Geotermia si candida a pilastro della sicurezza energetica

Rapporto annuale Egec

La geotermia si prepara a diventare una delle colonne portanti della stabilità energetica e della resilienza climatica in Europa. Il rapporto di Egec, l’European Geothermal Energy Council, delinea un quadro di forte determinazione e consolidamento per il settore. I dati indicano che l’energia accumulata nel sottosuolo sta progressivamente modificando la mappa degli approvvigionamenti continentali, riducendo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e offrendo una fonte locale e costante, slegata dalle fluttuazioni meteorologiche. La spinta all’espansione trova riscontro immediato nei numeri complessivi sull’impatto economico e ambientale. Dal 2020 a oggi, la risorsa geotermica ha generato circa 500 terawattora di energia, portando a un risparmio superiore a 43 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio in importazioni, un volume paragonabile a oltre 316 milioni di barili di greggio all’anno e superiore all’intero consumo annuale di petrolio dei Paesi Bassi.

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Questo efficientamento si traduce in un taglio netto delle emissioni nocive, calcolato in circa 200 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente risparmiate all’anno.

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Dal punto di vista occupazionale, la filiera sostiene direttamente 30 mila professionisti, a cui si sommano altri 20 mila addetti nell’indotto indiretto. Le stime finanziarie indicano che la sola nuova capacità installata durante il 2025 rappresenta un investimento pari a 2,5 miliardi di euro, mentre negli ultimi tre anni le imprese del comparto hanno investito oltre 500 milioni di euro in sole attività di esplorazione e indagine geologica. Alla fine del 2025, la capacità geotermica totale installata nel continente ha raggiunto i 48,73 gigawatt, suddivisa tra pompe di calore, reti di teleriscaldamento e centrali per la produzione di elettricità.

Teleriscaldamento per decarbonizzare le città

Il segmento del teleriscaldamento e del teleraffrescamento posiziona la geotermia come la seconda fonte rinnovabile più importante per i sistemi di rete cittadini. Durante il 2025 sono stati messi in funzione 10 nuovi impianti in tutta Europa, distribuiti in modo eterogeneo: tre nuove installazioni in Francia, due in Germania, due nei Paesi Bassi e un nuovo sistema ciascuno per Danimarca, Serbia e Spagna. L’insieme di questi progetti ha aggiunto circa 70 megawatt termici di nuova capacità. Entro il dicembre del medesimo anno, l’Europa contava un totale di 434 impianti di teleriscaldamento e teleraffrescamento operativi, di cui 317 situati all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea. La capacità termica totale ha così superato i 6 gigawatt termici, coprendo 29 nazioni complessive.

Una tendenza tecnica rilevante riguarda la crescente integrazione di pompe di calore industriali su larga scala all’interno delle reti di teleriscaldamento. Questa innovazione consente agli sviluppatori di sfruttare anche serbatoi a temperature inferiori rispetto al passato, migliorando il fluido termale attraverso pompe ad alta capacità e rendendo economicamente vantaggiose risorse prima considerate troppo fredde per l’uso diretto. Le prospettive al 2030 indicano un potenziale straordinario con altri 6 gigawatt termici in fase di pianificazione e oltre 500 progetti in diversi stadi di sviluppo. La Germania si conferma il mercato più dinamico, mentre la Danimarca mantiene un forte slancio con tre nuovi progetti in sviluppo. L’Italia emerge tra i territori più attivi per la crescita futura della rete, avendo aggiunto 16 nuovi progetti di teleriscaldamento alla propria pipeline.

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Il mercato delle pompe di calore domestiche e industriali

Dopo una contrazione registrata nel 2024, il comparto delle pompe di calore geotermiche ha ripreso la via della crescita nel corso del 2025. Nei 27 Stati membri dell’Unione Europea sono state vendute circa 123 mila unità in un anno, segnando un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. Il parco totale di pompe di calore geotermiche installate nell’Unione Europea ha superato i 2,5 milioni di unità, garantendo riscaldamento e raffrescamento a più di 10,6 milioni di persone e fornendo complessivamente 88 terawattora di calore. La capacità totale installata è pari a 39,2 gigawatt termici a livello europeo, di cui 36,3 gigawatt termici situati nella sola Unione Europea. Nel dettaglio della potenza, 36,66 gigawatt termici sono forniti da piccoli impianti domestici inferiori a 50 chilowatt termici, mentre 2,6 gigawatt termici provengono da grandi impianti superiori a tale soglia.

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L’analisi per singolo Paese vede la Svezia al vertice europeo per vendite annuali con 26.785 unità, seguita dai Paesi Bassi con 22.148 e dalla Germania con 19.125 macchine vendute. A seguire si posizionano la Svizzera con 8.491 unità, la Finlandia con 6.602, la Polonia con 6.600, il Belgio con 5.599 e l’Austria con 4.693 impianti. L’Italia fa registrare la vendita di 2.115 unità nel corso dell’anno. Oltre al mercato residenziale, si nota una forte spinta verso installazioni di grandi dimensioni superiori ai 500 chilowatt termici per complessi commerciali e industriali. I sistemi a circuito chiuso di grandi dimensioni hanno visto l’inaugurazione di almeno 16 nuovi impianti, tra cui quattro nel Regno Unito, sei in Svezia, cinque in Ungheria e uno in Slovenia. Parallelamente, i sistemi a circuito aperto superiori a 100 chilowatt termici, che sfruttano falde acquifere superficiali a meno di 800 metri di profondità, hanno registrato sei nuove installazioni importanti, ripartite con quattro progetti in Serbia e due in Slovenia.

