Il diavolo e l’acqua santa: un patto anomalo per il futuro dell’agricoltura

Due prospettive opposte che convergono nel Manifesto per il Biocontrollo

Mammuccini Saluta Il Sen. De Carlo

Un problema importante che con gli anni è diventato sempre più evidente, soprattutto in Italia. I nostri agricoltori necessitano di mezzi appropriati per tutelare le loro culture […]. Se altri nel mondo sono più veloci di noi, avranno un vantaggio competitivo che noi non ci possiamo assolutamente permettere”.  Il contesto alla base del Manifesto per il Biocontrollo lo ha spiegato bene Herbert Dorfmann, europarlamentare, Commissione AGRI. A dicembre la Commissione Ue ha presentato il Pacchetto Omnibus Food and Feed, che mira a modernizzare il sistema regolatorio europeo sulle sostanze attive e sui processi in agricoltura per evitare di frenare l’innovazione del nostro settore primario.

Mentre la sicurezza alimentare resta un dogma imprescindibile, una iper-regolamentazione (alcuni iter autorizzativi superano i 5 anni) sta depotenziando il settore agricolo Ue rispetto ai competitor extra-UE. E’ quindi imperativo accelerare l’autorizzazione di nuovi principi attivi e superare le scadenze fisse per le sostanze che non presentano criticità.

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A Roma, nella sala ISMA del Senato, l’intesa siglata ieri tra Agrofarmae FederBio segna uno storico cambio di paradigma, portando allo stesso tavolo soggetti tradizionalmente divisi su barricate opposte: Agrofarma è l’associazione di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci; FederBio riunisce le organizzazioni dell’agricoltura biologica. Tra gli obiettivi del manifesto, accelerare l’innovazione anche in agricoltura biologica, rafforzare la competitività delle imprese italiane, garantire agli agricoltori un accesso più rapido a soluzioni efficaci e sostenibili per la difesa delle colture.

L’appello è al pragmatismo, per superare la storica contrapposizione tra industria chimica e mondo biologico. Il baricentro non è la difesa del prodotto sintetico, ma la sopravvivenza tecnologica del sistema agricolo italiano in un contesto di mercato globale volatile, di eventi climatici estremi, dell’insorgenza di nuovi agenti patogeni per le piante.

Necessitas est mater artium

La necessità è la madre dell’ingegno: viene ricordato il motto latino durante l’evento. Il manifesto nasce proprio dalla necessità di collaborare per coniugare esigenze opposte, che nel biocontrollo puntano a trovare una sintesi. Biocontrollo da intendersi non come una visione di nicchia, ma come una realtà di mercato che unisce agricoltura convenzionale integrata e agricoltura biologica.

L’obiettivo è di avviare un confronto strutturato per trovare un punto di incontro tra innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola.  Il punto di arrivo è colmare la voragine produttiva che si sta aprendo tra la revoca delle vecchie sostanze e la paralisi burocratica delle nuove. Al centro, la necessità di ripensare il sistema di protezione delle colture, in coerenza con gli obiettivi europei.

“Il nostro è un settore ad alto investimento di capitale che per contro si ritrova ad avere un lunghissimo tempo di rientro dagli investimenti […] Il processo autorizzativo ad oggi non fa distinzione: un agrofarmaco è un agrofarmaco. E i tempi… Ecco, oggi parlare di una nuova sostanza attiva sono dieci anni. E se la sostanza è nuova sono 150-200 milioni di euro di investimento”, ha specificato Paolo Tassani, presidente Agrofarma–Federchimica.

Tassani Firma Il Manifesto A Destra Sen. De Carlo Foto Ilaria C. Restifo
Tassani firma il Manifesto_A destra Sen. De Carlo_Foto Ilaria C. Restifo

Cinque i pilastri programmatici su cui si basa il Manifesto:

  1. Definizione di biocontrollo, armonizzata al Regolamento CE 1107/2009.

E’ il prerequisito per stabilire un perimetro normativo europeo chiaro, eliminando incertezze per gli operatori. Tale perimetro deve essere ampio per integrare l’innovazione tecnologica futura senza nuovi iter legislativi. Gli stakeholder propongono alla Commissione di includere già categorie chiave come microrganismi, semiochimici e sostanze naturali.

  1. Rafforzare il processo autorizzativo per sostenere l’innovazione.

L’accelerazione UE sul biocontrollo impone un cambio di passo anche a livello nazionale: l’attuale sistema autorizzativo italiano ha tempi d’attesa fino a quattro volte superiori ai limiti di legge. Per colmare questo gap, la proposta è la creazione di un’agenzia di valutazione dedicata, simile a quella per i farmaci umani, che superi la cronica carenza di risorse e personale dei ministeri competenti. Sbloccare il mutuo riconoscimento e le autorizzazioni provvisorie è il passo decisivo per rendere l’agricoltura biologica davvero competitiva e protetta.

  1. Investire nella formazione e nella filiera per un uso efficace dei prodotti.

L’efficacia del biocontrollo dipende da una formazione specifica che consenta agli agricoltori di mettere in campo con efficacia azioni innovative e soprattutto preventive. Questi strumenti devono essere integrati con strategie di difesa evolute, come monitoraggio digitale e modelli previsionali. Promuovere competenze dedicate è quindi prioritario per sfruttare il potenziale tecnologico dei nuovi agrofarmaci in coerenza con le pratiche biologiche.

  1. Incentivi all’innovazione nella nuova PAC.

La Politica Agricola Comune è lo strumento ideale per incentivare l’uso del biocontrollo, favorendone la diffusione sia nel biologico che nell’agricoltura convenzionale attraverso una visione di complementarità tecnica. Finanziare l’accesso a questi mezzi innovativi permetterebbe all’Italia di centrare gli obiettivi di sostenibilità europei senza sacrificare la produttività nazionale. In questo scenario, i fondi comunitari agiscono come volano per certificare un modello agricolo avanzato, capace di proteggere le colture ottimizzando l’impiego dei fitosanitari.

  1. Nuovi impulsi per la ricerca pubblica.

Da oltre vent’anni, il contributo annuale garantito dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) sostiene la sicurezza alimentare, oggi potenziato dal nuovo Fondo per lo sviluppo del biologico dedicato a ricerca e innovazione. Per massimizzare queste risorse, è prioritario attivare tavoli tecnici che orientino i finanziamenti verso progetti strategici, con un focus sulla ricerca pubblica nel biocontrollo. Rafforzare le basi scientifiche e le conoscenze sulle condizioni d’impiego di queste tecnologie permetterà di accelerare la transizione verso un’agricoltura più sicura e resiliente.

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Il pacchetto Omnibus, con l’intervento della Commissione, allarga anche sugli agrofarmaci di sintesi chimica, ponendo alcune questioni – soprattutto per quanto riguarda la parte che consente periodi di approvazione illimitata degli agrofarmaci – su cui noi non siamo d’accordo. Ecco, queste differenze tra i nostri approcci rimangono. Se oggi dicessimo che siamo d’accordo su tutto, non saremmo credibili. Però, secondo me, il valore, soprattutto in un momento critico come quello attuale, è di superare le diversità cercando confronti sui punti su cui c’è condivisione di strategie e soluzioni per il futuro”, conclude Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.


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Consulente e ricercatrice freelance in ambito energetico e ambientale, ha vissuto a lungo in Europa e lavorato sui mercati delle commodity energetiche. Si è occupata di campagne di advocacy sulle emissioni climalteranti dell'industria O&G. E' appassionata di questioni legate a energia, ambiente e sostenibilità.