Economia circolare, la sfida non è solo nel recupero della materia prima

Le direttive europee appena approvate, presentate al convegno di Fondazione per lo sviluppo sostenibile

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Presentati oggi nel corso del convegno “Circular Economy, le direttive europee appena approvate” organizzato da Fondazione per lo sviluppo sostenibile le novità sul pacchetto sull’economia circolare appena approvato dal Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sull’economia circolare.

“Obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani più impegnativi, maggiore coinvolgimento dei produttori,  nuovi target per gli imballaggi, taglio dello smaltimento in discarica, riduzione degli sprechi alimentari” questi i punti messi in evidenza nel corso del convegno a cui hanno partecipato il Ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti,  la relatrice del provvedimento al parlamento Ue, Simona Bonafè e diversi rappresentanti di settore.

“Abbiamo sostenuto e promosso – ha affermato Gian Luca Galletti –  la sfida europea dell’economia circolare che vede in più ambiziosi target di riciclo dei rifiuti uno dei suoi punti cardine. In Italia abbiamo realtà in cui i tali obiettivi sono stati già abbondantemente raggiunti e superati, mentre altre zone sono ancora indietro. Dobbiamo lavorare nei prossimi anni per portare tutto il paese agli ottimi standard raggiunti nelle aree più virtuose. Ci vuole un impegno coeso, programmato, determinato, che abbiamo delineato nel Documento di posizionamento strategico ‘Verso un modello di economia Circolare’.  Gli obiettivi europei sono alla nostra portata e l’Italia deve raggiungerli per mantenere e implementare il ruolo di protagonista che cha assunto nel nuovo sistema globale della green economy”.

Il convegno è parte delle iniziative che Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile realizzerà quest’ anno in occasione dei suoi 10 anni.

Le novità del nuovo pacchetto europeo

Le nuove direttive –ha affermato Edo Ronchi– avviano la svolta dell’economia circolare, cominciando con numerosi e importanti cambiamenti nel settore dei rifiuti. Siamo alla vigilia di una nuova svolta, di più ampia portata di quella avviata con la riforma di oltre 20 anni fa, che ci ha fatto passare dalla discarica come sistema largamente prevalente di gestione dei rifiuti, alla priorità del riciclo. Sarebbe bene  preparare il recepimento delle nuove norme europee in materia di rifiuti e circular economy con un’ampia partecipazione”

  • Rifiuti urbani: si alzano al 55% nel 2025, al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035 gli obiettivi di riciclo (oggi siamo al 42%). Sarà quindi necessario che la raccolta differenziata arrivi almeno al 75% (oggi  la media nazionale è del 52,5% ).
  • Responsabilità estesa del produttore: viene rafforzata. Si dovrà assicurare il rispetto dei target di riciclo sui prodotti, la copertura dei costi di gestioni efficienti della raccolta differenziata e delle operazioni di cernita e trattamento, quelli dell’informazione,  della raccolta e della comunicazione dei dati. Per gli imballaggi tale copertura sarà dell’80% dei costi dal 2025, per i settori non regolati da direttive europee la copertura dei costi sarà almeno del 50%, per RAEE, veicoli e batterie restano le direttive vigenti in attesa di aggiornamenti.
  • Aumentare il riciclo: per l’Italia si va dall’ attuale 67% al 70% del totale degli imballaggi entro il 2030.
  • Lo smaltimento in discarica non dovrà superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti.
  • Per attuare a una strategia contro gli “sprechi alimentari” vengono introdotti target di riduzione degli sprechi del 30% al 2025 e del 50% al 2030.

I record negli obiettivi negli imballaggi per l’Italia

Negli imballaggi in legno l’Italia porta a casa un buon primato: il riciclo è attestato al 61% a fronte di un obiettivo del  30% . Altro ottimo risultato sull’alluminio in cui a fronte di un obiettivo al 60%, l’Italia segna già un 73%.

Obiettivi quasi raggiunti invece per ferro, vetro e carta.  I ferrosi segnano un 77,5% rispetto il target dell’80%. Gli imballaggi in vetro sono al 71,4%, l’ obiettivo è del 75% mentre, per gli imballaggi  di carta si dovrà passare  dall’ attuale 80%  all’85%. Maggiori difficoltà, a causa degli imballaggi in plastiche miste, il riciclo in plastica che dovrà aumentare  dal 41% attuale al 55% al 2030 .

Rispetto lo smaltimento in discarica e il target di non dover superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti, in Italia la media è del 26%, però con Regioni in forte ritardo:  il Molise (90%  in discarica), la Sicilia (80%), la Calabria (58%), l’Umbria (57%), le Marche (49%) e la Puglia (48%).

Vedi anche lo speciale sulla economia circolare realizzato da e7 in collaborazione con Enea.

 

 

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