Il tema dell’inquinamento da plastica è sempre più presente nei dibattiti globali. Tanti sono i report che nei diversi Paesi analizzando il problema da diversi punti di vista cercando di trovare nuove soluzioni per arginare il fenomeno. Altrettanto numerosi sono poi gli esempi virtuosi di realtà che intraprendono percorsi volti a ridurre l’uso di questo materiale e a favorirne una gestione sostenibile. 

Per quanto riguarda il primo ambito citiamo come esempio uno studio realizzato nel Regno Unito che ha analizzato la facilità del riciclo degli imballaggi dei prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati. Mentre rispetto il secondo ambito menzioniamo la best practice, sempre proveniente dal Regno Unito, che riguarda Penzance, prima città plastic free della Gran Bretagna. Due argomenti presenti sul sito della testata inglese Guardian. 

In 1/3 dei supermercati confezioni difficili da riciclare 

Partiamo dallo studio sui supermercati. Dal report emerge come un terzo della plastica presente nelle confezioni di prodotti venduti nei supermercati del Regno Unito siano difficili da riciclare in base alle norme standard. 

La ricerca, che ha analizzato i prodotti di diversi marchi di supermercati presenti nel Regno Unito, sottolinea come sia fondamentale introdurre maggiore omogeneità nelle norme sulle etichette che contengono informazioni relative al riciclo delle confezioni. E’ necessario in sostanza, spiega il Guardian illustrando lo studio, introdurre un’etichettatura “chiara e semplice” che sia obbligatoriamente presente su tutti gli imballaggi.

L’iniziativa dei supermercati inglesi

Tuttavia in generale i supermercati inglesi hanno ribadito in più  occasioni il loro impegno nella lotta all’inquinamento da plastica. Lo scorso aprile, ad esempio, diverse catene di supermercati inglesi avevano firmato per supportare lo UK Plastics Pact, una grande iniziativa che mira a rendere il packaging più sostenibile  in modo da ridurre la produzione di rifiuti da plastica. L’obiettivo è di rendere il 100% degli imballaggi in plastica riciclabili e compostabili entro il 2025. Tra le realtà che hanno aderito ci sono Aldi, Asda, Lidl, M&S, Morrisons, Ocado, Sainsbury’s, Tesco e Waitrose.

Penzance, la città britannica plastic free 

Sempre in tema di lotta all’inquinamento da plastica il Guardian dedica un articolo a  Penzance, una cittadina della Cornovaglia che è diventata lo scorso dicembre la prima città britannica plastic free, un percorso che ora altre 330 città della Gran Bretagna  intendono intraprendere. Il riconoscimento è stato conferito da Surfers Against Sewage (SAS),  ente a tutela dell’ambiente marino che sta sensibilizzando in particolare  l’opinione pubblica sul tema degli oggetti in plastica usa e getta. 

Nuove norme per i RAEE e riciclo della plastica

Rimanendo in tema di plastica va menzionata anche una proposta legislativa del Parlamento europeo per il riciclo dei RAEE che ha ripercussioni anche in quest’ambito. Si tratta in particolare della possibilità, menzionata nella bozza di di relazione sull’iniziativa della Commissione europea di rifondere il regolamento sugli inquinanti organici persistenti (regolamento POP),  di imporre un livello di concentrazione più basso per alcuni ritardanti di fiamma bromurati (tetraBDE, pentaBDE, heptaBDE, octaBDE) quando vengano utilizzati in prodotti come apparecchiature elettriche ed elettroniche. Questa modifica, sottolinea la piattaforma europea ERP specializzata nel settore RAEE, porterebbe effetti deleteri in un’ottica di riciclo. Sebbene, infatti, il fine del provvedimento sia la promozione della circolarità delle filiere, in realtà si potrebbero avere effetti negativi sul ciclo di vita dei prodotti elettrici. In particolare, secondo ERP, si renderebbe impossibile con le tecnologie odierne riciclare materie plastiche dai RAEE in modo responsabile modo.

Se si effettuasse il riciclo dei nuovi dispositivi elettronici con i nuovi livelli più bassi di ritardanti di fiamma bromurati le difficoltà per il riciclco sarebbero diverse. “Con una concentrazione così bassa non sarebbe possibile rilevare in modo affidabile il decaBDE nel processo di riciclaggio e separare i RAEE contenenti decaBDE da altri materiali per un trattamento adeguato ed ecologico”, spiegano le Associazioni europee EERA ed EuRIC (Advocatoing Recycling in Europe) supportando la tesi di ERP . “Questo cambiamento nella legislazione sarebbe un divieto de facto del riciclaggio di materie plastiche dai RAEE anche se la proposta contiene diverse esenzioni (comprese le AEE)”, conclude la nota.

I prossimi step

Il progetto di relazione della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) sarà ora discusso nell’ambito della plenaria del Parlamento europeo. La votazione finale sulla rifusione del regolamento POP dovrebbe avvenire in ottobre.

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