“Dobbiamo accelerare nel recepimento del pacchetto economia circolare entro luglio 2020 e nell’emanazione dei singoli decreti EoW”, per rendere tutta l’industria italiana più forte nel processo di transizione ecologica. Così il sottosegretario di Stato per l’Ambiente, Roberto Morassut, intervenuto il 6 dicembre scorso alla presentazione della decima edizione del rapporto L’Italia del riciclo 2019, promosso e realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da Fise Unicircular.

A settembre, ha ricordato Morassut, “è stata approvata una prima norma sull’End of Waste, abbiamo preso in mano una situazione bloccata dando una risposta concreta alle aziende”. Per far realmente decollare il comparto dell’economia circolare bisognerà intervenire su due aspetti: “Quello normativo, agendo sulla macchina pubblica, e quello fiscale”. Sul tema fiscale, in particolare, “abbiamo discusso della plastic tax, prima o poi dovremo affrontare la carbon tax. È doveroso”. “L’uso della leva fiscale in maniera accorta e aperta – ha precisato – è uno strumento importante e utile a sostenere la transizione, andando a orientare e modificare comportamenti e stili di vita”.

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Roberto Morassut, sottosegretario di Stato all’Ambiente

“Il processo di transizione verso un modello di economia circolare è ormai avviato e irreversibile. L’Italia sta cambiando” anche se si è delineata “una realtà disomogenea, con forti criticità” dove “permangono delle resistenze” che non permettono di spingere il processo di transizione ecologica. “Il fatto che il 60% degli impianti si concentrino nel nord Italia è un tema politico da affrontare”, ha precisato.

“Ci aspetta una stagione di grandi dibattiti funzionali alla transizione – ha rimarcato – È compito del Governo superare gradualmente le contraddizioni e le distanze che in questo momento caratterizzano il Paese”. In particolare a Roma, ha evidenziato Morassut, si è creata sinora una “surreale discussione politica”: “Leggo sui giornali che per la Capitale non si devono fare impianti e poi Ama invece dice che si debbono fare“. “Non entro nel merito di quali impianti perché alle istituzioni che sono responsabili, ma una città come Roma che produce una quantità di rifiuti record non può stare senza impianti”.

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