Ammonta a 995 milioni di euro il beneficio diretto generato, nel corso del 2018, dal sistema composto da Conai e dai suoi sei Consorzi di filiera. E’ quanto emerge dal Green Economy Report, il report di sostenibilità Conai 2018 che è stato presentato in occasione di Ecomondo da Valter Facciotto, Direttore generale Conai, Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, e Maurizio Fieschi, esperto in sostenibilità.

Il valore economico della materia recuperata e dell’energia prodotta

Dei 995 milioni totali, 412 milioni, rappresentano il valore economico della materia recuperata dal riciclo; 29 milioni quello dell’energia prodotta da recupero energetico e 554 milioni quello dell’indotto economico generato. Per quanto riguarda invece il valore economico della CO2 evitata è pari a 113 milioni di euro annui.

Risparmio materiale primario

Un trend di cresciuta è registrato dai numeri del risparmio di materiale primario: 259.000 tonnellate di acciaio, 829.000 tonnellate di carta, 925.000 tonnellate di legno436.000 tonnellate di plastica e 1.564.000 tonnellate di vetro. Numeri che si traducono in oltre 20,91 terawattora di energia primaria risparmiata in un anno, l’equivalente dell’energia primaria necessaria a soddisfare i consumi medi di elettricità nelle case di oltre 5 milioni di famiglie italiane.

“Un sistema che funziona”

Stiamo parlando di risultati che confermano ancora una volta come il sistema funzioni e si imponga per efficacia ed efficienza» commenta in una nota Giorgio Quagliuolo, Presidente del Conai – in Europa siamo un modello di economia circolare, abbiamo praticamente già raggiunto gli obiettivi europei al 2025: se pensiamo che il beneficio ambientale dei risultati che presentiamo è quantificabile in 3 milioni e 971.000 tonnellate di CO2 non prodotta, è facile rendersi conto di come proseguire sulla strada del recupero e del riciclo dei rifiuti di imballaggio sia fondamentale”.

L’accordo quadro Anci – Conai

Uno strumento chiave per il raggiungimento dei risultati raggiunti da Conai è lAccordo Quadro Anci- Conai. Grazie a questa sinergia virtuosa nel 2018 il 75% dei Comuni italiani ha stipulato convenzioni con Ricrea per gli imballaggi in acciaio; il 65% con Cial per gli imballaggi in alluminio; il 68% con Comieco per gli imballaggi in carta dei; il 57% con Rilegno per gli imballaggi in legno; il 91%  con Corepla per gli imballaggi in plastica; il 91% con Coreve per gli imballaggi in vetro.

Conferimento rifiuti, il nord è più virtuoso

Dai dati del Conai emerge inoltre come in tema di conferimento di rifiuti da imballaggio, il nord Italia registra le migliori performance. “È vero: l’Italia settentrionale continua a performare meglio” – aggiunge  il Presidente Quagliuolo – “ma è altrettanto vero che stiamo smuovendo alcune aree del Mezzogiorno in cui sono stati velocemente raggiunti risultati paragonabili a quelli di molte città del Nord: penso a Catanzaro, a Potenza, a Bari, a Cosenza. Se c’è una chiara volontà politica, anche le città del meridione possono riscoprirsi virtuose. Il Sud purtroppo sconta una drammatica carenza di impianti per il trattamento dei rifiuti di imballaggio: un problema economico e ambientale, legato ai costi e alle emissioni dei trasporti dei materiali al Nord. L’Italia ha bisogno di più impianti, e di riflesso di norme chiare e trasparenti, con un orizzonte di lungo periodo, che possano incentivare gli imprenditori a investire”.

“Italia divisa in due“

ll Rapporto dimostra come il sistema CONAI goda di una buona salute ambientale – sottolinea in nota Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che  permette di realizzare importanti risparmi di risorse mantenendole in un ciclo di utilizzo sempre più lungo. In fatto di gestione dei rifiuti purtroppo, anche se con qualche eccezione, l’Italia continua ad essere divisa in due. Ma per guardare con fiducia al futuro, colmare questo gap e costruire un profondo cambiamento del modello economico è necessario premere sulle leve delle fiscalità, degli incentivi, dell’innovazione, della ricerca, dell’eco-design in una visione politica e amministrativa di lungo periodo”.

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