Nucleare: accordo Italia-Giappone per lo smantellamento dei reattori a grafite

L’esperienza italiana nel campo del decommissioning nucleare varca i confini nazionali e approda in Estremo Oriente. Sogin, la società di Stato incaricata della bonifica degli impianti nucleari, e la Japan Atomic Power Company (JAPC) hanno siglato il 15 aprile un Memorandum of Understanding (MoU) per avviare uno studio congiunto sulle strategie di smantellamento dei reattori moderati a grafite.

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momento della firma

La partnership punta a creare una sinergia tra le attività in corso presso il reattore giapponese di Tokai-1 e le competenze d’avanguardia maturate da Sogin nella gestione della centrale di Latina.

Latina come modello internazionale

Non è un caso che il Giappone abbia guardato all’Italia. Il reattore di Latina, caratterizzato proprio dalla tecnologia a grafite, è considerato dalla comunità scientifica globale un vero e proprio progetto di riferimento. L’esperienza tecnica accumulata da Sogin nello smantellamento di questa specifica tipologia di impianti rappresenta un patrimonio unico, capace di offrire soluzioni concrete a sfide ingegneristiche estremamente complesse.

Un ecosistema tecnologico in crescita

L’accordo con JAPC non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una strategia di respiro più ampio. Solo pochi mesi fa, il 27 gennaio scorso, Sogin aveva stretto un legame con l’italiana GraphiCore. Questa collaborazione è focalizzata su:

  • Innovazione meccanica: sviluppo di attrezzature specifiche per l’estrazione sicura della grafite irraggiata.

  • Ricerca e Sviluppo: partecipazione a programmi internazionali per testare nuove modalità di manipolazione dei materiali radioattivi.

  • Sperimentazione sul campo: test tecnici finalizzati a rendere il processo di smantellamento più efficiente e sicuro.

Sogin polo di riferimento globale

Con la firma di questo Memorandum, Sogin consolida il proprio ruolo di leader internazionale nella gestione del ciclo di vita finale degli impianti nucleari. La condivisione delle sfide tecniche con partner del calibro di JAPC conferma come l’Italia, nonostante l’addio al nucleare civile di decenni fa, abbia saputo trasformare la necessità della bonifica in una competenza tecnologica d’eccellenza esportabile in tutto il mondo.

“Questi accordi rafforzano l’impegno nel gestire in modo condiviso e sicuro le complessità della grafite irraggiata,” commenta la Società, ribadendo la centralità della cooperazione internazionale per garantire standard di sicurezza sempre più elevati nel settore.


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