Il porto di Taranto diventa il laboratorio nazionale della transizione energetica portuale. Con la firma ufficiale per la costituzione di NET (New Energy Taranto), prende vita la prima Comunità Energetica Rinnovabile Portuale (CERP) d’Italia. L’iniziativa, nata sotto l’egida dell’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mar Ionio, segna una tappa storica per l’integrazione tra la grande infrastruttura marittima e la comunità locale, puntando alla progressiva decarbonizzazione dello scalo ionico.
Un’alleanza tra aziende, associazioni e cittadini
Il progetto NET prende forma attraverso un modello partecipativo che unisce il tessuto economico e il mondo del terzo settore. La comunità conta già dodici soci fondatori, tra cui aziende attive all’interno del porto e realtà associative legate alla tutela ambientale e alla valorizzazione del territorio, come la Jonian Dolphin Conservation e Officina Maremosso.
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Ma l’impatto di NET va ben oltre la cinta portuale. Nei prossimi giorni prenderà il via la fase di adesione formale rivolta alle famiglie residenti nei quartieri di cerniera tra scalo e centro urbano — in particolare Tamburi, Città Vecchia e Porta Napoli — con l’obiettivo di abbattere i costi delle bollette e contrastare la povertà energetica in aree storicamente sensibili. La comunità rimarrà aperta anche al successivo ingresso di nuovi nuclei familiari, imprese e associazioni che ricadono nel perimetro d’azione individuato.
Autoconsumo, condivisione e impatto sociale
L’architettura operativa di NET si basa sui principi della produzione distribuita:
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Produzione e stoccaggio: installazione di impianti da fonti rinnovabili per incrementare la quota di energia pulita generata e autoconsumata nell’area portuale.
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Efficientamento ed equilibrio: promozione dell’autoconsumo collettivo e ottimizzazione dei consumi energetici di tutti i partecipanti.
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Valore sociale: redistribuzione dei benefici economici ed ambientali sul territorio per incentivare l’accettabilità sociale delle nuove infrastrutture green.
Il ruolo chiave del GSE e la visione strategica
La nascita della CERP tarantina è il frutto di un percorso avviato già nel 2025, anno in cui l’AdSP del Mar Ionio ha sottoscritto — prima tra le autorità portuali italiane — un protocollo d’intesa con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per l’assistenza tecnica e strategica nei processi di decarbonizzazione. Il GSE continuerà ad affiancare NET anche nella fase di gestione e monitoraggio, con l’ambizione di trasformare il caso Taranto in un modello pilota replicabile negli altri hub marittimi del Paese.
«Questa operazione, dai contenuti sostanziali e pragmatici, segna una svolta nella storia del porto», ha commentato Giovanni Gugliotti, Presidente dell’AdSP del Mar Ionio. Gugliotti ha posto l’accento sull’importanza del dialogo preventivo con gli stakeholder e sul costante supporto garantito dal GSE lungo tutto il percorso di preparazione.
L’iniziativa si inserisce coerentemente nel quadro del Piano Operativo Triennale 2026-2028 dell’Autorità Portuale e nelle linee guida europee per i “porti verdi”. Inoltre, il progetto di Taranto anticipa nei fatti le indicazioni della direttiva MIT 102/2026, il provvedimento ministeriale che assegna alle Autorità di Sistema Portuale italiane l’indirizzo strategico di promuovere le comunità energetiche rinnovabili negli scali nazionali, coinvolgendo terminalisti e operatori della filiera.
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