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Elettricità dal cuore della terra e i nodi burocratici dello sviluppo

La produzione di energia elettrica da geotermia mostra segnali di ripresa con 150 impianti operativi in Europa, corrispondenti a una capacità installata di 3,53 gigawatt elettrici, di cui 1,02 gigawatt elettrici all’interno dei confini dell’Unione Europea. Questa infrastruttura assicura 20 terawattora di energia elettrica stabile e continua, detta comunemente energia di carico di base, con 7 terawattora erogati nei Paesi dell’Unione. Nel corso del 2025 sono state inaugurate 5 nuove centrali elettriche: tre in Turchia, una in Germania e una in Islanda, a cui si aggiunge il riavvio della produzione in un impianto in Croazia dopo alcuni anni di fermo. Questi interventi hanno introdotto circa 125 megawatt elettrici di nuova capacità di carico di base alla rete.

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La classifica della capacità installata vede la Turchia leader assoluta nel continente con 1.758 megawatt elettrici, seguita dall’Italia con 916 megawatt elettrici e dall’Islanda con 809 megawatt elettrici. Valori inferiori si registrano in Germania con 51 megawatt elettrici, Portogallo con 33, Croazia con 17,5, Francia con 17, Ungheria con 3, Romania con 2 e Austria con 0,75 megawatt elettrici.

Energia geotermica: la pipeline e le barriere in Toscana e nel Lazio

La pipeline per il futuro include circa 45 impianti in fase avanzata di sviluppo e 16 nuovi progetti entrati in pianificazione, tre dei quali già in costruzione con avvio previsto a breve. La Germania guida le attività future con 14 progetti in sviluppo e 18 indagini preliminari, seguita dalla Turchia con 5 progetti in sviluppo e circa 20 sotto osservazione. Nel complesso si studiano 152 proposte di centrali nel continente, estendendo l’esplorazione a mercati caldi come la Spagna e la Grecia.

Il cammino verso l’espansione deve tuttavia fare i conti con ostacoli non tecnologici di rilievo. I tempi lunghi per i permessi, che talvolta superano i 10 anni, rimangono la barriera principale e hanno causato l’abbandono di numerosi progetti nel 2025, dimezzando le liste iniziali. Esempi concreti si registrano in Toscana e nel Lazio, dove le autorità locali hanno revocato le autorizzazioni ad alcuni sviluppatori ritenuti non idonei dal punto di vista economico o tecnico a completare le opere nei tempi stabiliti.

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Nuove frontiere tecnologiche per lo stoccaggio e l’esplorazione urbana

Il futuro della geotermia è legato a doppio filo allo sviluppo dei sistemi di accumulo termico sotterraneo, noti con l’acronimo Utes. Questa tecnologia immagazzina l’energia termica nel sottosuolo per periodi variabili da pochi giorni a intere stagioni, permettendo di iniettare calore o freddo quando la domanda è bassa per poi recuperarlo nei momenti di picco. I sistemi attuali operano a temperature comprese tra zero e 30 gradi Celsius per gli edifici, ma le applicazioni industriali su larga scala possono raggiungere i 125 gradi Celsius. I vantaggi principali risiedono nei costi ridotti rispetto ad altre forme di accumulo termico e nel minimo impatto sull’uso del suolo in superficie, rendendo la soluzione ottimale per le aree urbane densamente popolate. Grandi progetti si stanno sviluppando in Danimarca, Germania, Austria, Paesi Bassi e Finlandia.

L’innovazione tecnologica a supporto dell’esplorazione ha registrato un avanzamento significativo sul fronte della ricerca geologica. Il premio europeo per l’innovazione geotermica Ruggero Bertani è stato assegnato all’Urban Vibro Truck sviluppato da Herrenknecht AG. Si tratta di un veicolo speciale per indagini sismiche progettato specificamente per operare nei centri urbani. Il mezzo si distingue per una drastica riduzione delle emissioni sonore che consente di effettuare i rilievi sismici persino durante le ore notturne senza arrecare disturbo alla popolazione cittadina. Dotato di omologazione stradale europea come trattore, il veicolo semplifica la logistica e le procedure autorizzative, accelerando la mappatura dei serbatoi sotterranei e offrendo uno strumento chiave per sbloccare il potenziale termico delle grandi città europee.

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Freelance nel campo della comunicazione, dell’editoria e videomaker, si occupa di temi legati all’innovazione sostenibile, alla tutela ambientale e alla green economy. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, emittenti televisive, web–magazine, case editrici e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni.