, tracciabilità e rispetto dell’ambiente, virando da una contingenza che negli ultimi anni ha visto un incremento costante delle importazioni dall’estero. Secondo i dati di Coldiretti Pesca, lo scorso anno sono arrivati ben 840 milioni di chili di pesce straniero (senza considerare le preparazioni di prodotto ittici come cozze o gamberetti sgusciati), a fronte di una produzione nazionale di circa 130 milioni di chili.
Il marchio sarà apposto sui prodotti ittici pescati o allevati in acque italiane, “valorizzando la loro provenienza e l’impegno di chi opera ogni giorno nel rispetto del mare” si legge nella nota stampa. Un’opportunità di maggiore trasparenza per evitare che molti prodotti siano spacciati per italiani nei ristoranti ma sui banconi dei supermercati e delle pescherie, “a causa anche di un’etichettatura obbligatoria nei fatti poco chiara”.
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