Una vittoria per la sostenibilità e la trasparenza del mercato italiano: con l’approvazione definitiva del Decreto PNRR, arrivano finalmente regole certe per definire cosa possa essere considerato davvero “stoviglia riutilizzabile”. Grazie all’inserimento dell’articolo 14-bis, l’Italia mette fine al caos normativo che ha permesso per anni la diffusione di prodotti “pseudo-riutilizzabili”, consolidando la propria posizione di leader europeo nel settore delle bioplastiche.
La fine degli “pseudo-riutilizzabili”
Fino ad oggi, una lacuna nella normativa europea SUP (Single Use Plastic) aveva permesso a diversi operatori, spesso extra-UE, di aggirare i divieti sul monouso. Il trucco era semplice: commercializzare stoviglie in plastica tradizionale, quasi identiche a quelle vietate, apponendovi un’autodichiarazione di “riutilizzabilità” priva di basi tecniche.
Questo fenomeno di concorrenza sleale ha colpito duramente le aziende italiane che hanno investito nella riconversione verso le bioplastiche compostabili. Con la nuova legge, piatti, posate e cannucce potranno essere dichiarati riutilizzabili solo se rispondenti a rigorosi requisiti tecnici.
“L’inserimento di questa definizione in una norma di rango primario rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato due anni fa,” ha dichiarato Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche. “È un risultato che conferma l’Italia come punto di riferimento europeo.”
Un percorso durato due anni
La nuova normativa è il frutto di un lavoro sinergico tra industria e istituzioni, partito nel marzo 2024 su forte impulso di Assobioplastiche. I passaggi chiave che hanno portato al successo odierno includono:
-
Aprile 2025: presentazione alla Commissione Europea della proposta tecnica elaborata dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica).
-
Luglio 2025: superamento della procedura TRIS, ottenendo il via libera tecnico da Bruxelles.
-
Aprile 2026: Trasformazione definitiva in legge all’interno del Decreto PNRR.
Più tutele per mercato e ambiente
L’emendamento, sostenuto dall’onorevole Gianpiero Zinzi, non ha solo un valore ambientale ma anche economico e ispettivo. L’introduzione di parametri certi permetterà infatti:
-
Controlli doganali più efficaci: sarà più semplice identificare e bloccare le importazioni di articoli non idonei.
-
Tutela degli investimenti: le imprese che producono bioplastiche compostabili non dovranno più competere con prodotti illegali a basso costo.
-
Chiarezza per i consumatori: garanzia di utilizzare prodotti realmente durevoli e conformi agli standard di sicurezza alimentare.
Il Presidente Bianconi ha espresso profonda gratitudine al Ministero dell’Ambiente e al Parlamento per aver supportato una proposta che finalmente protegge il valore della filiera italiana e la correttezza della transizione ecologica.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















