Il Senato approva il DL Cura Italia, ma dimentica l’economia circolare

L’aumento della durata e dei quantitativi massimi per il deposito temporaneo e la proroga di tre mesi delle autorizzazioni ambientali gli unici elementi favorevoli a settore dell'economia circolare. Il commento del presidente Fise Unicircular Andrea Fluttero

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Con 142 sì, 99 contrari e 4 astenuti, il Senato approva il DL Cura Italia (246 presenti, 245 votanti).

Un voto che secondo Andrea Fluttero, presidente di Fise Unicircular “dimostra una volta di più la scarsa attenzione di Governo e Parlamento al settore della gestione dei rifiuti, che rientra tra i servizi essenziali non interrompibili e che in questa emergenza risulta particolarmente stressato ed esposto ai rischi di contagio, specie nelle zone più colpite dal Covid-19”.

Il disappunto del presidente di Fise si riferisce agli emendamenti proposti sulle misure straordinarie di tipo sanitario, operativo ed economico che sono rimasti inascoltati. Necessari, secondo Fluttero, “Per evitare il blocco della filiera del riciclo oggi sono necessari interventi urgenti. Le imprese sono allo stremo”.

Le norme che aiutano il settore

Le uniche norme che rispondono alle esigenze dell’economia circolare le elenca nella nota il presidente di Unicircular, sono relative a: “l’aumento della durata e dei quantitativi massimi per il deposito temporaneo (inserito in commissione Bilancio grazie a un emendamento della senatrice Gallone) che interessa i produttori dei rifiuti e la proroga di tre mesi, nell’ambito di quella generale, delle autorizzazioni ambientali in scadenza tra il 31 gennaio ed il 31 luglio, inserita sempre in Commissione grazie a un emendamento a firma Bernini e D’Arienzo”.

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Elementi “apprezzabili” come li definisce Fluttero “nel totale vuoto di ascolto da parte del Governo che deve fare di più per le attività di gestione rifiuti, strategiche nell’ottica dell’economia circolare. Auspichiamo che nei prossimi provvedimenti le esigenze degli operatori vengano recepite per agevolare il rientro in condizioni di normale operatività” conclude il presidente.

Le quattro principali richieste avanzate dalle imprese di economia circolare:

  1. riservare un adeguato stock di dispositivi di protezione individuale, al fine di poter operare in piena sicurezza;
  2. disporre di una maggiore flessibilità sulle scelte organizzative ed operative degli impianti, per gestire le carenze del personale addetto ed esigenze date dall’emergenza in atto come l’aumento degli stoccaggi causati dal lock-down degli impianti a valle della filiera (acciaierie, vetrerie, industrie della trasformazione del legno, della plastica ecc.);
  3. prevedere sistemi di garanzia a supporto della liquidità delle aziende, sopratuto considerando il ritardo che ci potrà essere nei pagamenti di P.A e stazioni appaltanti;
  4. prevedere una moratoria, oltre luglio 2020, per le prossime scadenze degli adempimenti amministrativi a carattere ambientale.
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