Metano, settore fossile responsabile di un terzo delle emissioni

70% delle emissioni del settore energetico potrebbe essere evitato con le tecnologie esistenti: il rapporto dell'Iea

Il 70% delle emissioni annuali di metano del settore energetico potrebbe essere evitato con le tecnologie esistenti. Allo stesso tempo, una quota significativa delle misure di abbattimento potrebbe ripagarsi entro un anno, poiché il gas catturato può essere rivenduto. Lo rivela il Global Methane Tracker 2025 dell’Iea, secondo cui le emissioni di metano provenienti dai combustibili fossili restano a livelli molto levati, ma gli sforzi per rafforzare la raccolta dati e monitorare le perdite stanno facendo progressi.

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Foto di Wizarto Pro su Unsplash.

Il rapporto presenta le ultime stime dell’Agenzia sulle emissioni a livello di settore, basate sui dati più recenti provenienti da satelliti e campagne di misurazione, ed esamina diverse opzioni di abbattimento, insieme ai relativi costi. “L’abbattimento del metano rappresenta un’opportunità cruciale per ridurre il riscaldamento globale a breve termine” si legge a commento nel documento, “in un momento in cui le temperature globali hanno raggiunto livelli record per il secondo anno consecutivo”.

Metano: superare perdite per alleviare pressione sui mercati

Come spiega il rapporto, affrontare le perdite di metano e il flaring offre un doppio vantaggio: allevia la pressione sui mercati del gas, in difficoltà in molte parti del mondo, migliorando la sicurezza energetica, e riduce le emissioni. Tuttavia, “i dati più recenti indicano che l’attuazione delle misure sul metano continua a essere al di sotto delle ambizioni. L’Iea sta lavorando” sottolinea l’Agenzia, “per garantire che governi e industria dispongano degli strumenti e delle conoscenze necessari per rispettare gli impegni presi e raggiungere gli obiettivi prefissati”.

L’aggiornamento del Global Methane Tracker aggiunge diversi nuovi elementi, tra cui dati storici sulle emissioni a livello nazionale, uno strumento interattivo per esplorare le iniziative internazionali sul metano, e stime delle emissioni provenienti da impianti di combustibili fossili abbandonati. Il rapporto presenta anche un modello completamente open access per esplorare i percorsi di abbattimento del metano nel settore petrolifero e del gas.

Settore fossile responsabile di un terzo delle emissioni globali

Secondo i dati del rapporto, il settore dei combustibili fossili è responsabile di circa un terzo delle emissioni globali di metano. La produzione globale record di petrolio, gas e carbone, unitamente ai limitati sforzi di mitigazione finora compiuti, ha mantenuto le emissioni di metano del settore energetico mondiale al di sopra dei 120 milioni di tonnellate all’anno. La stima dell’Iea è considerevolmente superiore ai livelli indicati nei resoconti ufficiali, “ma la trasparenza dei dati sta migliorando” chiarisce l’Agenzia. “Sono ora disponibili oltre 25 satelliti in orbita in grado di fornire informazioni essenziali. Le perdite di grandi dimensioni dagli impianti di petrolio e gas rilevate dai satelliti hanno raggiunto un livello record nel 2024”.

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Il documento rileva che i pozzi di petrolio e gas abbandonati, e le miniere di carbone, hanno contribuito complessivamente a circa 8 milioni di tonnellate di emissioni globali di metano. Nel complesso, queste fonti rappresenterebbero la quarta fonte di emissione di metano da combustibili fossili al mondo. L’analisi rileva un’ampia gamma di intensità delle emissioni di metano nei diversi Paesi: “Aumentare la consapevolezza e diffondere le migliori pratiche facilmente reperibili sono essenziali per colmare questo divario”, sottolinea il rapporto.

Abbattimento metano poteva rendere disponibili ai mercati 100 miliardi di metri cubi di gas

Gli attuali impegni di aziende e Paesi in materia di metano coprono l’80% della produzione globale di petrolio e gas. Al momento, tuttavia, solo circa il 5% della produzione globale soddisfa in modo dimostrabile uno standard di emissioni di metano prossime allo zero. Il rapporto rileva, inoltre, che affrontare il problema delle emissioni di metano e del flaring “migliorerebbe la sicurezza energetica creando un ulteriore approvvigionamento di gas naturale”. In base alle stime, l’abbattimento del metano avrebbe potuto rendere disponibili ai mercati circa 100 miliardi di metri cubi di gas naturale nel 2024, una quantità pari alle esportazioni totali di gas della Norvegia.

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Ogni anno, a livello globale, vengono “bruciati altri 150 miliardi di metri cubi di gas naturale, la maggior parte dei quali rientra nelle pratiche di routine e può essere evitata” sollecita il rapporto. Sulla base delle attuali politiche, l’implementazione di soluzioni mirate per la mitigazione del metano, nel settore dei combustibili fossili, impedirebbe un aumento di circa 0,1 °C delle temperature globali entro il 2050. Ciò è paragonabile all’eliminazione di tutte le emissioni di anidride carbonica dell’industria pesante a livello mondiale.

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