Federcasalinghe l’associazione che da oltre quarant’anni tutela chi si dedica al lavoro di cura e alla gestione del nucleo familiare e DOMINA, associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, hanno presentato oggi, presso la Camera dei Deputati, una nuova indagine sul rapporto tra le famiglie italiane e l’utilizzo del gas in ambito domestico.
“Il primo dato che ci ha colpito ed era un pò inatteso il numero elevato di bombole di gas presenti nel Paese 3,milioni che vuol dire almeno 6milioni di abitazioni a rischio. perchè quando una bombola scoppia demolisce le case attorno” spiega a Canale Energia Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe.
“L’altro dato questa mancanza di conoscenza delle famiglie italiane dei rischi per la sanità collegati con la fiamma del gas che brucia per cuocere i nostri piatti”. Nocivo sopratutto per bambini e anziani. “Sono 250mila i bambini che soffrono di asma e irritazioni polmonari collegate alla respirazione del gas che brucia in cucina stanno studiando i danni sule persone oltre 60 anni e accelerano le malattie gravi per la terza età”.
Per contrastarlo secondo Gasparrini “serve una informazione istituzionale supportata dall’istituto superiore di sanità che certifica questi danni”. E’ necessario quindi per abitazioni sicure “togliere il fossile dalle abitazioni”.
Il tema del costo energetico non è un vero limite. Sostituire una piastra di gas con una a induzione è circa di 500 euro incluso l’allaccio e la messa a norma stando ai dati enunciati dala associazione. Certamente resta il tema dell’aumento di costi dati da potenza del contatore. “Ma possiamo fare sempre fare ricorso a un pannello fotovoltaico” aggiunge la Presidente basterebbe per ridurre del 20% i costi.
Il 45,6% delle famiglie intervistate non ha mai sentito parlare dei rischi sanitari legati alla cottura a gas. Per questo l percezione del rischio da parte dei cittadini rimane quasi esclusivamente ancorata agli eventi catastrofici o accidentali, come le fughe di gas o le esplosioni. Inoltre solo il 46% delle famiglie intervistate dispone di una cappa aspirante posta sopra il piano cottura in grado di condurre l’aria all’esterno.
Pochi conoscono anche gli strumenti concreti di sostegno economico che risultano però sconosciuti alla maggior parte della popolazione. il 64,4% delle famiglie ignora del tutto l’esistenza di questi incentivi e quasi il 40% delle famiglie (il 38,8%) non è disposto a spendere un solo euro in più per passare a un piano elettrico. Misure come il Bonus Mobili 2026 (con la sua detrazione del 50%) e il Voucher Green del MIMIT possono alleggerire significativamente il costo della transizione verso un metodo di cottura più sicuro.
C’è molto da fare quindi, e Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe ha una interlocuzione aperta con il Ministero dell’ambiente, l’ultimo confronto dell’Associazione c’è stato il 7 luglio. Qui si è evidenziato che cuciniamo con 20milioni di piastre a gas. “Abbiamo ricevuto ascolto e attenzione su questi temi” assicura la presidente Gasparrini.
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