Eco. Energy ha presentato, in occasione di Ecomondo 2019, il nuovo sistema digitalizzato “Smart Olly” 4.0 per la raccolta dell’olio alimentare esausto.

Come funziona

Questa nuova soluzione consiste in un box di ultima generazione per la raccolta dell’olio  che, grazie a un sistema informatico, può monitorare costantemente i bidoncini contenuti al suo interno, pesare e identificare quelli pieni e quelli vuoti per conteggiarne il numero e comunicare all’operatore in ufficio il momento migliore per organizzare il servizio.

Dati in tempo reale

La rilevazione in tempo reale delle attività di ogni singolo utente – spiega una nota – permette di tracciare costantemente l’olio conferito. Inoltre, sarà possibile per gli operatori gestire il sistema da remoto tramite una interfaccia grafica accessibile da Pc e smartphone con un’App dedicata. Ogni bidoncino avrà un tag identificativo che verrà posizionato all’esterno dello stesso”.

Accesso ai punti di raccolta

Per accedere ai punti di raccolta i cittadini hanno a disposizione tre opzioni: la tessera sanitaria, la OllyCard o una chiavetta elettronica fornita alle utenze dall’ente appaltante, che potrà personalizzare e customizzare il servizio anche nelle modalità operative. “Il sistema – spiega l’azienda in una nota –  è rivolto sia alle utenze domestiche, che devono conferire i bidoncini pieni direttamente presso il punto di raccolta più comodo, che alle utenze commerciali e produttive, attraverso l’utilizzo di contenitori della capacità di 25 litri forniti gratuitamente, per i quali è previsto un servizio personalizzato e calibrato per ogni esigenza produttiva”.

Qualche numero

Ogni anno le 280.000 tonnellate di oli esausti provenienti dall’uso alimentare prodotte ogni anno in Italia, di cui oltre il 50% da utenze domestiche, finiscono per lo più nel lavandino. Una situazione che crea un incremento rilevante dei costi di depurazione del sistema fognario a carico delle amministrazioni locali. Se recuperato, invece, questo rifiuto può essere trasformato in biocarburante, con una riduzione del 70% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, nella cogenerazione, con lo sfruttamento dell’energia termica prodotta dal sistema, o nella produzione di bio-asfalto.

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