Energia, oltre il mercato al consumatore serve chiarezza

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Shutterstock 234718807Che lo voglia o no il popolo delle bollette dovrà abbandonare il mercato tutelato. La pausa messa al DDL Concorrenza, come effetto non voluto del referendum, rimanda solo di poco il tema.

Le soluzioni in essere non soddisfano ancora tutti gli operatori in campo e, soprattutto, i termini finali non sono espressamente chiari ai cittadini. Il popolo delle bollette sta iniziando a conoscere la differenza tra mercato libero e tutelato, ma ancora non si fida (vedi i risultati del sondaggio OIC). Intanto, salvo novità, il 2018, anno previsto per la chiusura del mercato tutelato, incalza. Se ne è discusso all’evento “Il popolo delle bollette e la scomparsa del mercato di maggior tutela”, organizzato dall’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC) a Roma il 6 dicembre.

Come gestire il passaggio dal mercato tutelato al libero

Il passaggio dal mercato tutelato al libero è una disposizione europea che vede il consumatore italiano reagire con diffidenza. Le politiche commerciali scorrette che sono state agli onori delle cronache in questi anni, come ricorda Luigi Gabriele, Resp. Affari istituzionali e regolatori della associazione consumatori Codici, ne sono certamente una causa. Intanto l’Autorità prosegue con la proposta di una sorta di accompagnamento dolce verso il libero mercato. Ma una soluzione univoca non c’è. Come non è chiaro cosa accadrà al consumatore che, al termine del mercato tutelato, non abbia ancora scelto a quale fornitore rivolgersi. Come evidenzia nel suo intervento Andrea Pèruzy, Presidente e AD di Acquirente Unico, che sottolinea come la soluzione di un servizio di salvaguardia abbia dei costi non proprio a buon mercato definendolo anzi una sorta di “tassa sulla pigrizia”. Lo scenario economico illustrato dall’Acquirente Unico è anche più inquietate poiché segnala come tale soglia di prezzo, leggermente più elevata rispetto all’attuale tutela, potrebbe diventare il riferimento su cui gli operatori calcoleranno le offerte. Falsando quindi la concorrenza e la convenienza al consumatore finale.

Un quadro forse non troppo apocalittico se consideriamo come ciò che di più è emerso nella giornata del convegno e dalle indagini svolte sia la scarsa conoscenza del costo reale di energia e bollette. Un esempio diretto nel video realizzato da Oipa Magazine.

 

Cultura e informazione trasparente rispetto al costo del kWh

Il tema è culturale, ma non solo. Si sente anche una necessità di chiarezza e di informazione, non solo rispetto la lettura della bolletta, dove le componenti dei costi sono anche fin troppo esplicite, ma anche su un ritorno concreto alla realtà. Come suggerisce Luigi Gabriele di Codici, non sappiamo quanto costa il ciclo di una lavatrice, mentre conosciamo il valore e il consumo di 1 l di benzina (vedi il video di seguito). Il lavoro da fare in questo senso è molto. Un rallentamento istituzionale rispetto alla scadenza del mercato tutelato, se foriero di azioni efficaci, potrebbe diventare un valore aggiunto, ma, come cantava un tempo Mina, “sottolineo se”.

http://youtu.be/_3iTUOUQ9A0

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.