
Ma c’è dell’altro. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, infatti, il 17% delle case italiane è a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio di cui pochi sono a conoscenza. Anche i funghi, le muffe e gli allergeni in senso ampio, come i più comuni acari della polvere, sono tra gli agenti più temuti: rispettivamente il 45% e il 30%. Tuttavia, pochi si preoccupano anche del monossido di carbonio, delle polveri sottili e anche della formaldeide: tutte sostanze nocive presenti in casa ma che non lasciano tracce evidenti e per questo ignorate.
La conseguenza di questa scarsa informazione è adottare delle misure preventive fai-da-te che spesso si riducono a delle semplici buone abitudini ma che non contemplano tutte quelle azioni realmente utili per una prevenzione efficace. Il 70% del campione intervistato ha la buona abitudine di areare spesso casa, mentre il 59% presta una grande attenzione all’igiene e alla pulizia. Il 36%, invece, è solito spegnere tutti i dispositivi elettronici presenti in casa prima di andare a dormire ritenendola una pratica efficace per contrastare le radiazioni derivanti.
Le percentuali scendono drasticamente quando si tratta di compiere delle azioni preventive di maggior impatto: installare e cambiare i filtri per l’aria è una cosa cui pensa solo il 34% degli intervistati. Acquistare un depuratore per l’acqua è una soluzione adottata solo dal 17% dei romani contro il 32% di coloro che bevono acqua in bottiglia e un sostanzioso 68% che, invece, continua a bere quella del rubinetto. Di contro, il 74% dei romani è seriamente interessato a saperne di più per contrastare e prevenire l’inquinamento domestico in maniera efficace e vorrebbe ricevere delle informazioni utili dalle istituzioni (40%) o utilizzare dispositivi elettronici in grado di fare un intero check-up della casa (28%). Solo il 6% è interessato a rilevazioni e mappature a seguito di un intervento a domicilio.
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