fame nel mondo

Contrastare la fame nel mondo, povertà zero, parità di genere e azioni per il clima. Sono questi gli obiettivi al 2030 sui quali i leader mondiali hanno fatto fronte comune al primo vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari, che si è riunito il 23 settembre. Oltre 85 capi di stato si sono impegnati a trasformare i loro sistemi alimentari e a sostenere agricoltori, donne, giovani e gruppi indigeni.

L’Agenda 2030 e l’ultimo rapporto sul clima dell’Ipcc rappresentano le proposte e gli allarmi da mettere in campo e da contenere. Serve agire subito. L’amministrazione degli Stati Uniti, uno dei principali produttori agricoli al mondo, ha impegnato 10 miliardi di dollari in cinque anni (8,5 miliardi di euro). Il piano è quello di affrontare, in primo luogo, le sfide legate ai cambiamenti climatici, che stanno modificando i sistemi alimentari. Oltre a questo, sarà favorito un migliore accesso ai mezzi di sussistenza per i soggetti più vulnerabili. In particolare, a sconfiggere malnutrizione e fame nel mondo.

La pandemia ha ridotto la soglia della povertà estrema e accentuato l’insicurezza alimentare

Stando agli ultimi dati delle Nazioni Unite, la pandemia da Covid-19 ha portato alla soglia di povertà estrema altre 124 milioni di persone nel mondo. La prevalenza della malnutrizione, nel 2020, è aumentata di circa il 9,9% e la fame colpisce, secondo le stime della Fao, tra 720 e 810 milioni di individui a livello globale. Sempre l’Onu, prevede che circa 600 milioni di persone vivranno ancora in povertà entro il 2030.

Sistemi alimentari più resilienti: il ruolo delle istituzioni e della società civile per porre fine alla povertà e alla fame nel mondo

Al summit, i paesi hanno annunciato iniziative per garantire che i loro sistemi alimentari siano in grado di soddisfare i bisogni nutrizionali delle popolazioni. Ma anche a raggiungere obiettivi in ​​materia di cambiamenti climatici, tutela della biodiversità e mezzi di sussistenza dignitosi per tutti.

La coalizione dei leader mondiali include anche un impegno assunto da più di 15 Paesi per fornire pasti scolastici sani e nutrienti, attraversano le cinque aree di azione prioritarie stabilite dal segretario generale delle Nazioni unite, António Guterres: nutrire tutti gli individui; promuovere soluzioni basate sulla natura; promuovere mezzi di sussistenza equi, lavoro dignitoso e comunità responsabili; costruire la resilienza contro vulnerabilità, shock e stress; supportare i mezzi di implementazione.

Tra le iniziative lanciate dalla società civile, Melinda Gates, per conto della Bill & Melinda Gates foundation, ha annunciato un investimento quinquennale di 922 milioni di dollari (circa 800 milioni di euro) per azioni a vantaggio della resilienza dei sistemi alimentari.

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Redazione
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