Fondazione Finanza Etica ha espresso voto contrario alla Relazione Consolidata di Sostenibilità 2024-2025 di Inditex, il gigante spagnolo del fashion che detiene marchi di moda e abbigliamento tra i più conosciuti. La decisione, maturata nell’ambito dell’attività di azionariato critico della fondazione, mette in luce “le contraddizioni tra il marketing di Inditex e le pratiche effettive del suo modello di business, l’uno improntato rappresentare un’immagine di sostenibilità sociale e ambientale dell’azienda, l’altro che alimenta l’emergenza climatica e mette sotto pressione i diritti dei lavoratori” si legge nella nota stampa.

Ad affiancare nel voto contrario anche Mandarine Gestion, società di gestione finanziaria francese specializzata in investimenti responsabili, con 5 miliardi di euro di capitale gestito.
Inditex: emissioni oltre 2,6 milioni di tonnellate
Insieme, le due organizzazioni detengono oltre 56.000 azioni di Inditex e sono tra i fondatori di SfC-Shareholders for Change, rete europea di investitori istituzionali impegnata a promuovere la due diligence sociale, ambientale e sui diritti umani attraverso l’azionariato attivo. SfC, che rappresenta oltre 45 miliardi di euro di asset in gestione, e riunisce investitori con più di 110 mila azioni Inditex, sottolinea come “le preoccupazioni su clima e diritti non riguardano solo il mondo della finanza etica, ma coinvolgono anche investitori istituzionali responsabili, attenti a integrare criteri ambientali e sociali nelle proprie decisioni”.
La principale critica mossa da Fondazione Finanza Etica riguarda le emissioni di gas serra legate al trasporto aereo. L’analista Mauro Meggiolaro, intervenuto all’assemblea di Inditex, ha dichiarato: “Nel 2024, le emissioni di gas serra da trasporto e distribuzione di Inditex hanno superato 2,6 milioni di tonnellate di CO2, quasi pari al 20% dell’impronta climatica complessiva del Gruppo Inditex. È un dato che evidenzia la contraddizione tra l’impegno dichiarato sul clima e l’aumento costante del ricorso ai voli per alimentare il fast fashion” dichiara nella nota stampa.
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Le richieste degli investitori al colosso spagnolo del fashion
Meggiolaro ha inoltre evidenziato come altri competitor mantengano la quota delle proprie emissioni di gas serra, derivanti dal trasporto aereo, al di sotto dell’1% del totale delle emissioni da trasporto, riducendo del 32,5% la CO2 legata alla logistica tra il 2019 e il 2024. Le stesse preoccupazioni erano già state sollevate lo scorso anno, ma, a detta della fondazione, non hanno ricevuto risposte concrete.
In particolare, gli investitori hanno chiesto al Consiglio di Amministrazione di Inditex di:
- pubblicare un piano dettagliato per ridurre ed eliminare gradualmente il trasporto aereo, con obiettivi annuali chiari;
- fornire dati trasparenti su emissioni, modalità di trasporto e uso di carburanti sostenibili;
- integrare questi indicatori nei criteri di remunerazione Esg del management.
Oltre alla questione climatica, Fondazione Finanza Etica ha richiamato l’attenzione sulle tensioni sindacali ancora aperte in Bangladesh. Quasi 3.000 lavoratori della filiera rischiano procedimenti penali legati alle proteste per il salario minimo avvenute nel 2023: “Si tratta di un clima di tensione che non può essere ignorato” ha proseguito Meggiolaro, “Inditex ha la responsabilità di chiedere ai propri fornitori il ritiro di queste accuse e di garantire la libertà sindacale”.
La pressione su Inditex, dunque, si fa sempre più forte, provenendo non solo dagli attivisti, ma anche da un fronte crescente di investitori responsabili.
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