Il 2026 si apre con un segnale di forte dinamismo per il sistema energetico italiano. Secondo i dati diffusi da Terna, la società guidata da Giuseppina Di Foggia, il fabbisogno elettrico nazionale a gennaio ha toccato i 28 miliardi di kWh, segnando un aumento del 4,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta del valore mensile più alto registrato negli ultimi dodici anni.
La ripresa è strutturale: i numeri del trend
Il dato di gennaio non è un episodio isolato, ma conferma una tendenza al rialzo iniziata a settembre 2025. Nonostante un giorno lavorativo in meno rispetto al 2025 e temperature medie più rigide (ben 1,7°C in meno), la domanda resta solida: depurato dagli effetti di calendario e temperatura, l’aumento reale si attesta al 2,8%.
La crescita della domanda è visibile in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale:
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Nord: +4,2%
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Centro: +4,1%
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Sud e Isole: +3,9%
Industria e Servizi in accelerazione
Un dato particolarmente incoraggiante arriva dall’indice IMCEI, che monitora i consumi delle aziende energivore. La crescita del 3,8% rappresenta il quinto mese consecutivo di segno più, trainata da settori chiave come la siderurgia, l’alimentare e la produzione di mezzi di trasporto.

Anche il comparto dei servizi mostra muscoli, con l’indice IMSER che ha chiuso il 2025 in crescita del 4,2%, a dimostrazione di una vitalità diffusa dell’intero ecosistema economico nazionale.
Mix Energetico: boom di Eolico e Solare
Sul fronte della produzione, l’Italia sta riducendo la dipendenza dall’estero. La produzione nazionale netta (25 miliardi di kWh) è cresciuta del 13%, coprendo l’88,7% della domanda totale, mentre le importazioni sono crollate del 33,2%.
Nonostante il calo dell’idroelettrico (-13,2%), penalizzato dalle condizioni climatiche, le altre rinnovabili hanno corso velocemente:
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Eolico: +16,2% (quasi 3 TWh prodotti), confermandosi la prima fonte green del mese.
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Fotovoltaico: +15,2%, grazie a un massiccio aumento della capacità installata.
Il dato tecnico: Al 31 gennaio 2026, la potenza installata da fonti rinnovabili in Italia ha raggiunto gli 84.003 MW, con il solare che fa la parte del leone (oltre 43 GW).
La rivoluzione degli accumuli
Un tassello fondamentale per la stabilità della rete è rappresentato dai sistemi di storage. I numeri indicano una diffusione capillare: si contano quasi 894.000 nuovi impianti di accumulo, per una capacità complessiva di oltre 18.000 MWh. Questo incremento di potenza nominale (7.424 MW) risulta cruciale per gestire l’intermittenza delle fonti pulite e garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale.
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