L’Italia si prepara ad affrontare un violento “colpo di coda” dell’inverno, ma dietro l’allerta per nevicate abbondanti e bombe d’acqua si cela una gestione delle risorse idriche definita “scialacquona”. Mentre il Meridione esce da mesi di siccità severa, il sistema infrastrutturale attuale costringe a disperdere in mare enormi volumi d’acqua piovana per l’incapacità di stoccarli.
L’anomalia climatica: mari caldi e “generale Inverno”
Il quadro meteorologico attuale è dominato da un vortice depressionario sull’Adriatico in discesa verso il Sud. Sono previsti accumuli pluviali critici: fino a 90 mm sulle colline abruzzesi e oltre 60 mm tra Calabria e Sicilia.
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A preoccupare gli esperti è però la temperatura del Mediterraneo, che lo scorso weekend ha registrato oltre un grado sopra la media storica: un’anomalia termica globale, confermata dai dati Copernicus, che funge da “carburante” per eventi meteo estremi.
Il bilancio idrico: un Paese spaccato in due
I dati dell’Osservatorio ANBI delineano un trend inquietante: tra il 1991 e il 2020 le precipitazioni sono calate del 19% rispetto al trentennio precedente. Il C.N.R. ha rilevato che, fino a dicembre 2025, l’11% del Sud ha sofferto di siccità estrema (con picchi del 26% in Calabria).
Oggi assistiamo a un paradosso: in zone dove fino a poco tempo fa l’irrigazione era vietata, le dighe sono talmente colme da dover rilasciare acqua in mare per motivi di sicurezza. Accade in Basilicata alla diga di San Giuliano, in Sardegna, in Sicilia al lago Castello e in Molise alla diga del Liscione.
L’appello di ANBI: serve il piano invasi
“L’innalzamento delle temperature e lo scioglimento del permafrost dovrebbero spingere i decisori a riflettere sulla sostenibilità di questi sprechi idrici,” evidenzia Francesco Vincenzi, presidente di ANBI. L’Associazione, insieme a Coldiretti, propone un “Piano Invasi Multifunzionali”: i primi 400 progetti sono pronti e attendono solo i finanziamenti per trasformare le piene in riserve strategiche. Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, presenterà a metà aprile un report dettagliato sulle progettualità dei Consorzi.
La situazione regionale: dai surplus del Sud ai deficit del Nord
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Sud e Isole: in Basilicata gli invasi sfiorano la capacità massima (417 milioni di metri cubi). In Sicilia, ai 280 mm di pioggia di inizio anno si aggiungono le precipitazioni record di marzo. Unica eccezione la Puglia: il bacino di Occhito è migliorato, ma il deficit dei laghi foggiani resta critico (-57%).
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Centro Italia: situazione eterogenea. Se nelle Marche i fiumi sono in crescita, in Toscana Arno e Ombrone registrano portate inferiori alla media di oltre il 70%. In calo anche i livelli dei laghi laziali e del Trasimeno in Umbria.
| Regione | Stato Invasi / Fiumi | Dettaglio Capacità o Portata | Tendenza / Note |
| Basilicata | Vicini alla capienza massima | 417 mln mc trattenuti | Si effettuano rilasci in mare per sicurezza |
| Sardegna | Stracolmi (Centro-Sud) | Oltre i limiti di guardia | Necessari rilasci controllati dai bacini |
| Sicilia | In riempimento / Eccedenza | 280 mm accumulati in gen-feb | Lago Castello a livello sfioratore |
| Puglia | Deficit persistente | -57% nei laghi foggiani | Occhito risale a 100 mln mc ma non basta |
| Lazio | In calo | Tevere e Aniene decrescenti | Trend negativo per i laghi romani e viterbesi |
| Toscana | Deficit grave | Arno -74%, Ombrone -75% | Portate fluviali critiche rispetto alla media |
| Marche | In aumento | +2,8 mln mc nei bacini | Incrementi significativi per Tronto e Potenza |
| Umbria | In calo | Trasimeno -2 cm | Riduzione dei flussi in tutti i fiumi principali |
| Emilia-Romagna | Criticità estrema | Fiume Reno -82% | Portate scarse anche rispetto ai minimi storici |
| Lombardia | Deficit nevoso | Indice SWE -35% | Gap ampio rispetto alla media storica |
- Nord Italia: dopo le piene in Piemonte e Valle d’Aosta, i flussi stanno tornando alla norma. In Lombardia preoccupa però il “gap” della neve (indice SWE): -35% rispetto alla media storica. Tra i grandi laghi, il Maggiore è al colmo, mentre il Sebino è in sofferenza con appena il 24% di riempimento. In Emilia-Romagna, il fiume Reno segna un drammatico -82% rispetto alla portata media.
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Lago Percentuale di riempimento Stato Verbano (Maggiore) 100,6% Al colmo delle capacità Benaco (Garda) 95,7% Ottimale Lario (Como) 47,6% Sotto la media del periodo Sebino (Iseo) 24,3% Preoccupante / Critico
L’andamento meteo attuale offrirebbe l’opportunità di creare scorte preziose, sottolinea Anbi, ma senza nuovi invasi, l’Italia continua a guardare l’acqua della propria sopravvivenza scivolare via verso il mare.
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