Da una parte oltre 2 tonnellate tra cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso raccolti da Ecodom grazie alla collaborazione con AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val. Dall’altra circa 45 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche recuperate in Europa. Questi sono solo alcuni dei risultati raggiunti nell’ambito del progetto Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, che ha visto la partecipazione di Ecodom ed Enea come partner. L’iniziativa, finanziata nell’ambito del programma europeo LIFE, ha permesso la sperimentazione di nuove tecniche per il recupero delle “materie critiche” provenienti dai RAEE domestici e, nella sua fase finale, ha portato alla realizzazione di una serie di raccomandazioni per i decisori politici e per l’intero sistema di gestione dei RAEE.

La seconda vita dei piccoli elettrodomestici

“Dentro i piccoli elettrodomestici – spiega in una nota Dario della Sala, responsabile della Divisione tecnologie e processi dei materiali per la sostenibilità – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA – si possono recuperare alcune delle principali materie prime di difficile reperimento in natura, ma che hanno un ruolo fondamentale in moltissimi settori, dall’aeronautica, all’elettronica di consumo alle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico”.

Le 5 linee guida

Tornando alle raccomandazioni, l’obiettivo che si pongono è quello di potenziare la raccolta e il recupero dei Crm dai Raee. 

  • ridisegnare e armonizzare le infrastrutture di raccolta;
  • aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza dei Crm e della corretta raccolta e trattamento dei Raee; introdurre incentivi per favorire buone pratiche per queste attività;
  • promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo del recupero dei Crm incoraggiando la collaborazione internazionale; introdurre negli standard relativi al trattamento dei Raee requisiti specifici sul recupero dei Crm.

 Le diverse tecniche di recupero

Tra le varie tecniche studiate nel corso del progetto da Ecodom ed Enea, insieme ai partner della sperimentazione RecyclingBorse, Asekol, Axion Consulting, Re-Tek, ci sono il trattamento meccanico, ma anche diversi processi chimici volti a incrementare il recupero dei Crm. In particolare un focus è stato dedicato a cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, metalli del gruppo del platino e rame.

In Europa ogni anno 9,9 milioni di tonnellate di RAEE prodotte

Secondo le stime – spiega nella nota Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom – in Europa ogni anno vengono generati 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di queste però solo il 30% viene gestito correttamente. Se tutti i Raee prodotti in Europa fossero raccolti e riciclati adeguatamente si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino. È con questo scopo che nel 2015 è nato il progetto: aumentare il tasso di riciclo delle materie prime essenziali contenute nei Raee del 5% entro il 2020 e del 20% entro il 2030. Ecodom e ENEA faranno tesoro delle lezioni apprese dal progetto portandole in discussione all’interno della rete di esperti europei dell’iniziativa Scrreen che si propone di rafforzare la strategia europea per la gestione responsabile dei Crm”.

Una tecnologia per valutare obsolescenza dei monitor

Tra le innovazioni realizzare nell’ambito del progetto c’è anche procedura per valutare l’effettiva obsolescenza dei monitor a fine vita, iniziativa frutto della collaborazione tra Ecodom ed Enea. Questa soluzione è stata sperimentata  su 43 schermi piatti nello stabilimento Stena di Angiari (Verona). Nello specifico 36 schermi sono stati avviati alla filiera di recupero di metalli, mentre gli altri 7, funzionanti, sono stati recuperati e potrebbero essere pronti per  un eventuale rientro in commercio.

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