Bonus Mobili ed Elettrodomestici: guida tra proroghe e requisiti

Incentivi fiscali per la casa

La principale novità del Bonus Mobili ed Elettrodomestici per l’anno 2026 (in fase di approvazione con la Legge di Bilancio) è la sua proroga, che garantisce la continuità dell’agevolazione per chi effettua lavori di recupero del patrimonio edilizio. Tuttavia, l’aspetto di maggiore rilievo da evidenziare è la riconferma del tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione, che resta fissato a 5.000 euro.

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Foto di Sanju Pandita su Unsplash.

Questo limite rappresenta una contrazione rispetto agli anni precedenti (era di 8.000 euro nel 2023 e 10.000 euro nel 2022) e comporta una riduzione del beneficio massimo ottenibile a 2.500 euro totali (il 50% di 5.000 euro). È fondamentale per i contribuenti pianificare gli acquisti tenendo conto di questo importo massimo per unità immobiliare.

Bonus: cos’è e come funziona la detrazione

Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici consiste in una detrazione Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione non è uno sconto immediato o un credito d’imposta (salvo eccezioni specifiche per il Bonus Elettrodomestici non collegato a ristrutturazione, distinto da questo Bonus Mobili e non trattato in questa sede), bensì una riduzione delle imposte dovute.

L’importo detraibile, calcolato sul 50% della spesa (fino a un massimo di 5.000 euro), viene ripartito in dieci quote annuali di pari importo. Ad esempio: su una spesa di 5.000 euro, la detrazione totale è di 2.500 euro. Il contribuente potrà detrarre 250 euro all’anno per 10 anni direttamente nella propria dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF). La detrazione spetta al contribuente che ha sostenuto le spese di acquisto e che è anche titolare delle spese per l’intervento di recupero edilizio a cui il bonus è collegato.

Acquisti ammessi e requisiti energetici

Il bonus è destinato all’acquisto di beni nuovi. Rientrano nella categoria i mobili necessari a completare l’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, tra cui:

  • Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini.
  • Divani, poltrone, credenze.
  • Mobili da cucina.
  • Materassi e apparecchi di illuminazione (lampade, lampadari, ecc.).

Sono esclusi dall’agevolazione: porte, pavimentazioni, tende, tendaggi e altri complementi d’arredo non espressamente elencati.

Sono ammessi i grandi elettrodomestici nuovi, purché per essi sia prevista l’etichetta energetica e appartengano a classi non inferiori a:

  • Classe A per i forni.
  • Classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie.
  • Classe F per frigoriferi e congelatori.

Sono inclusi, anche in assenza di etichetta (se non obbligatoria), apparecchi per la cottura, piastre riscaldanti, forni a microonde, stufe elettriche, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchi per il condizionamento.

Il bonus e il suo legame con la ristrutturazione edilizia

L’accesso al Bonus Mobili ed Elettrodomestici è indissolubilmente legato all’esecuzione di specifici interventi di recupero del patrimonio edilizio, che devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. Quindi, per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2025. Non è necessario che le spese per la ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo, ma è fondamentale che la data di inizio lavori sia antecedente a quella dell’acquisto dei mobili/elettrodomestici.

Il Bonus Mobili si aggancia alla detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia (Bonus Ristrutturazioni 50%).

1) Su singole unità immobiliari residenziali:

  • Manutenzione straordinaria (es. rifacimento/adeguamento impianti, spostamento tramezzi, realizzazione/trasformazione servizi igienici).
  • Restauro e risanamento conservativo.
  • Ristrutturazione edilizia.

2) Su parti comuni di edifici residenziali (condomini):

  • Manutenzione ordinaria (es. tinteggiatura pareti, rifacimento intonaci).
  • Manutenzione straordinaria.
  • Restauro e risanamento conservativo.
  • Ristrutturazione edilizia.

I semplici interventi di manutenzione ordinaria eseguiti sulle singole unità immobiliari (come la sola tinteggiatura di una stanza o la sostituzione di pavimenti senza opere edilizie sostanziali) non danno diritto al Bonus Mobili.

Modalità di richiesta e documentazione: come usufruire della detrazione

Per usufruire della detrazione è necessario rispettare precise modalità di pagamento e conservare un’adeguata documentazione. Le spese devono essere sostenute tramite mezzi tracciabili:

  • Bonifico bancario o postale: in genere, quello dedicato alle spese di ristrutturazione edilizia (sebbene l’Agenzia delle Entrate abbia chiarito che non è obbligatorio usare questo specifico bonifico per l’acquisto di mobili/elettrodomestici).
  • Carta di credito o carta di debito.

Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni bancari o altri mezzi.

Il contribuente deve conservare, ai fini di un possibile controllo:

  • Fatture di acquisto dei beni: devono riportare la natura, la qualità e la quantità dei beni e servizi acquistati.
  • Ricevuta del bonifico (o ricevuta di avvenuta transazione per pagamenti con carta di credito/debito).
  • Documentazione di addebito sul conto corrente (o estratto conto).
  • Documentazione attestante l’inizio dei lavori (es. Scia, Cil, Cila, o, in assenza di titoli abilitativi, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che indichi la data di inizio).

Per riassumere, il Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026 rappresenta un’opportunità significativa, ma richiede attenzione ai dettagli. I punti cardine da rispettare sono il tetto massimo di spesa di 5.000 euro e il vincolo imprescindibile con un intervento di ristrutturazione edilizia ammissibile, iniziato non oltre il 1° gennaio 2025. È essenziale effettuare i pagamenti con mezzi tracciabili (bonifico o carte) e conservare scrupolosamente ogni documento fiscale e attestato dei lavori. Una corretta pianificazione delle spese e della documentazione è la chiave per beneficiare della detrazione Irpef in dieci quote annuali.

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