Piemonte apripista: nasce Centro ricerca e osservatorio sui Pfas

La Regione in prima linea nella ricerca scientifica e nella tutela della salute

Il Piemonte pioniere nella tutela ambientale e della salute: è la prima regione in Italia a istituire il Centro di ricerca e osservatorio tecnico-scientifico per la riduzione della diffusione ambientale dei Pfas. Queste molecole, prodotte e commercializzate dal secondo dopoguerra, sono oggetto di crescente preoccupazione per la loro persistenza e potenziale tossicità. L’attenzione del Piemonte su queste sostanze non è nuova. I primi dati risalgono al 2010, con analisi condotte in tre punti della rete di monitoraggio regionale dei corpi idrici.

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Un momento della presentazione a Torino.

Oggi, l’impegno si amplifica notevolmente: sono previste determinazioni in circa 900 punti di monitoraggio, distribuiti tra corsi d’acqua superficiali (350 stazioni), sistemi acquiferi sotterranei superficiali (360) e profondi (190).

Pfas: impegno per la conoscenza e il monitoraggio

A questi punti di monitoraggio si aggiungono i controlli sugli scarichi di impianti civili e industriali che utilizzano Pfas, verificando il rispetto dei limiti imposti dalla legge regionale 25 dell’ottobre 2021. Nell’ultimo quadriennio, sono stati effettuati ben 426 campionamenti sul territorio e analizzati circa 9.200 parametri, fornendo una mole di dati significativa per mappare la diffusione di queste sostanze, grazie al lavoro di Arpa Piemonte.

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Il nuovo osservatorio riunirà un team multidisciplinare e altamente qualificato. Vi parteciperanno personale interno della Regione, esperti di Arpa Piemonte, rappresentanti tecnici delle Province e della Città Metropolitana di Torino, e figure di spicco dal mondo della ricerca universitaria, incluse l’università degli Studi di Torino, il politecnico di Torino e l’università del Piemonte Orientale. La sua funzione sarà cruciale: supportare la strategia regionale di riduzione dei Pfas, promuovere buone pratiche tra gli attori coinvolti, e intensificare il monitoraggio e il controllo del loro rilascio in ambiente.

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Ricerca, tecnologia, chimica verde: la visione del Piemonte

“Con l’avvio di questo osservatorio” ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, “confermiamo l’attenzione e l’impegno che la Regione riserva a questa tematica. L’approccio deve essere a 360 gradi: ambientale in primis, ma anche sotto il profilo della ricerca e della tecnologia”. Questi strumenti sono essenziali per coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica, supportando una filiera importante per la nostra regione come quella della chimica verde, che è “tra gli asset della nostra strategia regionale sull’innovazione e oggetto di finanziamenti europei”.

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Anche Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “La presenza rilevata delle sostanze Pfas in ambiente richiede una particolare attenzione alle attività di controllo e monitoraggio per poter evidenziare le situazioni critiche e limitarne l’ulteriore diffusione”. Per garantire la fruibilità dei dati ambientali, l’Agenzia ha realizzato uno specifico portale per la consultazione degli inquinanti emergenti, aggiornato settimanalmente. L’Agenzia manterrà, da parte sua, un’elevata attenzione, approfondendo le analisi sulla diffusione dei Pfas, incrementando le capacità analitiche per la ricerca di nuove molecole e fornirà i contributi all’osservatorio affinché vengano adottate le migliori soluzioni tecnologiche per il trattamento e la loro degradazione.

L’istituzione di questo osservatorio testimonia l’impegno concreto del Piemonte nel fronteggiare una sfida ambientale complessa, ponendosi all’avanguardia in Italia per la salvaguardia del territorio e la promozione di una chimica più sostenibile.

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