Scarti tessili materia prima di lusso grazie all’economia circolare

Da settant’anni un’azienda brianzola trasforma il vecchio in nuovo

A Renate, in Brianza, la Casati Flock & Fibers ha fatto della sostenibilità la sua missione principale: l’azienda si è specializzata nella produzione di flock, una “polvere di tessuto” ottenuta dagli scarti della lavorazione dei tessili. Questo materiale, un tempo considerato uno scarto, è diventato una risorsa preziosa, richiesta da settori diversi, dal design alla moda, fino all’industria automobilistica e cosmetica. Oggi questa realtà sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia.

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Scarti tessili risorsa preziosa: la best practice

Il piano industriale Casati Green, un progetto dal valore di 460.000 euro, è stato recentemente premiato dalla Regione Lombardia nell’ambito del bando Ri.Circo.Lo., ottenendo un cofinanziamento pari al 50%. Questo progetto non è solo un semplice aggiornamento tecnico, ma una vera e propria rivoluzione culturale che punta a modernizzare l’intera produzione per recuperare l’anima no waste dell’azienda. L’obiettivo è trasformare i vecchi tessuti in nuova materia prima di alta qualità, recuperando anche gli scarti misti e multicolore, finora difficili da trattare con le tecnologie tradizionali.

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I fondi ottenuti saranno utilizzati per interventi strategici volti a rendere l’azienda più efficiente e rispettosa dell’ambiente. Tra le principali innovazioni ci sono: l’introduzione di valvole a controllo digitale per il riutilizzo dell’acqua di tintura; nuovi impianti di aspirazione delle polveri; un software avanzato per la riduzione degli sprechi; dosatori automatici per i prodotti chimici; la digitalizzazione dei processi e un sistema integrato per la gestione di vasche e centrifughe. Queste soluzioni non solo ridurranno i consumi idrici ed energetici, ma miglioreranno anche la qualità del prodotto finale e le condizioni di lavoro dei dipendenti, affiancandoli con macchinari e software più avanzati.

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Vecchi tessuti trasformati in nuova materia prima

tessili-1L’investimento Casati Green si articola su più fronti: l’efficientamento della produzione grazie a nuove tecnologie, la centralità della sostenibilità ambientale, l’inserimento di nuove professionalità come ingegneri e ricercatori e il miglioramento della qualità del lavoro per tutto il personale.

Gli interventi, in parte già avviati e previsti nell’arco temporale di fine 2027, permetteranno di ampliare del 40% il bacino di materiali recuperabili, sottraendoli all’incenerimento. Se oggi 350 tonnellate di flock su quasi 900 prodotte annualmente derivano dal riciclo tessile, l’obiettivo è raggiungere presto quota 500. L’azienda, che può già vantare certificazioni ambientali come Fsc e Iso 14001, punta anche a una riduzione significativa delle emissioni di CO2.

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